L’esorcismo – Ultimo atto (2024). Un film che non convince

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Trailer de L’esorcismo – Ultimo atto

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

“L’Esorcismo – Ultimo Atto”, diretto da David Robitel e con protagonista Russell Crowe, rappresenta un’offesa imperdonabile al capolavoro di William Friedkin del 1973, difatti il film fallisce miseramente nel tentativo di omaggiare l’originale, risultando un’opera confusa, banale e priva di qualsiasi tensione o paura. La pellicola, che è stata girata in Bulgaria e le riprese sono state realizzate nel corso del primo trimestre del 2023, viene distribuita da Eagle Pictures nei cinema italiani il 30 maggio 2024, per uscire negli Stati Uniti il 7 giugno 2024.

Trama de L’esorcismo – Ultimo atto

Anthony Miller, un attore in declino, ottiene il ruolo da protagonista in Exorcism: The Final Rite, un film horror diretto da un regista visionario. La pellicola racconta la storia di un esorcismo avvenuto negli anni ’50, e Anthony si cala anima e corpo nel suo personaggio, rivivendo i traumi del suo passato tormentato. Mentre si immerge sempre più nel ruolo, Anthony inizia a manifestare strani comportamenti, sia sul set che nella vita reale. La linea tra finzione e realtà si confonde sempre di più, e ben presto l’uomo non è più in grado di distinguere tra il suo personaggio posseduto dal demonio e la sua stessa psiche tormentata

Frame di L'esorcismo - Ultimo atto
Frame di L’esorcismo – Ultimo atto

Recensione de L’esorcismo – Ultimo atto

La pellicola diretta da Robitel non riesce a convincere su tutta la linea, fallendo nel tentativo di uscire dai canoni dell’horror esorcistico tradizionale. Nonostante l’innovativa idea del “film nel film”, le scelte stilistiche e i buchi narrativi compromettono qualsiasi apprezzamento da parte del pubblico.

La pellicola diretta da Robitel non riesce a convincere su tutta la linea, fallendo nel tentativo d’innovare il genere horror esorcistico, una sfida ambiziosa in un panorama cinematografico già saturo di titoli simili. La pellicola cerca di distinguersi introducendo un metalinguaggio, il cosiddetto “film nel film”, che vuole offrire una nuova prospettiva narrativa ma se questo espediente avrebbe potuto essere una trovata fresca e originale, capace di mantenere alta la tensione e di sorprendere il pubblico, la realizzazione pratica di questa idea lascia molto a desiderare. L’innovazione formale, sebbene promettente sulla carta, non riesce a tradursi efficacemente sullo schermo. Le scelte stilistiche appaiono scollegate e mal integrate, contribuendo a creare un prodotto finale disomogeneo. Invece di elevare il film, le scelte stilistiche finiscono per enfatizzare le sue carenze, facendo emergere in modo ancora più evidente i buchi narrativi e le incongruenze logiche. Uno dei principali problemi della pellicola è la mancanza di una visione chiara e coerente. Sembra che Robitel abbia voluto sperimentare senza però avere una solida base narrativa su cui costruire. Questa mancanza di coesione non solo disorienta lo spettatore, ma impedisce anche qualsiasi tipo di immersione emotiva nella storia. Le promesse iniziali di un horror che rielabora i cliché del genere si infrangono contro una sceneggiatura debole e una messa in scena poco ispirata.

La regia di Robitel si rivela piatta e priva di idee. Le scene, banali e prevedibili, mancano di qualsiasi guizzo creativo o tensione. La macchina da presa si limita a riprendere gli attori senza alcun criterio, creando un’atmosfera piatta e senza alcun coinvolgimento emotivo per il pubblico. Questo approccio rende il film monotono e poco interessante, non riuscendo a catturare l’attenzione dello spettatore.

Recitazione e Caratterizzazione dei Personaggi

La recitazione nel film è mediocre e priva di carisma. Russell Crowe, solitamente un attore di talento, si ritrova a recitare un ruolo già interpretato, ma con poca enfasi e caratura. La sua performance è monotona e priva di qualsiasi emozione, risultando inefficace nel trasmettere paura o tormento. Anche gli altri attori non brillano per le loro performance, limitandosi a recitare dialoghi banali e privi di profondità. I numerosi buchi narrativi impediscono al pubblico di affezionarsi a qualsiasi personaggio, riducendo ulteriormente l’impatto emotivo del film.

Montaggio, Coesione Narrativa e colonna sonora

Il montaggio è confuso e sconclusionato, con scene che si susseguono in modo casuale e senza alcun criterio logico. Questo crea un senso di disorientamento nello spettatore e rende la visione del film ancora più pesante e faticosa. La mancanza di ritmo e di coesione narrativa aggrava ulteriormente la situazione, trasformando il film in un’esperienza frammentaria e insoddisfacente.

Le musiche di Christopher Young sono banali e non riescono a creare alcuna atmosfera particolare o a sottolineare le emozioni dei personaggi. In alcuni casi, risultano addirittura fuori posto e stridenti con le scene che accompagnano. Questa mancanza di coerenza sonora contribuisce a rendere il film meno coinvolgente ed emotivamente piatto.

Russell Crowe in L'esorcismo - Ultimo atto
Russell Crowe in L’esorcismo – Ultimo atto

In conclusione

La pellicola di Robitel non riesce a convincere su nessun fronte. La regia piatta, la recitazione mediocre, il montaggio sconclusionato e una colonna sonora inadeguata si combinano per creare un prodotto che fallisce nel suo intento di rinnovare il genere horror esorcistico. Il risultato è un film che lascia lo spettatore deluso e poco coinvolto, privo di qualsiasi emozione o tensione autentica.

Note positive

  • Metacinema intrigante: Il film gioca con l’idea della finzione che diventa realtà, creando un’ambiguità interessante che tiene lo spettatore incollato.
  • Premesse interessanti: L’idea di un attore in declino che interpreta un esorcista posseduto ha del potenziale.
  • Cast di tutto rispetto: Russell Crowe, Demián Bichir e Ariel Winter sono attori di talento, anche se in questo film non riescono a brillare del tutto.

Note negative

  • Regia piatta e senza tensione: La regia di  Robitel è anonima. Le scene mancano di suspense e non riescono a spaventare.
  • Recitazione altalenante: Russell Crowe è sprecato in un ruolo piatto, mentre gli altri attori non riescono a convincere.
  • Montaggio confuso: Il montaggio è disordinato e rende la visione del film frammentata e poco fluida.
  • Effetti speciali poco curati: Gli effetti speciali sono datati e poco convincenti, togliendo realismo al film.
  • Confusione tra omaggio e parodia: Il film cerca di omaggiare l’originale ma a tratti scade nel grottesco.
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Michele Giacchetto
Michele Giacchetto
Articoli: 12

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