Navalny (2022): il cinema della realtà

Navalny, diretto da Daniel Roher, è un documentario sul leader dell'opposizione Russa Alexei Navalny.
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Navalny - Locandina

Navalny

Titolo originale: Navalny

Anno: 2022

Nazione: Stati uniti d’America

Genere: Documentario

Casa di produzione: Cottage M, Fishbowl Films, RaeFilm Studios

Distribuzione italiana: I Wonder Pictures

Durata: 98 minuti

Regia: Daniel Roher

Sceneggiatura:

Fotografia: Niki Waltl

Montaggio: Maya Hawke, Langdon Page

Musiche: Marius De Vries, Matt Robertson

Attori: Alexei Navalny, Yulia Navalnaya

Trailer italiano di Navalny

Trama di Navalny

Il regista Daniel Roher documenta gli eventi successivi all’avvelenamento sul leader dell’opposizione Russa, Alexei Navalny, avvenuto nell’agosto del 2020.

Recensione di Navalny

Negli anni della guerra in Ucraina da parte della Russia, un docufilm come Navalny, vincitore del premio Oscar come Miglior Documentario, accende ancora di più i riflettori sugli orrori commessi dal regime di Putin. “Se dovessi essere ucciso, qual è il messaggio che lasceresti al popolo russo?”. Questa è la domanda che apre il lungometraggio del regista canadese Daniel Roher. Ma la risposta del leader dell’opposizione Russa, Alexei Navalny, informa il pubblico che non si tratterà di un film commemorativo, bensì di un thriller ricco di colpi di scena, una spy story su fatti realmente accaduti che riesce ad essere più avvincente di un film di genere. Siamo in Germania, dove Navalny vive dopo il tentativo di avvelenamento che lo ha visto coinvolto nell’agosto del 2020. Alexei si sta preparando a lasciare questo paesino innevato per fare rientro in Russia, consapevole che le probabilità di essere arrestato sono molto alte. Ma chi è Alexei Navalny e perché il regime putiniano ha tentato di avvelenarlo?

Navalny
Navalny

Attraverso diversi scatti temporali, Roher presenta al pubblico una figura a molti sconosciuta. Alexei Navalny è un avvocato e attivista politico che ha avuto il coraggio di opporti al regime di Putin. Ma essere un uomo che si mette contro Putin ha le sue conseguenze. Al suo ritorno da una campagna anticorruzione in Siberia, inizia a sentirsi male in aereo. Ricoverato in ospedale si scopre che l’attivista è stato avvelenato dal Novichok. Questo fa scattare immediatamente lo staff di Navalny che indaga sul coinvolgimento dei servizi segreti russi. Da questo momento Roher inizia a documentare giorno per giorno tutti gli eventi. La telecamera si alterna tra le interviste a Navalny all’inchiesta portata avanti dai familiari, dalla giornalista Clarissa Ward della CNN, che annuncia per prima il complotto in diretta televisiva e da Christo Grozen, che riesce a scoprire gli esecutori e i mandanti dell’attentato grazie ai tracciati telefonici e alle prenotazioni aeree. Ed è quando il complotto viene smascherato che la tensione aumenta. Lo spettatore ha la sensazione di trovarsi in quella stanza ad assistere in prima persona all’evento surreale che si sta manifestando. Navalny, durante una telefonata, trae in inganno uno dei suoi aguzzini che conferma l’attentato nei suoi confronti. La telecamera non si limita ad inquadrare Navalny, ma testimonia lo stupore, tanto loro quanto nostro, dei presenti.

Navalny un film diretto da Daniel Roher
Navalny un film diretto da Daniel Roher

In conclusione

Il documentario diventa un’arma potente, una testimonianza “in tempo reale” di avvenimenti agghiaccianti, quasi non si riesce a credere che ciò che stiamo vedendo non è frutto dell’immaginazione del regista. Il documentario di Daniel Roher ha lo stesso ritmo di un film d’azione, adrenalina e tensione accompagnano lo spettatore per tutta la durata del docufilm.

Note positive

  • La tensione che ti accompagna per tutto il film
  • La regia
  • Un documentario che riesce ad essere meglio di un film d’azione

Note negative

  • /
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Francesca Lombardo
Francesca Lombardo

Sono di difficile interpretazione, vado contro corrente perché seguirla mi porta fuori strada.
Non ho nulla da dichiarare a livello personale, non amo descrivermi preferisco farmi conoscere, scrivere io sono, io vivo, io faccio, non fa per me la mia persona non è legata a dove vivo, cosa faccio nella vita, se preferisco il vino o la birra io sono il mio pensiero, le mie emozioni, le mie passioni che non possono essere descritte ma vissute e condivise.
La mia vita è il cinema, l’arte, la fotografia e la musica, viaggio il più possibile, mi perdo spesso e volentieri tra le pagine di un libro, ho una folle malattia per la cultura orientale… fatevi bastare questo come unica cosa che leggerete di me in questa descrizione.

Articoli: 36

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