Smart Working (2026). Il lavoro (da casa) rende nobili

Recensione, trama e cast di Smart Working (2026), il film di Svevo Moltrasio, dal 4 giugno 2026 al cinema.

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Smart Working (2026). Credit. VISION DISTRIBUTION. Immagine ricevuta da Ufficio stampa film Golin Italy
Smart Working (2026). Credit. VISION DISTRIBUTION. Immagine ricevuta da Ufficio stampa film Golin Italy

Smart Working

Titolo originale: Smart Working

Anno: 2026

Nazione: Italia

Genere: commedia

Casa di produzione: Ideacinema, Italian International Film, Vision Distribution

Distribuzione italiana: Vision Distribution

Durata: 96 minuti

Regia: Svevo Moltrasio

Sceneggiatura: Svevo Moltrasio

Fotografia: Agostino Vertucci

Montaggio: Svevo Moltrasio

Musiche: Fabio D’Onofrio

Attori: Maccio Capatonda, Sara Lazzaro, Maurizio Nichetti, Alessandro Tiberi, Giulia Bolatti, Svevo Moltrasio, Federico Iarlori, Maria Chiara Augenti, Massimo Valz Brenta, Quentin Darmon, Noemi Iuvara

Trailer di “Smart Working”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Smart Working è il secondo lungometraggio di Svevo Moltrasio, personaggio molto noto sui social network dove crea contenuti di stile comico. Dopo Gli ospiti, Moltrasio si cimenta in un progetto più ambizioso e potenzialmente popolare con una distribuzione in sala. Inoltre, Moltrasio ha lavorato al progetto audiovisivo in diverse mansioni, ovvero (oltre alla regia) alla sceneggiatura e al montaggio. Il suo nome figura anche nell’elenco del cast artistico nei panni di Stefano. Nel cast troviamo anche Maccio Capatonda come Giuliano (Agata Christian – Delitto sulle nevi, Il migliore dei mondi), Sara Lazzaro come Laura (Sono Lillo, Siccità), Alessandro Tiberi come Federico (Boris, Pensati sexy) e Maurizio Nichetti come Gianni (Volere volare).

Il film è prodotto da Ideacinema, Italian International Film e Vision Distribution, quest’ultima si occupa anche della distribuzione del film. Smart Working è disponibile alla visione nelle sale dal 4 giugno.

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Trama di “Smart Working”

Da quando l’azienda per cui lavora ha adottato lo smart working, Giuliano ha scoperto il paradiso: meno lavoro ma più redditività, più famiglia e tempo per le sue passioni. Sua moglie Laura, aspirante scrittrice, è incinta del secondo figlio e i due sono in cerca di una casa più grande. Intanto però l’azienda minaccia di riportare tutti in ufficio perché i suoi colleghi, invece, lavorano ma rendono pochissimo! Deciso a motivare e spronare i colleghi per non perdere il lavoro da casa, Giuliano riallaccia così i rapporti con alcuni di questi tra cui lo sbadato Stefano, romano fuori sede, e Gianni, un office manager ultrasettantenne in pensione da anni. Uno dopo l’altro, tutti i colleghi si trasferiscono in smart working a casa di Giuliano, tanto da coinvolgerlo, insieme a Laura e al piccolo Luca, in una serie di assurde disavventure, progetti strampalati e disastri continui. Giuliano dovrà capire se riuscirà a salvare lavoro, famiglia… e sanità mentale.

Recensione di “Smart Working”

Lo smart working è una pratica di lavoro che molte aziende hanno abbracciato. Favorisce il benessere fisico e mentale dei lavoratori e permette ai dipendenti che ne usufruiscono di passare del tempo in più con i famigliari, oltre a evitare le questioni spinose di trovare parcheggio, uscire di casa, avere imprevisti di sorta. Vedendo questo film chi la pensa così potrebbe ricredersi. Smart Working ci fa entrare nel mondo di Giuliano (Maccio Capatonda) e Laura (Sara Lazzaro), una coppia in attesa del loro secondo figlio. Sono alla spasmodica ricerca di una casa più grande per il benessere di entrambi i nuovi figli, ma sembra proprio che la loro attuale casa sia una calamita per i colleghi di Giuliano, i quali devono imparare a lavorare da remoto. In particolare, i personaggi maggiormente caratterizzati sono Stefano (Svevo Moltrasio) e Gianni (Maurizio Nichetti) che si insidiano nella abitazione di Giuliano, in special modo con decisioni alquanto discutibili.

Il film risulta piacevole da vedere grazie a battute non proprio originali, ma che funzionano con il contesto. Gli stessi personaggi sono scritti in modo da avere delle differenze. Stefano è più superficiale e ignorante, con la sua semplicità conquista lo spettatore. Gianni è un pensionato che si offre di aiutare volentieri, ma in qualche modo ne ricava un guadagno personale. Infine, il povero Giuliano deve subire i cambiamenti che avvengono in casa sua, difficile non provare pietà ed empatia per il protagonista. Ci sembra di essere di fronte all’ospite sgradito che fa visita a casa nostra, il quale però rimane quasi tutto il giorno senza schiodare. Il personaggio di Laura anche è molto presente, non fa da semplice riempitivo. Tanto è che ha una propria linea narrativa quando le viene chiesto di fare finta di essere la scrittrice di un libro che potrebbe essere un potenziale successo commerciale. Smart Working si destreggia tra queste due strade, senza volerle intrecciare in modo diretto. Al contrario, non funziona molto il personaggio di Federico che risulta un personaggio banale e con una storia poco attraente.

Il problema vero del film, probabilmente, è cercare di rendere molto attuale l’argomento dello smart working, metodologia che ha preso piede già da alcuni anni. Nonostante ciò, questo argomento è un buon espediente comico, mettendo in mezzo anche la scarsa propensione all’attitudine di alcuni personaggi. Il risultato è una commedia che tratta una nuova dinamica lavorativa e la rielabora fino al paradosso. Non ci aspettiamo un film memorabile che rimarrà impresso nelle nostre menti, ma senz’altro ha il merito di far divertire il pubblico in circa un’ora e mezza. E soprattutto c’è anche da apprezzare l’impegno di Svevo Moltrasio che non solo ha lavorato a diversi reparti del progetto, ma è riuscito a crearne uno più in grande, capace di attirare un pubblico maggiore del suo solito.

In conclusione

Smart Working si muove nel campo del lavoro da remoto cercando di giocare sulle dinamiche di questa metodologia di lavoro. I personaggi sono quasi tutti ben caratterizzati, ognuno con le proprie storie che condizionano la vita del protagonista Giuliano. Commedia simpatica che riesce a intrattenere con leggerezza.

Note positive

  • Cast
  • Scrittura di alcuni personaggi secondari
  • Ironia sullo smart working e conseguente uso del paradosso
  • Battute spesso divertenti

Note negative

  • L’arco narrativo di Federico risulta abbastanza banale
  • Tema dello smart working non del tutto inedito

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Interpretazioni
Emozione
SUMMARY
3.2
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Tommaso Lesti
Tommaso Lesti

Laureato in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale. Appassionato della settima arte e di serie TV, non disdegno qualsiasi genere esistente. Quindi, se avete raccomandazioni, fatevi pure avanti.