Yannick – La rivincita dello spettatore (2023): l’imprevedibile al Theatre des Bouffes du Nord

Recensione, trama e cast di Yannick - La rivincita dello spettatore (2023), pellicola scritta, diretta e montata da Quentin Dupieux.
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Trailer di Yannick – La rivincita dello spettatore

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Yannick è una pellicola del 2023 scritta, diretta, fotograta e montata da Quentin Dupieux. La premessa del film si basa sull’intervento polemico di uno spettatore, tale Yannick, durante uno spettacolo teatrale. Da questo evento ci sarà un susseguirsi di situazioni surreali. La pellicola è stata presentata al Festival Internazionale Cinematografico di Locarno del 2023, dove è stato premiato con l’European Cinemas Label Award, per poi passare anche sugli schermi del Torino Film Festival. Grazie a I Wonder Pictures esce nelle sale il 18 gennaio 2024, dopo essere stato distribuito in Francia il 2 agosto 2023.

Trama di Yannick – La rivincita dello spettatore

Al Theatre des Bouffes du Nord di Parigi va in atto lo spettatolo teatrale Le Cocu. Pare tutto tranquillo, finché uno spettatore non si alza dalla poltrona per criticare in diretta la piéce. Le conseguenze saranno imprevedibile.

I tre attori osservano Yannick nel momento in cui vengono interrotti in Yannick - La rivincita dello spettatore
I tre attori osservano Yannick nel momento in cui vengono interrotti in Yannick – La rivincita dello spettatore

Recensione di Yannick – La rivincita dello spettatore

Immaginate questa scena: siete al cinema, vi state godendo il vostro film e tutta la sala è in rigoroso silenzio di fronte alle sequenze mostrate sullo schermo. Fin qui normale amministrazione. Mettiamo che caso che all’improvviso qualcuno dal pubblico si alzi dalla poltrona e inizi a urlare interrompendo la visione del film. Yannick fa la stessa cosa, ma durante una pièce teatrale e s’interfaccia con gli attori per dire la sua.

Se col lavoro di Daliiiiii! , Quentin Dupieux è riuscito a entrare nell’universo anarchico di un artista eccentrico come Salvador Dalì, in Yannick – la rivincita dello spettatore continua la sua esplorazione dello spettatore, ma tornando con i piedi per terra, evitando slanci surrealisti per radicarsi in una realtà che potrebbe assolutamente accadere: il pubblico che interviene mentre l’opera è in atto, tutto ciò che riguarda il concetto di quarta parete viene ribaltato dal punto di vista di chi lo guarda e non da chi lo fa. A chi è mai capitato di commentare il proprio dissenso sottovoce qualsiasi prodotto, che sia un film, un video, una rappresentazione teatrale o una presentazione di un progetto?

Yannick (Raphaël Quenard) in una scena del film - Yannick – la rivincita dello spettatore
Yannick (Raphaël Quenard) in una scena del film – Yannick – la rivincita dello spettatore

Diversamente da quanto abbiamo visto nei suoi lavori precedenti, qui non assistiamo a nulla che possa andare oltre la realtà percebile. Dupieux concentra tutto in una sola stanza e pochi interpreti. Il teatro diventa un salotto di discussione ad alta tensione: da un lato abbiamo lo spettatore contrariato, una guardia giurata che intendeva rilassarsi e liberare la mente dopo ore intense di lavoro, mentre dall’altro abbiamo gli attori, passati dall’esercitare il loro lavoro per poi ritrovarsi sotto sequestro. In mezzo a questi due fuochi Dupieux vuole giocare con lo spettatore sulla funzione e la fruizione dell’intrattenimento da parte dello spettatore. In poco più di un’ora si assiste a diversi stravolgimenti dell’equilibrio tra i tre poveri malcapitati e il contestatore Yannick, tutto accompagnato dal desueto umorismo del regista francese, cercando di spiazzare il pubblico evitando il surreale, ma invitandoli nell’imprevidibilità degli eventi, costruendo sottobanco una discussione che verte sull’intrattenimento e la sua funzione: staccarsi dalla realtà. Ma nel momento in cui questo compito viene meno, cosa rimane allo spettatore?

Yannick vuole, infatti, dare concretezza al pensiero di molte persone rimaste deluse da un prodotto d’intrattenimento, ma non andando in profondità. Nonostante ciò si presenta come un lungometraggio che scorre bene, che fa dell’ironia uno strumento per mostrare il potere del pubblico, accompagnato dalle buonissime interpretazioni di Pio Marmaï e Raphael Quenard. Soprattutto quest’ultimo si rivela la vera sorpresa del film, il centro gravitazione di una serie di imprevisti dai quali non mancheranno sicuramente le risate.

In conclusione

In definitiva, “Yannick – la rivincita dello spettatore” sembra offrire una narrazione intrigante e intelligente, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di affrontare in modo significativo le tematiche sollevate.

Note positive

  • La trama del film sembra concentrarsi sul realismo e sulla riflessione sulla delusione dello spettatore nei confronti di prodotti d’intrattenimento. Questo approccio può rendere il film rilevante e coinvolgente per il pubblico.
  • L’utilizzo dell’ironia
  • Le buone interpretazioni di Pio Marmaï e Raphael Quenard sono un punto positivo e contribuiscono a dare vita ai personaggi e alle dinamiche della storia.

Note negative

  • Assenza di profondità
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Flussi Cinefili
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