Non lasciarmi (2010). Dal romanzo di Kazuo Ishiguro

Non Lasciarmi (2010) è un film che unisce genere drammatico, fantascientifico e distopico ed è la trasposizione su pellicola del romanzo di Kazuo Hishiguro per mano del regista Mark Romanek
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Trailer di Non Lasciarmi

Informazioni sul film e dove vederlo

Non Lasciarmi, film basato sull’omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro del 2005, oltre a essere un film drammatico, è anche un insolito racconto distopico che, con delicatezza, vuole proporre una riflessione sul grado di eticità di alcuni aspetti disumani di un’educazione autoritaria, che impedisce l’espressione della propria individualità, delle singole emozioni e soprattutto del libero arbitrio.

Il regista Mark Romanek, conosciuto anche come autore di importanti video musicali quali “Scream” di Michael Jackson, trasporta perfettamente su schermo le visioni di Hishiguro, riuscendo a donare alla pellicola quell’alone di sopraffazione e rassegnazione che i protagonisti provano verso la “vita”. Un film dolcemente malinconico grazie al quale Carey Mulligan, interprete di Kathy, imparò perfino a guidare in sole due settimane, ma soprattutto venne premiata come “Miglior Attrice” ai British Indipendent Film Awards (2010).

In Italia la pellicola è stata distribuita al cinema il 25 marzo 2011 grazie a 20th Century Fox.

Trama di Non Lasciarmi

Ambientato nell’Inghilterra del 1990, ad Hailsham, il racconto comincia proprio da qui… un semplice college in campagna, nel quale i ragazzi vengono costantemente e diligentemente supervisionati dai loro insegnanti e tutors. Ricevere una corretta educazione, con delle regole e degli ideali precisi da seguire, è una prerogativa imprescindibile per gli studenti di Hailsham, ai quale viene da subito trasmessa l’importanza del benessere fisico, il suo corretto mantenimento, oltre che l’importanza della creazione di arte: il livello di creatività viene infatti testato attraverso le loro opere, tra le cui più meritevoli avviene una selezione per essere custodite nella galleria di Madame. Tra tutti gli allievi che popolano il college, la storia si articola principalmente intorno a tre amici: Kathy, Tommy e Ruth, i quali instaureranno tra loro un legame indissolubile, uno di quelli semplici e sinceri. Solo più avanti, quando giungerà il fatidico momento di lasciare il college per affacciarsi alla vita vera, i tre ragazzi dovranno fare i conti con la dura realtà ed accettare il fatto che il futuro, tutt’altro che luminoso, sia già stato scritto per loro.

I protagonisti di Non Lasciarmi
I protagonisti di Non Lasciarmi

Recensione di Non Lasciarmi

Il film, minimalista nella recitazione e nella regia, si caratterizza per un dualismo tra realtà e fantascienza, alternando tematiche scientifiche a riflessioni più filosofiche ed etiche. Nonostante gli eventi siano presentati in maniera estremizzata, la pellicola risulta così d’impatto poiché ha la capacità di rendere concreta una delle insicurezze che affliggono l’intera umanità presto o tardi nelle proprie vite: l’esistenza di un destino già scritto.

Si cresce aderendo e basando il nostro essere su degli schemi precisi, su un modello culturale formato da dei punti di riferimento dati per scontati perché esistenti sin dalla nostra nascita; ma cosa succederebbe se d’un tratto fossimo catapultati in un’altra realtà in cui tutte le nostre sicurezze venissero messe in discussione?

Interfacciarsi con una realtà sconosciuta e diversa spaventa, così tanto che spesso siamo disposti a continuare a vivere una vita monotona piuttosto che esplorare, cercando di andare oltre i propri limiti e abitudini perché si vuole evitare di sbagliare, di fallire o semplicemente perché si crede di essere destinati ad una realtà già predefinita e codificata che possa farci sentire competenti.

Agendo da inetti lasciamo che gli eventi ci inghiottano, ci lasciamo trasportare inesorabilmente da loro, fino a scoprire che la meta verso cui credevamo di navigare non è altro che il nulla: un’esistenza vuota, arida e cupa nella quale non siamo altro che dei semplici spettatori passivi. È solo nel momento in cui siamo disposti ad affrontare le nostre insicurezze e fronteggiare le sensazioni di disagio che possiamo affermare di aver ripreso in mano le redini della nostra vita, elevandoci a figura di protagonisti.

Non Lasciarmi, attraverso l’esempio di Kathy, che decide di diventare un’assistente svincolandosi dal ruolo di donatrice che le spettava, incarna perfettamente l’idea che ognuno di noi è artefice del proprio destino e che non c’è nulla di già scritto che non possa essere cambiato. Perfino i nostri protagonisti, nonostante il crudele destino al quale sembravano costretti, riescono a dimostrare di essere molto di più di aride e imperturbabili macchine donatrici di organi.

Il triste futuro per il quale scoprono di essere stati progettati non gli impedisce di crearsi una propria identità, di dare sfogo alla loro creatività per non perdere sé stessi e la loro “anima”. In un mondo sempre più concentrato sui progressi scientifici, in cui l’individualità sta lasciando sempre più spazio all’omologazione, non è affatto scontato soffermarsi per un secondo a pensare sul prezzo che potremmo pagare se si continuasse a prediligere il miglioramento tecnologico piuttosto che la crescita individuale. Vale davvero la pena perdere la nostra umanità per vivere in un mondo efficiente, ma totalmente indifferente?

Fotogramma di Non Lasciarmi
Fotogramma di Non Lasciarmi

In Conclusione

Nonostante la realtà distopica che il film offre, non è poi così difficile per lo spettatore immedesimarsi con i personaggi, agevolato anche dall’interpretazione delicata e sincera degli attori. Un film che senza fare leva su sequenze visivamente eccessive e scabrose, riesce a raccontare un tema doloroso e tutt’altro che superficiale, facendolo arrivare dritto al cuore del pubblico che, inghiottito dalla frenesia della vita quotidiana, non riesce a ritagliarsi un momento per fermarsi, ricordandosi non soltanto di “fare”, ma soprattutto di “essere”. Non siamo delle macchine create per svolgere rigorosamente delle mansioni, ma siamo essere umani che provano emozioni, e in quanto tali non dobbiamo privarci della possibilità di esprimere ognuna di loro al massimo.

Note Positive

  • Riflessione su una società basata sull’innovazione tecnologica
  • Recitazione intensa

Note Negative

  • Stacchi temporali troppo rapidi
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Emily Neri
Emily Neri

20 anni, DAMS
"dobbiamo scegliere chi far entrare nel nostro piccolo strano mondo"

Articoli: 8

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