L’orribile segreto del dr. Hichcock (1962). Il Mad Doctors di Riccardo Freda

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Locandina de L'orribile segreto del dr. Hichcock (1962)

L’orribile segreto del dr. Hichcock

Titolo originale: L’orribile segreto del dr. Hichcock

Anno: 1962

Nazione: Italia

Genere: Horror

Casa di produzione: Panda Film

Distribuzione italiana: Warner Bros.

Durata: 88 minuti

Regia: Riccardo Freda

Sceneggiatura: Ernesto Gastaldi

Fotografia: Raffaele Masciocchi

Montaggio: Ornella Micheli

Musiche: Roman Vlad

Attori: Barbara Steele, Robert Flemyng, Harriet White, Silvano Tranquilli, Maria Teresa Vianello, Evaristo Signorini, Neil Robinson

Trailer de L’orribile segreto del dr. Hichcock

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Un po’ come Mario Bava, anche Riccardo Freda è stato un regista-sceneggiatore poliedrico, capace di spaziare tra molteplici generi cinematografici, passando dai peplum ai film western e d’avventura, senza dimenticare di realizzare opere marcatamente horror e legate all’elemento gotico. “L’orribile segreto del dr. Hichcock” del 1962 si inserisce espressamente in quest’ultimo filone, venendo realizzato in un periodo particolarmente fertile per il genere gotico nel panorama italiano. Nonostante ciò, la produzione non fu agevole a causa di un budget limitato, di soli 96 milioni, che costrinse Freda a realizzare la pellicola con una certa frenesia.

Se nei piani iniziali le riprese avrebbero dovuto tenersi a Villa Perucchetti in Via Pietro Paolo Rubens 21 a Roma dal 9 aprile al 5 maggio 1962, nella realtà delle cose le riprese durarono solo due settimane, con giornate lavorative di diciotto ore. Per ottimizzare il processo, Freda adottò l’uso di tre piccole troupe per effettuare il maggior numero possibile di scene contemporaneamente, cercando di recuperare il più possibile in un lasso di tempo limitato. Una delle troupe venne affidata ad Avallone, collega e amico di Freda, uniti dalla passione per le corse. Probabilmente, un’ulteriore ragione che ha spinto il regista ad accelerare le riprese del film è legata all’attrice protagonista Barbara Steele. Per interpretare il personaggio di Cynthia Hichcock, Steele dovette prendersi dieci giorni di pausa dal set di “8½” di Federico Fellini, dove ricopriva il ruolo di Gloria Morin.

Come spesso accadeva all’epoca, e come ha fatto in diversi dei suoi lungometraggi anche Mario Bava, gli autori italiani decisero di adottare per la realizzazione di questo film degli alias marcatamente americani, nella speranza di renderlo più vendibile per la distribuzione italiana e straniera. Così, Freda usò uno pseudonimo accreditandosi come Robert Hampton, mentre il scenografo Franco Fumagalli diventò Frank Smokecocks e così via. Il film ottenne la sua prima ad agosto 1962 al Rapallo Film Festival, per poi essere distribuito nei cinema italiani nello stesso mese, ricevendo il divieto, dalla commissione di censura, ai minori di diciotto anni e diventando così il primo lungometraggio horror italiano a ricevere una restrizione così ampia. Nonostante il divieto, fu un successo al botteghino, incassando, nel territorio italiano, 142 milioni di lire.

Trama de L’orribile segreto del dr. Hichcock

Londra, 1885. Il Professor Bernard Hichcock è un illustre luminare e medico apprezzato da tutti nel suo settore grazie alla sua invenzione di un anestetico in grado di abbassare quasi completamente il battito cardiaco, permettendo così di effettuare complesse operazioni e salvare vite umane. Tuttavia, l’uomo nasconde un oscuro segreto: una morbosa passione per la necrofilia. Per soddisfare questo bisogno, inietta un farmaco alla moglie, rendendola dormiente e simile a un cadavere.

Una sera, decide di provare il suo anestetico su Margaretha, ma il risultato non è quello sperato. La donna cade in un sonno profondo, privo di risveglio. Pieno di tristezza, il Professore Bernard Hichcock decide di abbandonare la sua vita e la sua dimora, che lascia nelle mani di una governante.

Dodici anni dopo, il Professore Bernard Hichcock fa ritorno a casa con la sua nuova moglie Cynthia, in una dimora impolverata dal tempo in cui il ricordo di Margaretha è più vivo che mai. Tuttavia, Cynthia si sente a disagio udendo strani rumori e il marito sembra distante, diventando freddo. Sebbene Cynthia instauri un buon rapporto d’amicizia con il collega del marito, il dottor Kurt Lowe, non riesce a farlo con la governante Martha e l’oscuro gatto nero. Presto si rende conto che quel luogo nasconde qualcosa di inquietante, ma cosa?

Frame de L'orribile segreto del dr. Hichcock (1962)
Frame de L’orribile segreto del dr. Hichcock (1962)

Recensione de L’orribile segreto del dr. Hichcock

Notte fonda. Il cancello di un cimitero. Un uomo si avvicina, avvolto nell’oscurità del luogo di sepoltura, una figura non visibile ma con un’aura misteriosa, in cui è distinguibile solo il suo elegante completo con il cilindro in testa. La scena si sposta su un necroforo intento a scavare una fossa per seppellire una bara, quando il misterioso individuo lo colpisce sulla testa stordendolo. L’uomo oscuro apre con frenesia romantica la tomba, svelando il corpo privo di vita di una giovane donna. Le mani dell’uomo si avvicinano, la toccano bramando il suo corpo con un desiderio sessuale, mostrando la sua natura di necrofilo, ovvero una perversione sessuale di colui che prova attrazione verso un cadavere. Questo è l’elemento narrativo più interessante del lungometraggio “L’orribile segreto del dr. Hichcock”, che ci presenta, in maniera originale per l’epoca, un personaggio maschile oscuro avvolto da una forte dipendenza sessuale verso corpi privi di vita o apparentemente morti. Infatti, lo strano Professore Bernard Hichcock prova solo passione erotica verso donne che hanno un aspetto cadaverico, che siano morte oppure che sembrino tali, come la moglie Margaretha (Maria Teresa Vianello), che accetta senza batter ciglio il lato oscuro e pericoloso del marito, consentendo a quest’ultimo di soddisfare tutte le sue bramosità da necrofilo. L’uomo, tutte le sere, inietta un farmaco alla sua amata, rendendola dormiente e immobile come una donna morta, un elemento che gli conferisce la sensazione di trovarsi con un individuo privo di vita. Solo così prova un senso di attrazione sessuale vera e profonda.

Il Professore Bernard Hichcock è il nostro “Mad Doctor” di Riccardo Freda, che si rifà espressamente al Dottor Caligari, al Dr. Moreau, al Dr. Victor Frankenstein e al Dottor Henry Jekyll, ma senza possedere la forza di queste controparti cinematografiche – letterarie. Non tanto per un’impersonificazione del personaggio che possiede una sua tridimensionalità e una follia accattivante, ma esclusivamente per le scelte di scrittura adottate dallo sceneggiatore Ernesto Gastaldi. Nonostante un inizio potente basato sulla necrofilia, nel secondo atto decide di spostare il focus principale del racconto verso una storia marcatamente grottesca – fantastica, dal sapore familiare, che ci riconduce al genere delle case infestate. Qui abbiamo la protagonista Cynthia Hichcock (Barbara Steele) che, una volta giunta nell’abitazione di famiglia dell’amato marito, si rende conto che qualcosa non torna, cominciando a udire strani passi di donna e una voce, forse quella di Margaretha, la donna amata dal Dottore e che rivive in quel luogo attraverso numerosi quadri a lei dedicati. Questo cambio di focus dall’elemento di necrofilia all’elemento horror riguardante Cynthia Hichcock rovina tutte le premesse narrative della pellicola, poiché dal secondo atto in poi la pellicola ricade in uno sviluppo drammaturgico di pessima fattura, dove il non sense e i buchi di trama ne fanno da padrone.

Il regista attribuisce i problemi riguardanti la sceneggiatura de “L’orribile segreto del dr. Hichcock” alla censura, che ha tagliato numerose sequenze cruente del lungometraggio.

Mi hanno tagliato un mucchio di scene d’amore di questo tipo (necrofile), tanto che si capisce poco di ciò che realmente accade nel film. All’inizio, per esempio, lo scienziato entra in un cimitero, stordisce un custode e apre una bara: dentro c’è una bellissima ragazza morta da poco. Il dottore si china su di lei, l’accarezza… e poi fa all’amore col suo cadavere. Ma nel film l’atto erotico è stato del tutto tagliato: si vede lo scienziato che apre la bara, fissa la donna… e poi basta. Si passa di colpo alla scena successiva, nell’ospedale. Perché abbia dunque violato la bara e a quale scopo… il pubblico non l’ha saputo mai. Quel taglio ha ovviamente reso molto più difficile la comprensione del resto del film.

Il problema del lungometraggio, tuttavia, non risiede in queste omissioni, che ovviamente privano la storia di un elemento di oscurità e inquietudine, ma che non avrebbero mai intaccato il senso complessivo del film. Il reale problema de “L’orribile segreto del dr. Hichcock” è la sceneggiatura di Ernesto Gastaldi, che non riesce a creare una trama soddisfacente in grado di esplicitare a livello narrativo gli avvenimenti, basati su un elemento di poca credibilità. Lo script di Gastaldi non riesce a spiegare gli eventi, a raccontarli o ad approfondire i personaggi. Mentre le buone sceneggiature tendono a dare un significato a ciò che viene raccontato, creando una narrazione strutturata e dettagliata, in “L’orribile segreto del dr. Hichcock” questo non accade: tutte le spiegazioni sono omesse, rendendo gli eventi finali assurdi e completamente inverosimili, dimostrando solamente la potente follia del nostro dottore, intenzionato a compiere un misterioso esperimento privo di qualsiasi logica. Gastaldi, indubbiamente, non è riuscito a dare coerenza ai vari elementi narrativi presenti nel film, anche a causa di Riccardo Freda, che ha voluto introdurre, forzatamente, la tematica della necrofilia nella storia, causando così una narrazione che si divide nettamente in due parti che non comunicano tra loro.

Riccardo Freda

L’idea di fare quel film sulla necrofilia fu mia. Ne parlai quindi agli sceneggiatori, spiegai che volevo una storia con questo dottore pazzo che faceva all’amore solo in quel modo… e loro, allora, me la scrissero. La scelta del tema e lo sviluppo basilare della trama è dunque sempre partito da me. Nel caso della necrofilia dell’Orribile segreto del dottor Hichcock, ricordo bene che l’idea mi venne in quanto anni prima ero stato molto turbato leggendo un clamoroso fatto di cronaca sui giornali: un guardiano notturno posto a custodia del corpo di una principessa ballerina morta da poco… bè, si era scoperto che costui l’aveva stuprata malgrado lei fosse un cadavere. Da qui… da questo mio ricordo di un avvenimento reale… ha preso avvio la trama dell’Orribile segreto del dottor Hichcock.

La pellicola si lascia indubbiamente guardare, ma non possiede la forza dei più accattivanti horror italiani. Forse per dare una valutazione completa, bisognerebbe attendere la versione integrale del lungometraggio, così come Freda l’aveva concepita. Tuttavia, la certezza che il film sia stato effettivamente censurato in alcune sue parti non è del tutto sicura, dato che nessuna di queste scene è mai stata mostrata fino al 2023. Potrebbero forse essere andate perse? Uno dei maggiori pregi de “L’Orribile segreto del dottor Hichcock” è il tentativo di creare un oscuro “Mad Doctor”, abilmente interpretato da Robert Flemyng. Quando scoprì che nella versione finale del racconto era stata inserita la tematica della necrofilia per il suo personaggio, tentò in tutti i modi di abbandonare quel ruolo, senza successo però. Altro elemento degno di nota nella pellicola è l’omaggio ad Alfred Hitchcock. Infatti, la produzione italiana richiama alcuni cult cinematografici del regista. In primo luogo, abbiamo una riproposizione di “Rebecca – La prima moglie” (1940), evidente nella costruzione della villetta, nell’incendio finale, nei quadri e nel rapporto tra la governante e Cynthia. Un’altra citazione riguarda “Il sospetto” (1941), evidente nella scena del bicchiere di latte avvelenato.

Barbara Steele in L'orribile segreto del dr. Hichcock (1962)
Barbara Steele in L’orribile segreto del dr. Hichcock (1962)

In conclusione

“L’Orribile Segreto del Dottor Hichcock” è un film che presenta elementi di notevole originalità e audacia tematica, soprattutto considerando il periodo in cui è stato realizzato. Tuttavia, sembra che la pellicola abbia subito tagli e censure che ne hanno compromesso la chiarezza e la fluidità narrativa.

Note positive

  • Originalità Tematica: L’inclusione del tema della necrofilia è audace e insolita per l’epoca, contribuendo a distinguere il film da altre produzioni dell’horror italiano. L’intenzione di esplorare una perversione sessuale così estrema aggiunge un elemento di inquietudine e oscurità al racconto.
  • Atmosfera Gotica: La scelta di ambientare la storia in un cimitero, con un personaggio principale avvolto da un’aura misteriosa, aggiunge un tocco gotico al film. Questo crea un’atmosfera cupa e suggestiva, tipica del genere horror.
  • Omaggio ad Alfred Hitchcock: L’omaggio al maestro del suspense, Alfred Hitchcock, attraverso richiami a suoi film come “Rebecca” e “Il sospetto”, aggiunge un elemento interessante per gli appassionati di cinema e può arricchire la visione del film.

Note negative

  • Sceneggiatura Confusa: La critica alla sceneggiatura di Ernesto Gastaldi è legittima se il film presenta buchi di trama e manca di spiegazioni chiare. Una sceneggiatura che non riesce a rendere giustizia agli eventi e ai personaggi può compromettere l’esperienza complessiva dello spettatore.
  • Cambios di Tono Narrativo: Il cambio di focus dalla necrofilia all’elemento horror potrebbe risultare brusco e indebolire la coesione del film. La transizione tra questi due aspetti potrebbe non essere stata gestita in modo fluido, influenzando negativamente la trama complessiva.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 889

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