Conferenza stampa del film Ero in guerra ma non lo sapevo, il nuovo lavoro di Fabio Resinaro

Ero in guerra ma non lo sapevo è il nuovo film del giovane regista Fabio Resinaro, che racconta il dramma vissuto dal gioielliere Pier Luigi Torregiani e dalla sua famiglia agli inizi del 1979. Ecco alcune parti della conferenza stampa tenutasi il giorno 20 Gennaio, che ha visto come protagonisti il regista, alcuni membri del cast e della produzione. Si ricorda che il film sarà distribuito nelle sale italiane dalla 01Distribution i giorni 24, 25, 26 Gennaio.

Fa impressione vedere questo film adesso visto l’epoca in cui stiamo vivendo, un epoca che ci allontana dal passato. Per quale motivo è importante oggi raccontare questa storia?

Fabio Resinaro (regista del film): Questa storia ha delle corrispondenza con il presente in quanto il Torregiani è in qualche modo di una persona che è stata messa in una sorta di lockdown forzato, e questa storia racconta anche lo stravolgimento della vita dovuta da esso.

Quanto ritrova il Torregiani del film nella figura di suo padre?

Alberto Torregiani (figlio di Pier Luigi Torregiani): Ho trovato l’interpretazione di Francesco di una sensibilità enorme, Fabio e Francesco sono riusciti a percepire esattamente quello che io volevo, e in primis quello che io non desideravo era che Pier Luigi venisse rappresentato come un pacione, una vittima sacrificale.

Come si è avvicinato a questo personaggio che in alcuni tratti sembra poco simpatico?

Francesco Montanari (attore protagonista): Il personaggio da me interpretato può sembrare ottuso, ma ciò è dovuto al fatto che egli non accetta che la sua vita debba cambiare sotto l’imposizione di qualcun’ altro. E’ un personaggio che può irritare lo spettatore, ma questa è anche la forza del film, che vuole mettere il pubblico davanti al quesito che cosa avremmo fatto noi?

Il tuo personaggio, la moglie del protagonista, sembra più attento ai rischi e pericoli, parlaci un po’ del lavoro che hai fatto per il tuo personaggio?

Laura Chiatti (attrice protagonista): Il mio personaggio è un personaggio che vive in conflitto, è diventata madre scegliendo di essere mamma in maniera molto lucida, essa è una donna molto attenta ed emancipata che però ad un certo punto non riesce più a comprendere questo modo apparentemente lascivo del marito e delle conseguenze di questo comportamento. Mi sono molto allineata a Francesco per il mio interpretare al meglio il mio ruolo.

Questo film parla degli anni 80 ma racconta anche il presente, quanto è attuale questo film?

Luca Barbareschi (produttore del film): Il film parla di noi oggi, noi che non sappiamo e conosciamo bene il passato ma lo rimandiamo ad un futuro prossimo. Inoltre viviamo in un paese pieno di storie da raccontare ma che purtroppo vengono poco raccontate.

Questo progetto ha avuto una lunga gestazione, come mai?

Luca Barbareschi: Tutti i progetti importanti hanno delle gestioni che prescindono un po’ da noi. Questa storia avrei voluto scriverla diverso tempo fa, ma non trovavo uno sceneggiatore disposto a lavorarci su. Questo mi feriva molto, perché penso che la verità sia importante. Ringrazio tutti per aver raccontato questa vicenda di cuore, un cuore che viene pugnalato e ferito, ma non è solo il cuore di una famiglia, ma anche quello di un paese.

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