Lunana: Il villaggio alla fine del mondo (2019): un mondo incontaminato

Lunana: il villaggio alla fine del mondo

Titolo originale: ལུང་ནག་ན

Anno: 2019

Paese: Bhutan

Genere: drammatico

Produzione: Dangphu Dingphu:a 3 pigs Production

Distribuzione: Officine Ubu

Durata: 109 min

Regia: Pawo Choyning Dorji

Sceneggiatura: Pawo Choyning Dorji

Fotografia: Jigme Tenzing

Montaggio: Hsiao-Yun Ku

Attori: Sherab Dorji, Ugyen Norbu Lhendup, Kelden Lhamo Gurung, Pem Zam

Trailer italiano del film Lunana: Il villaggio alla fine del mondo

Candidato agli Oscar del 2022 nella categoria “Miglior Film Internazionale”, “Lunana: Il villaggio alla fine del mondo” è la prima pellicola interamente realizzata in Bhutan a ottenere questo riconoscimento. Distribuito nel 2019 ma mai arrivato in Italia prima del 2022,il lungometraggio per la regia di Pawo Choyning Dorji è un film adatto a tutti, che ha come grande merito la volontà di rappresentare una parte di popolazione mondiale completamente ignorata dal panorama mediatico.

Trama di Lunana: Il villaggio alla fine del mondo

Un giovane insegnante del Bhutan moderno, Ugyen, si sottrae ai suoi doveri mentre progetta di andare in Australia per diventare un cantante. Come rimprovero, i suoi superiori lo inviano nella scuola più remota del mondo, nel villaggio di Lunana a 4.800 metri di quota, per completare il suo periodo di servizio. Dopo un cammino di 8 giorni, Ugyen si ritrova esiliato dalle sue comodità occidentalizzate. A Lunana non c’è elettricità, né libri di testo e nemmeno una lavagna. Sebbene poveri, gli abitanti del villaggio porgono un caloroso benvenuto al loro nuovo insegnante, che deve affrontare il difficile compito d’insegnare ai bambini del villaggio senza alcuno strumento didattico a disposizione. Preso dallo sconforto, è sul punto di decidere di tornare a casa, ma poco a poco inizia a conoscere la felicità incondizionata degli abitanti del villaggio, dotati di una straordinaria forza spirituale in grado di contrastare le grandi avversità del luogo. Si ritroverà conquistato dall’adorazione che i bambini dimostreranno verso di lui, che lo vedono come una figura fondamentale per la costruzione del loro futuro.

Un’immagine di Lunana

Recensione di Lunana: Il villaggio alla fine del mondo

A causa dell’assenza di elettricità e connessioni di rete, la produzione del film dipendeva completamente dall’energia solare. Gli abitanti del villaggio, molti dei quali non avevano mai visto il mondo al di fuori di Lunana, sono stati scelti per interpretare molti dei ruoli principali.

Officine Ubu

L’impianto registico e fotografico del film, sicuramente per motivazioni dovute alle impervie condizioni produttive, è di livello molto modesto, ma l’obiettivo di “Lunana” non è quello di realizzare un’opera significativa da un punto di vista estetico. La sceneggiatura dispiega un racconto di formazione paradigmatico – lo schema narrativo è lo stesso di film più blasonati come “Balla coi lupi” e “Avatar” – ed è dunque estremamente prevedibile, ma funziona nell’ottica in cui non fa nulla per distogliere lo spettatore dal cuore della pellicola, ovvero la realtà del villaggio di Lunana e la ricchezza della scoperta di un mondo tanto incontaminato. Il protagonista, un ragazzo di città che sogna l’Australia, trova nelle radici culturali del suo Paese una dimensione di vita difficilissima, ma caratterizzata da una gioia nella sintonia con la natura che, in un periodo in cui la sostenibilità è più che mai prioritaria, è sempre importante sottolineare.

Il film è stato girato nella scuola più remota del mondo, nel villaggio di Lunana. Il villaggio è un insediamento che si trova lungo i ghiacciai dell’Himalaya, accessibile solo attraverso un trekking di 8 giorni su alcune delle montagne più alte del mondo. Ci sono solo 56 persone nel villaggio, la maggior parte delle quali non aveva mai visto il mondo fuori da Lunana. La parola “Lunana” significa letteralmente “la valle oscura”; una valle così lontana che la luce non la raggiunge nemmeno. Il villaggio è così isolato che ancora oggi non ci sono elettricità e collegamenti alla rete cellulare. A causa della mancanza di strutture, la produzione del film dipendeva totalmente dalle batterie a carica solare.

In conclusione

Lunana si potrebbe definire un film “turistico”, che non consegue meriti artistici ma si dimostra in grado di coinvolgere lo spettatore nella scoperta di una realtà da preservare.

Note positive

  • Ambientazione
  • Tematica ambientalista

Note negative

  • Estrema convenzionalità

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.