The BLACKOUT 2020

The Blackout: uno sci-fi riuscito a metà

The  BLACKOUT

The Blackout

Titolo originale: Аванпост

Anno: 2019

Paese: Russia

Genere: Fantascienza, azione, drammatico

Prodotto da: Valeriy Fedorovich, Ivan Golomovzyuk, Evgeniy Nikishov

Durata: 2 hr e 7 (127 min)

Regia: Egor Baranov

Sceneggiatura: Natalya Dubovaya, Ivan Kapitonov, Svyatoslav Podgaevskiy

Musiche: Ryan Otter

Attori: Elena Lyadova, Svetlana Ivanova, Pyotr Fyodorov, Konstantin Lavronenko, Aleksey Chadov

Budget del film: 300 000 000 Ruble

The Blackout - Trailer film
Trailer del film

Trama di The Blackout

In una tranquilla serata, in una Russia calda e accogliente di un futuro assai lontano, accade improvvisamente qualcosa d’inaspettato. Tutto il territorio viene colpito da un blackout totale, i telefoni non funzionano, le connessioni internet non si attivano e le radio non captano alcun segnale.

Le terre sovietiche e tutti i territori circostanti sono isolati dal resto del mondo, e come se questo non bastasse, milioni di persone muoiono per cause sconosciute e prese da una totale pazzia attaccano le città e le forze militari sul fronte.

Il tutto fa pensare ad un qualche attacco da parte di paesi nemici con armi innovative e sconosciute, ma questa tesi viene smentita quando alcuni militari notano un essere non umano, apparentemente immortale, che si aggira in una città abbandonata.

Dopo quasi un mese, il mondo intero è sull’orlo del collasso, e spetta a una squadra di eroi, capeggiata dai due soldati Yura e Oleg (rispettivamente Pyotr Fyodorov e Aleksey Chadov), il compito di arrivare a capo dei misteriosi eventi e salvare la terra e l’umanità, per quel che rimane.

“Solo lo 0,5% c’è l’ha fatta, significa che per ogni superstite 1000 sono morti”

— Yura

Recensione di The Blackout

Presentato in Italia al Trieste Science + Fiction Festival 2020 il film, diretto dal regista sovietico Egor Baranov, tratta le vicende di un gruppo di uomini intenti a fermare l’avanzata di un esercito alieno sulla terra.

Il film, che pur avendo un buon comparto tecnico (da menzionare in modo positivo la fotografia e la regia delle scene d’azione) cerca di far riflettere lo spettatore sulla natura dell’essere umano e su come questo sia in realtà un virus, un male il cui maggior talento è quello di risucchiare tutte le risorse che lo circondano fino a far collassare il mondo intero. The Blackout punta sull’andare a esplorare la natura bellicosa dell’uomo che è sempre in guerra con gli altri ma soprattutto con se stesso, in quanto è incapace di ragionare in modo puro, ma è sempre condizionato da degli istinti primordiali che ne offuscano la ragione.

Tolto questo, The Blackout risulta riuscito solo in parte, la caratterizzazione e introspezione dei personaggi risulta essere approssimata, alcuni soggetti dell’ opera risultano piatti (grande delusione per il personaggio Extraterrestre) e abbastanza insignificanti ai fini della storia (vedi la reporter interpretata da Svetlana Ivanova). La storia cerca poi di portare sullo schermo due storie d’amore che non riescono a regalare qualche emozione ed empatia romantica e nel cuore dello spettatore.

Il montaggio in alcuni momenti del film è abbastanza confusionario e non chiarisce bene quanto tempo sia passato dalla fine di un azione all’inizio di un altra, rendendone maggiormente difficile la comprensione. Il finale risulta poi troppo veloce, non da tempo allo spettatore di stupirsi per ciò che è accaduto che già subentra un nuovo evento che cambia le sorti della storia.

Nonostante ciò, si nota che The Blackout è ad alto budget in quanto le varie scenografie e oggetti di scena come i blindati, le armi e i costumi sono di ottima fattura e non sfigurano vicino alle opere hollywoodiane.

In conclusione il film cerca, senza però riuscirci, di creare quel connubio perfetto tra fantascienza e filosofia che caratterizzò il cinema russo dei primi anni 70′ e che vede come suo maggior esponente il grande Andrej Tarkovskij.

Note positive

  • Gli effetti visivi anche se in alcuni momenti sono calanti, in generale sono di buona fattura
  • Alcune scene action sono degne di nota
  • La critica del film alla società umana

Note negative

  • Alcune dinamiche viste nel film non risultano ben approfondite
  • Il film vuole mettere troppa carne al fuoco nel finale e ciò lo rende troppo veloce e poco chiaro
  • Alcuni personaggi vengono trattati in modo approssimativo

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