Pierfrancesco Favino sulla situazione del cinema italiano e degli attori all’estero – Venezia ’80

Durante la conferenza stampa alla Biennale di Venezia 80 del film Comandante, Favino critica la non scelta degli attori italiani per ruolo di personaggi italiani nei film americani
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Pierfrancesco Favino è uno dei massimi esponenti del cinema italiano post 2000, un attore romano, classe 1969 che debuttato nel 1995 nel film Pugili per la regia di Lino Capolicchio. Negli anni è divenuto l’attore simbolo italiano, divenendo noto, al grande pubblico, per le sue versatile abilità recitative e la sua costante presenza sul grande schermo. Sebbene la sua carriera sia principalmente associata al cinema italiano, ha partecipato a diversi film non italiani e non internazionali, dimostrando la sua versatilità e il suo talento a livello internazionale. Alcuni lungometraggi esteri a cui ha preso parte sono:

  1. Angels & Demons (2009): Favino ha recitato nel ruolo del Capitano Olivetti in questa adattamento cinematografico del romanzo di Dan Brown, che funge da prequel al famoso “Il Codice Da Vinci”. Il film è ambientato a Roma e affronta temi di cospirazione e mistero all’interno della Chiesa cattolica.
  2. World War Z (2013): In questa produzione internazionale, Favino ha interpretato il ruolo di Thierry Umutoni, un investigatore delle Nazioni Unite, nel film d’azione e soprannaturale diretto da Marc Forster. La trama segue un ex-investigatore delle Nazioni Unite che cerca di fermare una diffusione globale di zombie.
  3. Rush (2013): Nel film biografico diretto da Ron Howard, Favino ha interpretato il personaggio di Clay Regazzoni, un pilota svizzero di Formula 1. “Rush” narra la rivalità tra i piloti di Formula 1 James Hunt e Niki Lauda durante la stagione 1976.
  4. The Chronicles of Narnia: Prince Caspian (2008): Favino ha prestato la sua voce al personaggio del capo nano Trumpkin in questa seconda installazione della serie cinematografica basata sui romanzi di C.S. Lewis. Sebbene il suo ruolo sia principalmente vocale, ha contribuito a portare uno dei personaggi chiave della storia alla vita.
  5. Night at the Museum: Secret of the Tomb (2014): In questa terza parte della serie “Una notte al museo”, Favino ha interpretato il ruolo di Christopher Columbus, un famoso esploratore e navigatore del passato, che prende vita nel contesto magico del museo.
  6. The Traitor (2019): Pur essendo un film italiano, ho deciso di menzionarlo perché vede Favino in un ruolo di rilievo internazionale. Nel film, Favino interpreta il criminale pentito Tommaso Buscetta, che collabora con le autorità nell’ambito della lotta alla mafia.
  7. Da 5 Bloods (2020): Favino ha avuto un piccolo ruolo non accreditato in questo film diretto da Spike Lee, che tratta di quattro veterani afroamericani che ritornano in Vietnam alla ricerca dei resti del loro leader di squadrone e di un tesoro nascosto.
PRESS CONFERENCE - COMANDANTE - Actor Pierfrancesco Favino (Credits Giorgio Zucchiatti La Biennale di Venezia - Foto ASAC)
PRESS CONFERENCE – COMANDANTE – Actor Pierfrancesco Favino (Credits Giorgio Zucchiatti La Biennale di Venezia – Foto ASAC)

Durante la conferenza stampa di presentazione del lungometraggio storico Comandante per la regia di Edoardo De Angelis, dove interpreta il ruolo di Salvatore Todaro, tenutasi durante l’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, una giornalista australiana gli ha chiesto come mai abbia scelto di continuare a recitare, esclusivamente, nel cinema italiano evitando di spostare la sua carriera oltreoceano, avendone la possibilità e la capacità. L’attore così ha avuto modo di dire la sua sul cinema italiano e su alcune discutibili scelte riguardo al cinema americano, soprattutto in connessione ai personaggi italo-americani.

Pierfrancesco Favino

Nella mia carriera mi sono concentrato molto sul cinema italiano, poiché questo è il paese a cui appartengo e in cui voglio lavorare, soprattutto considerando la situazione del cinema italiano. Credo che sia importante per me trascorrere del tempo qui, tenendo conto delle condizioni del nostro mercato, e so di poter rappresentare alcuni personaggi o ruoli italiani, anche se ovviamente non tutti. Sono molto fortunato a poter interpretare i personaggi che mi vengono offerti, e cerco soprattutto di lavorare nel campo del cinema piuttosto che delle serie. Inoltre, ritengo che il cinema italiano sia in realtà di portata internazionale, e vedo grandi potenzialità in questo settore. Il film che sto promuovendo ora dimostra che siamo pronti e capaci di realizzare pellicole che possono essere distribuite all’estero. Mi piacerebbe avere più occasioni del genere, ma già il fatto che stiamo realizzando questa produzione è un evento molto coraggioso secondo gli standard italiani. Pertanto, se posso contribuire al mio settore, all’industria cinematografica del mio paese, sono felice di farlo. Detto ciò, ogni volta che avrò l’opportunità di interpretare un personaggio italiano in un film straniero, sarò molto lieto di farlo. Spero solamente che gli attori italiani, non sto parlando di me, possano essere più presenti anche in produzioni internazionali quando ci sono personaggi italiani coinvolti. Al momento, siamo l’unico paese in cui ciò non avviene, eppure non ci sono problemi quando star americane interpretano ruoli italiani. Questo succede solo qui, e ovviamente non ho nulla contro le grandi star americane. Non voglio affatto paragonarmi a loro, ma sto solo esprimendo che se questa è la situazione normale per molti altri ruoli, non vedo perché non debba valere anche per il sistema cinematografico internazionale e americano. Ci sono molti attori italiani di grande talento che parlano ottimamente inglese, anche meglio di me, e che aspettano solo l’opportunità di avere ruoli in altri film, anche internazionali. Quindi, se questa dinamica si verifica per altri ruoli, perché non dare loro una possibilità? Ci sono attori talentuosi pronti, stanno solo aspettando il ruolo giusto.

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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 932

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