Lisa e il diavolo (1973). L’opera divisiva di Mario Bava

Recensione, trama e cast del film horror Lisa e il diavolo (1973), la pellicola di Mario Bava divisiva, ribattezzata "La casa dell'esorcismo" nel 1975.
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Trailer di Lisa e il diavolo

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Il film “Lisa e il Diavolo”, diretto da Mario Bava, maestro dell’horror, e scritto insieme al produttore Alfredo Leone nel 1972, è stato presentato al Festival di Cannes nel 1973 ma ha ricevuto una fredda accoglienza che lo ha escluso dalle sale cinematografiche. Due anni dopo, una versione rielaborata chiamata “La casa dell’esorcismo” ha integrato elementi soprannaturali come l’esorcismo e la possessione per raggiungere un pubblico più vasto. Sebbene questa versione si sia allontanata dallo stile originale di Bava, ha conservato la sua firma stilistica inconfondibile. Solo in seguito, alcuni critici hanno rivalutato il film originale, riconoscendo il genio del regista nel tessere una trama complessa e misteriosa attraverso l’uso magistrale della luce e dell’ombra. Tuttavia, “Lisa e il Diavolo” è rimasto una delle opere più divisive del regista, con sostenitori che lo considerano un capolavoro e detrattori che lo trovano insignificante. In definitiva, il film è rappresentativo di un’opera che ha polarizzato la critica e il pubblico, evidenziando le diverse prospettive sul suo valore artistico e narrativo.

Trama di Lisa e il diavolo

Durante un viaggio a Toledo, in Spagna, Lisa, una turista americana, si allontana dal gruppo incantata da un carillon e finisce per entrare in una misteriosa bottega, dove incontra un uomo che le causa un profondo turbamento per la notevole somiglianza con una raffigurazione del Diavolo presente in un affresco. Spaventata, Lisa fugge e si perde nelle intricate stradine di Toledo, perdendo rapidamente l’orientamento nel labirinto cittadino. In cerca di rifugio, trova una coppia e il loro autista diretti a un albergo, ma un guasto li costringe a trovare riparo in una villa sperduta nei boschi, di proprietà di una cieca e glaciale contessa.

All’interno della villa, Lisa si trova coinvolta in eventi inquietanti e soprannaturali che mettono duramente alla prova la sua sanità mentale. Mentre cerca disperatamente di scappare, si imbatte in una serie di personaggi oscuri ed enigmatici, legati a una trama intricata e misteriosa che si intreccia con il passato oscurato della famiglia e il sinistro potere esercitato da Leandro, un individuo enigmatico e inquietante. Man mano che la storia si sviluppa, Lisa scopre legami inquietanti tra la sua presenza nella villa e gli eventi sovrannaturali che sembrano circondarla, gettando luce su una serie di segreti oscuri che hanno legato il suo destino a quello della famiglia maledetta.

Fotogramma di Lisa e il diavolo
Fotogramma di Lisa e il diavolo

Recensione di Lisa e il diavolo

Lisa e il Diavolo, un film di Mario Bava, si presenta come un monumento al suo lavoro estetico e concettuale, tratto dalla sua ricca carriera cinematografica. Il film conduce gli spettatori attraverso un oscuro labirinto di angoscia e mistero, esplorando classici temi dell’horror come la casa infestata, i manichini animati e il confronto con il Diavolo. Bava trasforma ogni aspetto della pellicola in una sinfonia di perturbazione, creando un’atmosfera intrisa di ambiguità e inquietudine. L’atmosfera gotica e la meticolosa messa in scena trascinano gli spettatori in un labirinto di angoscia e mistero, sfruttando la luce e l’ombra per creare tensione e suspense avvolgenti. L’uso sapiente dello zoom per avvicinare i personaggi intensifica l’effetto allucinatorio, mentre i filtri ottici distorcono l’immagine, accrescendo il senso di surrealtà. La macchina da presa stessa diventa un ente vivente, muovendosi liberamente attraverso gli ambienti e offrendo prospettive che amplificano l’esperienza di allucinazione.

Mario Bava domina la tensione e la suspense, mantenendo gli spettatori sul filo del rasoio per l’intera durata del film. Oltre allo schema gotico, Bava introduce con maestria il tema del doppio, trasformandolo in un motore narrativo e in un intricato gioco concettuale. Manichini e oggetti apparentemente vivi permeano la trama, confondendo e spaventando con la loro presenza inquietante. L’onirico, l’allucinazione e il ricordo si intrecciano in una danza complessa, ingannando sia la protagonista che lo spettatore. Il film raggiunge l’apice quando amore e morte si fondono, trascinando gli spettatori in un vortice di emozioni contrastanti, fino all’ultimo fotogramma, e forse anche oltre. Il Diavolo gioca con il pubblico, rivelando la vulnerabilità di fronte all’ignoto, trascinando gli spettatori in un labirinto di emozioni e suggestioni che rivelano un mondo in cui la realtà si mescola insidiosamente con l’immaginario.

La colonna sonora suggestiva e inquietante di Carlo Savina amplifica l’impatto visivo delle scene, creando un’esperienza coinvolgente. Parte integrante della narrazione, le melodie ripetute nel film diventano un motivo di turbamento e presagio malefico, ipnotizzando Lisa e confondendo sempre di più la realtà con la finzione. In questo intricato intreccio di suggestioni visive e sonore, Mario Bava si erge come un virtuoso dell’horror, abbracciando la complessità della psiche umana. La maestria tecnica e concettuale del regista si traduce in un viaggio nel cuore stesso della paura e dell’incertezza, dove ogni fotogramma è intriso del suo genio visionario. Lisa e il Diavolo è un’esperienza che penetra nelle profondità dell’animo, confermando il regista come uno dei grandi maestri del cinema dell’orrore.

Frame di Lisa e il diavolo
Frame di Lisa e il diavolo

In conclusione

Lisa e il Diavolo rappresenta un’opera cinematografica complessa e audace che incarna la maestria artistica di Mario Bava. Sebbene il film possa risultare impegnativo per alcuni spettatori a causa della sua trama intricata e dei momenti di ritmo più lento, esso offre un’esperienza unica arricchita da una combinazione di elementi estetici e tematici surreali e angoscianti. L’uso abile della luce, delle ombre e della colonna sonora contribuisce a creare un’atmosfera inquietante e coinvolgente, mantenendo gli spettatori sul bordo del loro sedile per l’intera durata del film. Sebbene possa non essere il film più accessibile per tutti, Lisa e il Diavolo si distingue per la sua capacità di suscitare discussioni e di dividere la critica, riflettendo l’artisticità e la visione unica del suo regista. Per gli amanti del genere e per coloro che apprezzano il lavoro di Mario Bava, questo film rimane una pietra miliare imperdibile nella storia dell’horror cinematografico.

Note positive

  • L’innovativa combinazione di elementi classici del genere horror con un’estetica surreale e onirica che dona al film un’impronta unica e distintiva.
  • La capacità di Mario Bava di creare una suspense avvincente e di mantenere uno spettatore
    costantemente coinvolto, nonostante la complessità narrativa.
  • L’uso efficace della colonna sonora che contribuisce in modo significativo a costruire l’atmosfera
    angosciante e a intensificare l’esperienza emotiva complessiva del pubblico.

Note negative

  • La trama intricata potrebbe risultare eccessivamente complessa per alcuni spettatori, compromettendo la comprensione complessiva della storia e dei suoi dettagli.
  • La presenza di alcune sequenze con un ritmo più lento potrebbe minare l’esperienza complessiva del film per coloro che cercano un’azione più costante e dinamica. La mancanza di coerenza nell’interpretazione degli attori in alcuni casi potrebbe contribuire a una diminuzione dell’impatto emotivo delle scene cruciali, riducendo l’efficacia complessiva del film.
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Luana Esposti
Luana Esposti
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