Raffaello. Il giovane prodigio (2021): Un Rinascimento femminile

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Raffaello. Il giovane prodigio

Titolo originale: Raffaello. Il giovane prodigio

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: documentario

Produzione: Sky

Distribuzione: Nexo Digital

Durata: 90 min

Regia: Massimo Ferrari

Sceneggiatura: Marco Panichella

Fotografia: Giuseppe Ceravolo

Montaggio: Valentina Corti

Musiche: Francesco Ruggiero, Augusto Palombo

Attori: Valeria Golino, Vincenzo Farinella, Lorenza Mochi Onori, Giuliano Pisani, Tom Henry, Amélie Ferrigno, Ippolita di Majo, Gloria Fossi

Trailer ufficiale di Raffaello. Il giovane prodigio

Nel 2020 l’arrivo della pandemia ha fermato le celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte di Raffaello. Con la riapertura delle sale cinematografiche, i festeggiamenti sono proseguiti in modo innovativo: dalla collaborazione tra Sky e Nexo Digital è nato Raffaello. Il giovane prodigio, un documentario che celebra il suo operato artistico seguendo i soggetti maggiormente rappresentati: le donne.

Trama di Raffaello. Il giovane prodigio

Raffaello. Il giovane prodigio ci narra la vita e la carriera artistica del pittore sottolineando il ruolo determinante svolto dai soggetti femminili fin dagli esordi del suo talento. Infatti, tutto ha inizio a otto anni, quando Raffaello perde la madre e il padre, Giovanni Santi, la ritrae nelle vesti di una Madonna che tiene in braccio il suo bambino. La visione di quest’opera sarà come una scintilla per il giovane, che stabilirà il fine ultimo della sua arte: la ricerca della bellezza ideale.

Un viaggio alla scoperta di uno dei maggiori pittori rinascimentali e allo stesso tempo quello più rivoluzionario: la continua metamorfosi, lo sforzo nel non ripetersi mai, accompagnati da una grande curiosità ed intraprendenza, gli hanno permesso di esplorare la pittura tanto quanto l’architettura.

Recensione di Raffaello. Il giovane prodigio

Raffaello. Il giovane prodigio è un documentario che rompe con la tradizione, ma al tempo stesso non la rinnega in favore del contemporaneo, proprio come il suo protagonista. Infatti, accanto alla calda voce narrante di Valeria Golino troviamo le illustrazioni animate di Giordano Poloni, che raccontano alcune parti della storia.

In Raffaello. Il giovane prodigio non esiste la casualità; nel primo, la commistione tra il linguaggio classico del documentario didattico e un impianto narrativo contemporaneo sono paralleli alla simbologia che il pittore ha spesso associato alle sue opere, tanto nei dettagli quanto nella totalità del soggetto.

L’ispirazione: dove tutto nasce

Una delle domande maggiormente poste ad un artista riguardo il processo creativo che porta alla nascita dell’opera d’arte, riguarda l’ispirazione. Ad oggi, l’arte non è ancora stata in grado di formulare una definizione esaustiva, ma in Raffaello. Il giovane prodigio forse possiamo averne un assaggio.

Prendendo in esame il caso di Raffaello, tutto ha inizio con un evento ben preciso, che segna profondamente la sua vita: la madre Magìa muore quando lui ha solamente otto anni. La leggenda narra che il padre, Giovanni Santi, decide di ritrarre la moglie dandole le sembianze della Madonna intenta ad addormentare il proprio bambino.

Questa scena rimarrà impressa nella mente del giovane Raffaello e diverrà per lui fonte inesauribile alla quale attingere e che mai lo abbandonerà e, anzi, diverranno i soggetti principali di tutta la sua carriera artistica, insieme ai ritratti femminili, e che lo guideranno nella sua ricerca di bellezza ideale.

Le donne in Raffaello

Come detto precedentemente, Raffaello. Il giovane prodigio è un documentario insolito per vari aspetti, uno dei quali è la narrazione. Conosciamo il pittore seguendo le donne che hanno lasciato una profonda impronta nella sua arte: la madre, la committente, l’amante e la dea.

La prima, certamente visibile nell’episodio della madre Magìa e nelle innumerevoli rappresentazioni della Madonna con bambino, come ad esempio in Madonna della seggiola e Madonna Sistina.

Uno dei primi ritratti commissionati è quello di Elisabetta Gonzaga, al tempo regnante del Ducato di Urbino. È la prima volta che ritrae una donna di potere, sottolineandone il carattere austero e deciso racchiuso nella posizione frontale e nelle terre sotto il suo controllo a farle da sfondo.

Già in questa prima opera emerge la simbologia: sulla fronte Elisabetta porta un ciondolo con uno scorpione, amuleto contro il male e le avversità.

Raffaello deve parte del suo successo alle donne: saranno loro a riconoscerne e testimoniarne lo smisurato talento, come nel caso di Giovanna Feltri, che scrisse al Gonfaloniere Soderini lodando la sua nuova scoperta.

Loro sono le committenti, donne che hanno fatto la differenza per Raffaello.

La Fornarina resta uno dei quadri più enigmatici. Dalla sua vita sappiamo essere una donna che Raffaello aveva visto durante il suo soggiorno a Firenze e della quale sia era innamorato. Non ne conosciamo la vera identità, ma anche in questo caso ci viene in aiuto la simbologia: il ciondolo del turbante andrebbe portato sul vestito, dettaglio che tradisce le umili origini della donna, non più tali dopo un possibile matrimonio con un uomo ricco.

La storia legata al quadro Dama con Liocorno lo rende misterioso e chiaro allo stesso tempo: rimaneggiato a causa della cattiva conservazione, era apparentemente andato perduto. Solamente negli anni Trenta del Novecento, grazie ad analisi e studi uniti ad una fase di restauro rivelarono il capolavoro. Il rimando amoroso si trova nell’animale mitologico, simbolo di purezza.

Questi due dipinti segnano un’altra tipologia di donna: l’amante.

La Velata invece, si trova in una fase intermedia tra l’amante e la dea perché il soggetto è simbolo di una Venere celeste e terrestre quindi è come se unisse umano e divino.

In Raffaello. Il giovane prodigio siamo partecipi della ricerca della bellezza ideale, che per l’Urbinate era prettamente mentale più che fisica. Il culmine viene raggiunto con il dipinto di Galatea, la ninfa che unisce le parti più belle di ogni donna. La ricerca del pittore è partita da soggetti reali che poi ha legato per trovare la sua idea di bellezza.

Diversi linguaggi

Raffaello. Il giovane prodigio è in continua evoluzione, proprio come il suo protagonista. Accanto ad un linguaggio classico, fatto di interventi da parte di figure esperte e da una voce narrante, troviamo le illustrazioni animate, alle quali sono state affidate le parti più mitologiche e narrative della storia.

Particolare attenzione è stata data alle opere; le inquadrature sono per la maggior parte primi piani e dettagli, come se l’intento fosse analizzare l’opera per vederne le pennellate, la matericità del colore. I movimenti sono ampi e dolci per favorire la visione dettagliata allo spettatore.

Ai dettagli si alternano le vedute aeree delle città che hanno preso parte alla vita di Raffaello: Urbino, Firenze e Roma.

L’intento sia registico sia creativo è quello di unire i diversi linguaggi affidando il carico emotivo alla voce narrante e alle interviste, mentre la parte innovativa viene affidata ad un linguaggio più contemporaneo.

Note positive

  • L’uso di linguaggi cinematografici differenti
  • La scelta di narrare la storia partendo dal ruolo delle donne

Note negative

  • Nessuna in particolare

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