Chainsaw Man – Stagione 1 (2022) – Pulp Animation

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Chainsaw Man - Stagione 1 (2022) locandina

Chainsaw Man

Titolo originale: チェンソーマン (Chensō Man)

Anno: 2022

Nazione: Giappone

Genere: Horror

Produzione: Studio MAPPA

Distribuzione: Crunchyroll

Ideatore: Tatsuki Fujimoto 

Stagione: 1

Puntate: 12

Regia: Ryū Nakayama, Masato Nakazono

Sceneggiatura: Hiroshi Seko

Musiche: Kensuke Ushio

Doppiatori Originali Principali: Kikunosuke Toya, Tomori Kusunoki, Suzie Yeung, Fairouz Ai

Trailer ufficiale di “Chainsaw Man – Stagione 1” sottotitolato in italiano

Chainsaw Man S1 è l’adattamento anime dei primi 38 capitoli dell’omonimo manga di Tatsuki Fujimoto, realizzato dallo Studio MAPPA (Kakegurui, Banana Fish, Attack on Titan: The final season) diretto da Ryū Nakayama, Masato Nakazono e scritto da Hiroshi Seko. La prima stagione è stata trasmessa in simulcast con il Giappone su Crunchyroll dal 12 Ottobre 2022 fino al 28 Dicembre 2022. Ripropone gran parte dei clichè degli Shounen Horror ma riesce a dargli nuova vita grazie al citazionismo e il forte gusto Pulp.

Trama Chainsaw Man S1

Denji è un orfano senzatetto che vive una Tokio in cui umani e demoni sono in perenne conflitto. Oppresso dai debiti, per sbarcare il lunario, saltuariamente elimina mostri per la Yakuza, accompagnato dal suo fedele compagno Pochita, un piccolo demone motosega all’apparenza innocuo. Entrambi verranno traditi dal boss della malavita che si era sempre preso cura di loro. Per sopravvivere saranno costretti a fondersi nel Demone Motosega e da quel momento le loro vite prenderanno una piega completamente diversa: diventeranno Devil Hunter al servizio del governo presso la Divisione Speciale Tokio 4 , entrando a far parte di un piano molto più grande di loro…

Da sinistra verso destra Denji, Makima, Aki, Himeno e Power nella opening di Chansaw Man Chainsaw Man Stagione 1
Da sinistra verso destra Denji, Makima, Aki, Himeno e Power nella opening di Chansaw Man Chainsaw Man Stagione 1

Recensione di Chainsaw Man S1

I punti di forza di questa prima stagione sono il citazionismo Pulp e il ribaltamento dei cliché presenti nel genere Shounen Horror. Già dalla opening, ricca di citazioni a film e anime cult (Tarantino su tutti), si mette in chiaro che le nostre aspettative verranno spiazzate. Il protagonista Denji, non vuole diventare il re dei pirati o eliminare tutti i giganti, ma semplicemente mangiare, dormire e palpeggiare qualche bella ragazza e raggiungerà questi “obbiettivi” nel giro di poche puntate. Anche i rapporti tra i vari personaggi sembrano essere il classico odio/amore ma in realtà sono qualcosa di più complesso, insondabile. Makima, comandante della Divisone Speciale Tokyo 4 ha palesemente un atteggiamento manipolatorio con tutti, Denji in primis, ma non si riesce a condannarlo in toto in quanto non si capiscono le sue vere intenzioni. Power, ovvero un demone che ha preso possesso di un corpo umano per sopravvivere, diventando così un Majin, sembra avere un rapporto di amicizia/competizione con il nostro protagonista, ma in molte occasioni non si farà scrupoli a tradire il gruppo per garantire la propria sopravvivenza. Questi sono solo alcuni esempi di quanto siano complessi e precari i rapporti umani in questo mondo ostile, che possono essere ribaltati e spazzati via durante le numerose scene d’azione, molto violente e sopra le righe, concludendosi, spesso e volentieri, tramite soluzioni anticlimatiche che lasciano di stucco, come ad esempio lo scontro con il Diavolo dell’eternità.

Chainsaw Man però non è solo violenza Pulp sopra le righe, abbiamo anche tanti momenti di vita quotidiana che però non sono il classico “Slice of life” fatto per accontentare i fan, ma hanno sempre un retrogusto grottesco, degno di un film di Tarantino e servono semplicemente a rimarcare ulteriormente quanto sia difficile la vita dei Devil Hunters. Dal punto di vista tecnico siamo davanti a un prodotto solido ma non particolarmente innovativo, fortunatamente la CGI e l’animazione tradizionale convivono in maniera convincente senza infastidire l’occhio come accade in molte produzioni odierne. Il meglio dal punto di vista creativo lo abbiamo sia nell’opening di cui abbiamo già parlato, che nelle closing, una per ogni episodio, tutte molto ispirate e differenti dal punto di vista stilistico e visivo. Ciliegina sulla torta anche la colonna sonora che risulta essere molto coinvolgente, sia nelle sigle che durante gli episodi.

Fotogramma di Chainsaw Man - Stagione 1
Fotogramma di Chainsaw Man – Stagione 1

In conclusione

Chainsaw Man sa di non essere l’anime più innovativo della stagione ma riesce a rimanere impresso grazie al ribaltamento di elementi ben consolidati dell’immaginario occidentale e orientale, come se assistessimo a un film di Quentin Tarantino ma in versione anime. Inoltre sotto la scorza “Pulp” c’è una poetica di un mondo crudele e precario, già narrato da diversi autori ma qui risulta molto ispirato ed efficace. Il tutto poi viene coadiuvato da un comparto tecnico solido che non bada al risparmio e lascia un discreto margine di manovra alla creatività. La visone dell’anime mi ha incuriosito molto e stimolato nell’eventuale acquisto del manga, in quanto la prima stagione sembra essere la punta dell’iceberg di una vicenda molto più articolata.

Note Positive

  • Citazionismo Pulp
  • Personaggi carismatici
  • Narrazione che ribalta i cliché di genere
  • Mondo narrativo affascinante
  • Colonna sonora riuscita
  • Opening/Closing memorabili

Note Negative

  • Scarsa originalità generale
  • Animazione standardizzata
  • Stagione nel complesso troppo breve

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Alessandro Kaji Parisi
Alessandro Kaji Parisi

Anime, ma non solo da Lavender Town 👻

Articoli: 16

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