Foglie al Vento (2023): Poesie in Finlandia

"Foglie al Vento" è la nuova stupenda opera di Aki Kaurismäki, andiamo a scoprire perché è uno dei migliori film del 2023
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Trailer di Foglie al vento

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Arriva dal 21 Dicembre 2023 in sala, distribuito da Lucky Red, “Foglie al Vento”, una bellissima opera del celebre regista Aki Kaurismaki già premiata al Festival di Cannes con il Premio della Giuria. Il film prosegue la celebre “trilogia dei perdenti”, composta da “Ombre nel paradiso” (1986), “Ariel” (1988) e “La fiammiferaia” (1990).

Trama Foglie al Vento (2023)

Due persone sole che si incontrano per caso nella notte di Helsinki mentre sono alla ricerca del primo amore della loro vita.

Recensione Foglie al Vento

Chi lo conosce lo sa: i film di Aki Kaurismaki sono fatti dello stesso sapore della poesia. Piccole variazioni sullo stesso tema, continue digressioni su parentesi esistenziali simili ma difformi, l’autore finlandese riflette da sempre su rapporti umani e classi sociali con grazia e delicatezza, imprimendo alle sue opere sempre quella “patina” sporca da realismo sociale alla Ken Loach. Il cinema di Kaurismaki è però più spiccatamente poetico rispetto a quello del Maestro Britannico ed ecco che “Foglie al Vento” ne diventa summa e reinvenzione. In 80 minuti che sanno di riscatto dalla noia dell’eternità l’autore dipinge due esistenze solitarie, due anime che procedono inerti senza troppe passioni o stimoli.

I personaggi protagonisti ricordano tanti dei passati film dell’autore ma sono anche irrimediabilmente diversi, forse più cinici e disillusi. Piccole variazione sul tema si è detto. Variazione su cui si aprono galassie di storie possibili (e impossibili?)

Fotogramma di Foglie al vento
Fotogramma di Foglie al vento

Del film tanto si può dire sul suo essere avvolto da un sostrato di “cinefilia militante”: tanti e diffusi gli omaggi a Bresson (un omaggio in particolare è da sbellicarsi dalle risate) o a Chaplin, o ancora Godard. Persino Jim Jarmush rientra fra gli autori citati nell’opera. Ma non si cada nell’inganno di soffermarsi troppo su quest’aspetto. “Foglie al Vento” è prima di tutto la storia di due ultimi che si innamorano mentre fuori c’è la guerra (Quella in Ucraina che macina morti e proclami televisivi, troppi e troppo lontani nello spazio dai silenzi caratterizzanti le vite dei due protagonisti). Questi riferimenti alla stringente attualità sono fondamentali: Kaurismaki sembra dirci che, nonostante tutto, anche in questo pazzo mondo forse c’è ancora spazio per la poesia. E il suo sostenere la tesi commuove per sincerità e perserveranza.

Kaurismäki dipinge le contraddizioni che poi sono tipiche della vita. Il suo cinema può apparire semplice vista l’apparente “facilità” con cui trova i suoi risultati ma è in realtà particolarmente costruito e complesso. “Foglie al Vento” è una brezza che andrebbe vissuta con calma, lontana dai ritmi del mondo moderno, un film che chiede tempo e che parla di persone che chiedono tempo, convinte di averne perso già troppo.

La storia è avvolta nella musica, come sempre Kaurismäki. Tutti i film dell’autore sono fortemente caratterizzati da momenti musicali in cui le esistenze dei personaggi sembrano dischiudersi e liberarsi: più che i corpi a danzare sono le anime. In quest’ultima opera risultano particolarmente eteree e sfumate (in perfetta simbiosi con l’intento poetico della pellicola) le musiche del duo nordico dei Maustetytot, dalle sonorità anche inaspettatamente rock.

Frame di Foglie al vento
Frame di Foglie al vento

In conclusione

“Due solitudini che si incontrano” si direbbe del film, forse un po’ banalmente.

Ciò che “Foglie al Vento” forse racconta nella sua ineffabilità è la bellissima stasi che c’è nell’ipotesi di un amore. Nei momenti vissuti forse in un cinema, forse nei supermercati. Momenti che sono come le luci artiche: sono rare e per vederle devi viaggiare tanto ma quando le trovi ti cambiano per sempre. Come le foglie con il vento.

Note positive

  • Racconto intimo e ispirato
  • Una storia che racconta la complessità del semplice, isolandola dal resto del mondo
  • Interpretazioni fantastiche.

Note negative

  • /
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Marco D'Agostino
Marco D'Agostino

Nasco nel 1998, inizio fin da bambino ad amare il cinema, arte che mi permetteva di proiettarmi in mondi e storie lontane.
Da allora guardo continuamente film, provenienti da ogni parte del mondo, di ogni genere e epoca.
Amo perdermi nell'immaginario di Wong Kar Wai e ho continuamente in mente il cinema di Terrence Malick.
Mi piacciono anche tanti film brutti che eviterò di citare.

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