Cul-de-sac (1966): Un inquietante gioco al massacro

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Cul-de-sac

Titolo originale: Cul-de-sac

Anno: 1966

Paese: Gran Bretagna

Genere: Drammatico

Casa di produzione: Gene Gutowski

Distribuzione: Columbia, Ciak Video

Durata: 111 minuti

Regia: Roman Polanski

Sceneggiatura: Roman Polanski, Gérard Brach

Fotografia: Gilbert Taylor

Montaggio: Alastair McIntyre

Musiche: Krzysztof Komeda

Attori: Donald Pleasence, Françoise Dorleac, Lionel Stander, Jack MacGowran, Ian Quarrier, Marie Kean, Jacqueline Bisset, Robert Dorning, Trevor Delaney, William Franklyn, Renee Houston, Geoffrey Summer

Trailer del film Cul-de-sac

Cul-de-sac è un film del 1966 diretto da Roman Polanski, vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino.

Trama di Cul-de-sac

George e sua moglie Teresa vivono su di un’isola, in un castello. Un giorno vengono raggiunti da Dick e Albert, criminali reduci da una rapina andata male. Tra di loro si viene a creare un rapporto grottesco e surreale.

Recensione di Cul-de-sac

Polanski in un’intervista apparsa su “Positif” definisce Cul-de-sac come il suo film maggiormente riuscito dal punto di vista cinematografico. Infatti, tutto funziona come in un ingranaggio perfetto, a partire dalla splendida location: la selvaggia isoletta di Lindisfarne, nel Northumberland, caratterizzata dal moto delle maree. Il regista riprende un tema a lui molto caro, ovvero quello del triangolo relazionale (Repulsion, Il coltello nell’acqua), spingendolo però a una profondità maggiore, fino a riuscire a creare un vero e proprio “dramma da camera”

Su un lembo di terra inondato dall’acqua durante l’alta marea si ferma l’auto di due criminali Dickey e Albie. Albie è gravemente ferito, poichè reduce da una rapina finita male. Dickey lo lascia in macchina per telefonare al loro capo, in seguito raggiunge un castello molto isolato dove vivono un ex industriale e la sua provocante moglie. Il gangster mentre attende i soccorsi tiene in ostaggio la coppia. Polanski prende i tre personaggi e li conduce in un luogo non oltrepassabile sia in senso geografico, che emotivo. Sembra infatti che entrambi i coniugi percepiscano in Dickey la cartina di tornasole che rivela la natura intima del loro rapporto. In questo modo diventano sempre più evidenti la promiscuità sessuale della donna e il vile infantilismo del marito. L’evento inaspettato è un vero e proprio deus ex machina che porta alla luce contraddizioni e tormenti taciuti.

L’isola viene avvolta dall’alta marea,e Dickey per paura che la coppia possa chiamare la polizia taglia i fili del telefono, quindi non possono comunicare con nessuno. Qui viene raggiunto il punto più estremo d’incomunicabilità e alienazione. Si trovano in un imbuto, una situazione senza risoluzione, appunto un cul-de-sac. L’impossibilità di comunicare con altri crea una situazione parossistica, dove le reazioni e i sentimenti sono estremizzati.

Grande merito va dato all’ambiguità dei personaggi, che riescono a rendere perfettamente l’atmosfera surreale voluta dal regista, resa ancora più palpabile dalla splendida fotografia livida di Taylor. Da segnalare soprattutto l’interpretazione di Françoise Dorléac nel ruolo di Teresa, astro nascente del cinema francese che sarebbe morta poco tempo dopo in un incidente d’auto. La colonna sonora jazz curata da K.Komeda (autore anche di quella di Rosemary’s baby rende l’atmosfera ancora più surreale e sinistra.

Cul-de-sac forse rappresenta l’ultima opera in cui Polanski riesce a trasporre il suo spirito irrequieto e selvaggio, prima di sottostare volente o nolente a logiche di mercato. Assolutamente imperdibile.

Note positive :

  • Splendida fotografia,
  • Sceneggiatura perfetta e originale,
  • Grande interpretazione degli attori.

Note negative:

  • Il notevole approfondimento psicologico non lo rende accessibile a tutti.

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