
I contenuti dell'articolo:
Sorry, Baby
Titolo originale: Sorry, Baby
Anno: 2025
Nazione: Stati Uniti d’America
Genere: drammatico, commedia
Casa di produzione: PASTEL, Big Beach, Tango Entertainment, High Frequency Entertainment, Case Study Films, Charades, AF Films
Distribuzione italiana: I Wonder Pictures
Durata: 103 minuti
Regia: Eva Victor
Sceneggiatura: Eva Victor
Fotografia: Mia Cioffi Henry
Montaggio: Alex O’Finn, Randi Arkins
Musiche: Lia Ouyang Rusli
Attori: Eva Victor, Naomi Ackie, Louis Cancelmi, Lucas Hedges, Kelly McCormack, John Carrol Lynch, Hettienne Park
Trailer di “Sorry, Baby”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Sorry, Baby segna il debutto alla regia di Eva Victor, la quale è anche protagonista e sceneggiatrice del film. Un lavoro intenso ed emotivamente possente che ha messo alla dura prova Victor, entrando magistralmente nella parte di Agnes. Nel cast troviamo anche Naomi Ackie (Mickey 17, Blink Twice) come Lydie, Lucas Hedges (Grand Budapest Hotel, Lady Bird) come Gavin e Louis Cancelmi (The Penguin, Killers of the Flower Moon) come Preston Decker. Impreziosisce il cast John Carroll Lynch (Fargo, Gran Torino) nel ruolo di Pete, un gestore di una panineria che Agnes incontra fortunatamente. Il film è prodotto dalla società PASTEL, la quale finanzia opere ambiziose e di stampo giovanile. Tra i titoli più noti troviamo Moonlight e Se la strada potesse parlare.
Il film è stato presentato al Sundance Film Festival ottenendo il plauso della critica, per poi approdare ad altri importanti festival, come ad esempio il Festival di Cannes, come film di chiusura nella sezione Quinzaine des Réalisateurs. In Italia viene distribuito nelle sale dal 15 gennaio 2026.
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Trama di “Sorry, Baby”
Agnes è una giovane docente universitaria ironica, capace e brillante. Quando subisce una molestia da parte di una persona fidata, il suo mondo va in pezzi, ma tutto succede improvvisamente e senza clamore, quasi in punta di piedi. Ci vorrebbe tempo, ma la vita va avanti, almeno per tutti gli altri. Solo trovando la forza di elaborare l’accaduto e grazie al solido e sincero supporto dell’amica di sempre Lydie, Agnes potrà trovare la chiave per rinascere.
Recensione di “Sorry, Baby”
Sorry, Baby ci presenta una ulteriore storia di rinascita e rivalsa nei confronti della vita. Una persona che subisce un abuso, in questo caso un abuso sessuale subito da una donna da parte di una persona di cui si fidava, che stimava. È una immagine avvilente quando la violenza proviene da una persona conosciuta, una persona che dovrebbe darti sicurezza anziché cambiarti negativamente per sempre. Fortunatamente nella vita di Agnes, la protagonista, esiste Lydie, la sua migliore amica che le dà costante conforto. Nel film vediamo numerose inquadrature dove Lydie sostiene amichevolmente e con pazienza la sua amica, vittima di un episodio spiacevole. Una cosa brutta che Agnes prova a dimenticare o a non classificare come tale. Lydie è un’amica leale, ma ha anche la sua vita da portare avanti. Infatti, prosegue con la sua vita prendendosi cura di sua figlia appena nata. Ciò non distoglie l’attenzione nei confronti di Agnes, ma quest’ultima capisce che non può essere il suo focus, che ci sono altre priorità e che anche lei deve trovarne. Inoltre, Agnes si sente bloccata, come se la sua vita fosse a un punto morto e non potesse superare adeguatamente il trauma. Questo è un tema importante che troviamo in Sorry, Baby portando a una riflessione sul personaggio di Agnes, ma più in generale sulla situazione di molti giovani della sua età (ha ventotto anni quando subisce l’abuso) per poi seguire il tempo che scorre dopo l’avvenimento. Per molti giovani questo è un periodo della vita difficile dove ci si trova dinanzi a scelte da fare che modellano il percorso da seguire. Sono quindi decisioni cruciali e lo stress da subire è tanto. Inoltre, come per Agnes, è spiacevole vedere come altre persone si realizzano e ottengono ciò che vogliono dalla vita, mentre tu sei ancora in cerca di una svolta.
Sorry, Baby si classifica come un film drammatico, ma la scrittura vivace e originale di Eva Victor lo inserisce con merito anche nel genere della commedia. Questo perché la sceneggiatura ci propone scene simpatiche dove la protagonista difficilmente si piange addosso, preferisce usare la sua ironia per andare oltre. La scena probabilmente più intensa è quella dove Agnes racconta ciò che le è accaduto a Lydie, rivivendo la violenza subita. Qui è dove Agnes realizza seriamente cosa le è successo, osservando la reazione di Lydie. Spesso le vittime di abusi sessuali non si rendono conto di ciò che hanno subito, cercando di sminuire la cosa per far sì che il proprio cervello la veda come una finzione. Il film, quindi, non ha mai una andatura pesante e intrisa di malinconia, preferendo delle scene leggere e piene di buoni sentimenti. Il riferimento è, per esempio, ad Agnes che trova un gatto per strada e decide di prendersene cura, oppure alla notizia di un posto di lavoro che Agnes aspettava con ansia. O ancora, a uno sconosciuto che la aiuta con un attacco di panico e le offre un panino. Un gesto semplice ma che fa tornare la fiducia nell’umanità.
Molte pellicole che trattano una tematica simile puntano sullo stress e la malinconia della vittima, rendendola un personaggio impotente che nulla può contro un evento terribile. In questo caso, Agnes cerca di superare la cosa grazie al suo carattere deciso, ma è proprio questo stretto rapporto con Lydie che la aiuta fortemente. La regista predilige le scene tra loro due, in cui eseguono azioni semplici ma che fanno capire allo spettatore come sia salda la loro amicizia. Una entra nell’intimità dell’altra mantenendo comunque un confine.
Sorry, Baby è un film di speranza, che ci ricorda come la vita prosegue anche dopo un evento terribile che sembra aver posto fine a tutto ciò che c’è di bello, ma così non è, perché c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e per cui vale la pena emozionarsi.
In conclusione
Sorry, Baby è un ulteriore film su una tematica difficile da esporre, ma lo fa con una simpatia e originalità che fanno apprezzare la messa in scena. Un ottimo debutto alla regia.
Note positive
- Regia
- Cast
- Originalità e buona esposizione della tematica principale
- Descrizione del rapporto tra Agnes e Lydie
Note negative
- Finale un po’ sbrigativo
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| Sceneggiatura |
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| Colonna sonora e sonoro |
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| Interpretazioni |
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| Emozione |
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3.9
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