99 Lune (2022). L’erotismo presentato a Cannes 2022

Locandina di 99 Lune (2022)

99 Lune

Titolo originale: 99 Moons 

Anno: 2022

Nazione: Svizzera 

Genere: Erotico, sentimentale

Casa di produzione: Zodiac Pictures, Swiss Radio, Television SRF, Zurich FilmFoundation, Kulturfonds-Suissimage, Canton Lucerne, Media DeskSuisse

Distribuzione italiana: Teodora Film

Durata: 110 minuti

Regia: Jan Gassmann

Sceneggiatura: Jan Gassmann

Fotografia: Yunus Roy Imer

Montaggio: Miriam Maerk, Jacques L’Amour

Musiche: Michelle Gurevich

Attori: Valentina Di Pace, Dominik Fellmann, Danny Exnar, Jessica Huber, Leo Matteo Girolamo

Trailer di 99 Lune

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Nato a Zurigo nel 1983, il cineasta e sceneggiatore Jan Gassman, si avvicina al mondo della settima arte studiando regia documentaristica e giornalismo a Monaco. Nel 2007 realizza la sua opera prima, Chirigu (2007), presentata in prima mondiale a Berlino, dove ottenne il premio della Giuria Ecumenica. Nel 2010 presenta, nel medesimo festival di Berlino, un film di finzione dedicato al mondo della musica Off Beat, mentre nel 2013 rilascia, insieme a Ramòn Giger, il documentario Karma Shadub, premiato al festival di Nyon Visions du Réel. In seguito sviluppa l’idea di Heimatland (2015), un film collettivo, in cui hanno collaborato nove registi,  incentrato sulla caduta immaginaria della Svizzera. Nel 2016 realizza un altro documentario, Europe, She Loves (2016) che indaga la crisi identitaria ed economica dell’Unione Europea, analizzando la vita e i problemi di quattro coppie in Estonia, Grecia, Irlanda e Spagna. Nel 2022 crea un prodotto atipico all’interno della sua filmografia: 99 Lune, un lungometraggio che fuoriesce da qualsiasi tipo di documentarismo rientrando a pieno titolo dentro il genere sentimentale – erotico.  99 Lune è stato presentato, in anteprima mondiale a Cannes 2022, nella sezione Acid, tradizionalmente dedicata ad autori giovani e iconoclasti, mentre in Italia viene distribuito nei cinema dal 29 giugno 2023 grazie a Teodora Film. Nel ruolo dei protagonisti troviamo due volti nuovi del cinema, non avendo mai lavorato come attori in nessuna pellicola o cortometraggio precedente. Nei panni di Frank abbiamo Dominik Fellmann, mentre nei panni di Bigna troviamo Valentina Di Pace, per la cui interpretazione è stata candidata nella categoria miglior attrice protagonista al Swiss Film Prize (Premio del cinema Svizzero). 

Trama di 99 Lune

Bigna è una scienziata di 28 anni che trascorre le sue giornate svolgendo attività di ricercatrice riguardo ai modi per prevenire gli Tsunami o altri cataclismi, la sera, invece, si reca, attraverso una sorta di app d’incontri, ad appuntamenti sessuali con degli uomini, che in nome dell’anonimato tengono sul volto una maschera bianca. La donna ha l’abitudine di ritrovarsi in un determinato parcheggio, d’incontrare il misterioso partner, perdendosi entro dei rapporti carnali disturbanti e violenti fini a sé stessi, in cui è lei ad avere il controllo “perverso” della situazione. Lei vuole comandare quegli uomini mascherati rendendoli, per il proprio piacere, degli schiavi sessuali, che fanno tutto ciò che lei desidera. Bigna ama il sesso, lo ama come valvola di sfogo dalla sua disperazione e routine, allo stesso tempo non è interessata al partner maschile. Per lei quegli uomini sono solo un mezzo per raggiungere un fine e non il fine. Lei ha una regola: cambiare sempre il partner sessuale, evitando così ogni qualsiasi legame personale con l’altro. Tutto cambia, però, quando incontra, in uno di questi giochi sessuali Frank, un uomo di 33 anni che dopo il gioco sessuale si lascia andare a un profondo pianto liberatorio. Questo evento farà breccia in Bigna che, per la prima volta, abbassa le sue difese empatiche, instaurando, così, un primo contatto umano con quell’individuo, che lavora in un club e che vive una vita senza freni tra disco, sesso e alcool. Questo incontro sconvolgerà le loro vite, immettendoli entro una rapporto emotivo che si evolverà nel fluire degli anni, tra interruzioni e ritrovamenti. 

Fotogramma di 99 Lune (2022)
Fotogramma di 99 Lune (2022)

Recensione di 99 Lune

A Cannes 2022 il lungometraggio di Jan Gassman è stato definito come un film scandalo ma siamo ben lontani da questa definizione. 99 Lune rientra a pieno titolo dentro il genere erotico ma al suo interno non c’è niente di scandaloso, di eccessivo o di provocante. Lo sceneggiatore di Zurigo ci narra una storia d’amore vera, intensa, senza fronzoli, senza censure, raccontandoci l’essenza di una coppia, di due persone emotivamente rotte, che s’incontrano e si amano perdutamente e follemente. Entro queste dinamiche ci vengono mostrati i loro rapporti sessuali, i loro momenti d’intimità, il tutto senza esagerare, senza andare a storpiare eccessivamente un atto naturale, raccontatoci nelle sue varie sfumature, positive e negative. Non siamo dinanzi a un film fatto di solo sesso come può essere Nymphomaniac (2013) o Love (2015), ma piuttosto in una pellicola alla Shame, dove la parte sessuale è funzionale al contesto narrativo. La sessualità è ovviamente un elemento abbastanza onnipresente all’interno del lungometraggio, ma non è fine a sé stessa, servendo come espediente narrativo per approfondire e narrarci i personaggi messi in scena, che scopriamo in maniera tridimensionale in correlazione al loro modo di approcciare il sesso. Questo atto carnale è funzionale a farci comprendere i sentimenti di Bigna, una donna bloccata emotivamente, che non sa come rapportarsi con gli altri nella sua quotidianità, rimanendo bloccata entro una dinamica di distacco interiore e di freddezza, una freddezza che si trasforma in furore solo durante l’atto erotico, dove la giovane scienziata si mostra senza filtri di pudore all’altro. 

Bigna

Il contrasto tra il controllo e la paura che le cose possano degenerare… Mi eccita. Una volta ho dovuto picchiare un tizio.

In un parcheggio notturno Bigna svela sé stessa, la sua indole e i suoi istinti primordiali a uomini sconosciuti che indossano bianche maschere di anonimato. Perché vela se stessa a loro? Semplicemente perché non fanno parte della sua vita quotidiana, perché non possiedono nessun potere emotivo su di lei, perché, dinanzi ai suoi occhi non sono persone vere in carne e ossa, ma solo oggetti sessuali di cui ha necessità. Tutto ciò, che ci viene descritto rapidamente attraverso l’ausilio di solo un paio di scene, messe al momento giusto, che risultano in grado di farci comprendere in maniera consona quel personaggio, fin dai primi istanti. La sceneggiatura, supportata da un ottima prova attoriale di Valentina Di Pace, ci dona un ritratto esaustivo di questa donna che non sa come vivere la propria vita, un’anima perduta incapace di seguire i propri desideri, bloccata da un’innata paura ad aprirsi all’altro e alle vere emozioni. Riguardo alla scrittura del personaggio, nel corso del film, troviamo solo una piccola incongruenza narrativa. Una persona come lei preferirebbe nascondersi dietro una maschera di anonimato, ciò però non accade, anzi, durante i suoi giochi erotici non indossa mai la maschera bianca, contrariamente ai suoi partner, mostrando sempre il proprio volto e la propria identità all’altro.

Jan Gassmann

In termini sessuali, Bigna prende ciò di cui ha bisogno. Stabilisce le regole e determina come devono procedere i suoi incontri con gli uomini – nel modo più anonimo possibile e solo una volta.Lo stesso succede con Frank ,ma lui risveglia in lei qualcosa che le fa venire voglia di tornare… Frank, invece, è costretto a un ruolo maschile piuttosto classico dal suo entourage hipster, che si considera”moderno” e “aperto”. Tutto ciò viene sconvolto dalla sua esperienza con Bigna, perché capisce di essere eccitato più profondamente dal piacere di lei e dall’essere dominato e che la sessualità è possibile anche senza penetrazione. Per me il film vuole essere anche un’analisi della dissoluzione dei classici ruoli di genere e della libertà che attraverso questa potremmo ottenere, ma dalla quale molti di noi ancora rifuggono.Il desiderio dell’unico “vero amore” ci viene venduto costantemente e con molto successo dalla società in cui viviamo. Anch’io voglio credere nelle relazioni a lungo termine e nella stessa famiglia nucleare, ma ci vuole molto lavoro, la volontà di cambiare costantemente e meno ego possibile. O si cresce insieme o ci si separa. Frank e Bigna sono separati da tempo alla fine del film, eppure in qualche modo si amano ancora. Forse incarnano l’uno la controparte dell’altra e non importa con chi siano in quel momento quanto tempo sia passato. O forse amano solo l’idea di questo amore che una volta era impossibile perché troppo fragile e non ha mai trovato il suo posto nella vita di tutti i giorni. Bigna e Frank erano dipendenti l’uno dall’altro e lo saranno sempre. Ma hanno imparato a convivere con questa realtà.
Il nudo in 99 Lune (2022)
Il nudo in 99 Lune (2022)

Se fuoriusciamo dalla visione sessuale del lungometraggio, si rendiamo conto come 99 Lune sia una pellicola che richiama, in maniera evidente, lo stile narrativo approcciato dal lungometraggio italiano Dieci Inverni. Nel film di Valerio Mieli facciamo la conoscenza di due giovani ragazzi Silvestro e Camilla, interpretati da Riondino e la Ragonese, che si conoscono a Venezia, s’innamorano e intraprendendo una relazione discontinua per dieci anni, tra momenti di freddezza e di amore passionale. 99 Lune è essenzialmente questo, il tutto narrato con toni molto più oscuri e drammatici di fronte al suo omologo italiano dai contorni più da commedia che non da dramma. In 99 Lune abbiamo la riproposizione di ciò che avviene a  Silvestro e Camilla, difatti la pellicola ha inizio quando Bigna e Frank si conoscono. Tra i due prenderà vita un rapporto amoroso che si evolverà nel corso degli anni, tra momenti di distacco, di dolore sentimentale e di momenti di estrema passione. La struttura insomma ricalca proprio l’opera filmica di Dieci Inverni, che a sua volta si rifaceva allo stile narrativo di Harry, ti presento Sally (1989), quindi è difficile dire che quest’opera sia innovativa o scandalosa, almeno che non si voglia dare allo scandalo per tutti i film che trattano di sesso in maniera leggermente esplicita.

In conclusione

La pellicola è, assolutamente da vedere, dimostrandosi un prodotto audiovisivo ben diretto e ottimamente recitato. A livello di sceneggiatura l’unica leggera pecca riguarda la scrittura di Frank meno approfondito dinanzi alla controparte femminile. 

Note positive

  • Regia
  • Interpretazioni
  • Stile narrativo
  • Ritmo

Note negative

  • Nelle scene buie è presente un po’ di rumore visivo. 
  • Si poteva approfondire maggiormente Frank, soprattutto spiegando, maggiormente, i motivi che lo hanno condotto a intraprendere i giochi sessuali anonimi. 

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