Petite Maman (2021): recensione del film di Céline Sciamma presentato alla Festa del Cinema di Roma

Trailer ufficiale italiano di Petite Maman (2021)

Arrivato in Italia tramite la Festa del Cinema di Roma e vincitore del Premio come Miglior film per Alice nella Città 2021, Petite Maman è il nuovo film di Céline Sciamma, regista conosciuta nel panorama internazionale per aver diretto Ritratto di una giovane in fiamme, Tomboy e Diamante Nero.

Voglio ringraziare la giuria del festival per aver realizzato il sogno del film: una sala cinematografica piena di ragazze e ragazzi. A loro voglio dire grazie. Grazie per l’emozione, per la sensibilità, per la curiosità. Come dicono le parole della canzone del film: il mio cuore è nei vostri cuori, i vostri cuori sono nel mio cuore.

Céline Sciamma in merito al Premio come Miglior film (2021) Alice nella Città

Trama di Petite Maman

Il film ha come protagonista Nelly (Joséphine Sanz), una bambina di otto anni, che dopo la morte della nonna passa qualche giorno nella casa d’infanzia di sua madre Marion (Gabrielle Sanz). Mentre sta giocando, si dirige verso il bosco dove incontra un’altra bambina intenta a costruire una capanna con dei legnetti: misteriosamente anche questa bambina si chiama Marion. L’omonimia con la mamma della bambina è l’incipit di una favola ricca di magico surrealismo.

Céline Sciamma's Petite Maman is a jewel. Maybe a masterpiece
Céline Sciamma sul set di Petite Maman (2021)

Recensione di Petite Maman

Cosa succederebbe se potessi incontrare tua madre alla tua età? Ѐ questa la domanda alla base del nuovo incantevole film di Céline Sciamma. Una carriera segnata senza dubbio dal Ritratto della giovane in fiamme, che le ha conferito il titolo di una delle voci più importanti del cinema europeo attuale. Affermazione che si riconferma in questa nuova opera tanto drammaturgicamente semplice quanto intima. Alla ricerca di un quesito universale, che cerca le sue risposte nel confine, creato principalmente dal passare del tempo, che impedisce i genitori di capire i figli e viceversa. Un confine che tenta di essere distrutto, inserendo l’atemporalità come dimensione psicologica, per poi abbracciare il tema dell’identità e del lutto.

Il film si apre infatti con Nelly (Joséphine Sanz) che va di stanza in stanza nella casa per anziani dove sua nonna è appena morta. Proprio perché non ha potuto dirle addio, saluta tutte le altre signore che abitano quel luogo. Sua madre Marion, in lutto anche lei, decide di dirigersi con la famiglia alla propria casa d’infanzia. È ovvio che madre e figlia sono vicine, lo vediamo dalle inquadrature lente e il dialogo pregno di empatia e silenzio. Quando la mattina seguente, il padre rivela a Nelly che la madre è partita senza spiegazioni, inizia la ricerca nella foresta per trovare una vecchia capanna che quest’ultima aveva costruito da bambina. Lì Nelly, incontrerà una bambina della sua stessa età (Gabrielle Sanz) che si presenta con il nome di Marion. Da subito è impossibile non notare quanto si somigliano le due bambine, la scelta perfetta di casting nel voler due sorelle estremamente somiglianti, dona all’opera un’atmosfera di autentico mistero e magia. Nelly con noi, si renderà conto che Marion è sua madre da bambina. Lo accetta con quella curiosità infantile, aprendo le porte ad un amicizia ricca dei sentimenti dell’infanzia.

Petite Maman | Viennale
Frame di Petite Maman (2021)

L’identità tra passato e presente

Con questo film, Sciamma racconta qualcosa di profondamente complesso, come il tempo e il lutto, con un’essenzialità narrativa che ci riporta alla sua seconda pellicola, Tomboy. La giovane Nelly ha l’opportunità di conoscere una versione di sua madre inedita e che non vedrà mai più, perché vive nel passato. Proprio questa esperienza riduce la distanza tra passato e presente, tra genitori e figli, e apre le porte alla comprensione. “Non hai creato tu la mia tristezza” dice una Marion adulta alla figlia nel corso del film. Ed è proprio all’origine di quel sentimento che arriva Nelly quando conosce sua madre da bambina, avendo così la possibilità di scoprire dove affondano le radici della sua identità. Ed è per questo che, nel finale, l’addio ha un sapore agrodolce. Perché Nelly saluta la piccola Marion, che non vedrà mai più, ma con la consapevolezza di aver ritrovato davvero sua madre.

Il film dà vita a una profonda riflessione sul tempo, collegando ciò che è stato e ciò che è, e facendo così nascere una domanda: cosa vuol dire davvero la parola “passato”, dal momento che è qualcosa che ha un’influenza così grande sul nostro presente? Attraverso un realismo magico, che utilizza gli strumenti del cinema per dar vita a un racconto soprannaturale ma al contempo profondamente realistico, Sciamma non prova a dare una risposta a questo quesito, lasciando agli spettatori l’opportunità di farlo per sé. La regista non vuole consegnare verità assolute, ma stimolare la sensibilità di ognuno di noi, lasciandoci liberi di leggere tra le righe della sua opera la nostra verità.

Petite maman, il nuovo film di Céline Sciamma al cinema
Frame di Petite Maman (2021)

È da queste riflessioni che nasce la scelta tecnica d’integrare alla perfezione i passaggi temporali, senza creare una netta distinzione tra la dimensione passata e quella presente. Per farlo, Sciamma si serve di transizioni di luce e carrellate, che rendono naturale e scorrevole la narrazione. A livello visivo la regista decide di ambientare la storia in un bosco, prediligendo un paesaggio autunnale. Si tratta di un luogo democratico, di tutti, e che permette di non dare una collocazione temporale alla vicenda. Proprio nella scelta di questi colori risiede la volontà di dare una tinta dark e malinconica a una narrazione magica. L’autunno è una stagione di passaggio, che indica allo stesso tempo la fine e l’inizio di qualcosa di nuovo. Un momento di morte e di rinascita, in un ciclo destinato a ripetersi per sempre.

Petite Maman è un film delicato, con la rara capacità di parlare a tutti. Realizzata con una troupe ridotta a causa della pandemia, la pellicola è impreziosita da un’interpretazione matura delle giovanissime Joséphine Sanze e Gabrielle Sanz. Il film è distribuito in Italia da Teodora a partire dal 21 Ottobre 2021 in alcune sale selezionate, e sarà disponibile su MUBI a partire dal 2022.

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