Kiki – Consegne a domicilio (1989). Strega si diventa?

Kiki – Consegne a domicilio

Titolo originale: Majo no takkyūbin

Anno: 1989

Paese: Giappone

Genere: animazione, fantastico

Produzione: Studio Ghibli

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 103 minunti

Regia: Hayao Miyazaki

Sceneggiatura: Hayao Miyazaki

Fotografia: Shigeo Sugimura

Montaggio: Takeshi Seyama

Musiche: Joe Hisaishi, Yumi Arai

Animatori: Katsuya Kondō, Yoshifumi Kondō, Shinji Otsuka

Sfondi: Midori Chiba, Kuzuo Ebisawa, Yuji Ikehata, Yutaka Itō, Hidetoshi Kaneko, Kiyoko Kanno

Trailer di Kiki – Consegne a domicilio

Kiki – Consegne a domicilio a detta di chi scrive è sicuramente uno dei più brillanti e divertenti film di Studio Ghibli (assieme a Ponyo sulla scogliera); probabilmente non il migliore, né il preferito di molti ma ha tutte le carte in regola per essere ricordato fra le punte di diamante dello Studio giapponese.

Trama di Kiki – Consegne a domicilio

Kiki ha tredici anni e finalmente, può lasciare la casa dei genitori per intraprendere il suo anno di tirocinio come strega; salutati i suoi, parte a bordo della sua scopa accompagnata dal suo gatto nero Jiji, e raggiunge la tanto agognata città sul mare che era la meta prefissata dalla ragazzina fino a prima di partire. Lì però le sue certezze si infrangono contro un muro di diffidenza e freddezza, tanto da scoraggiare Kiki e portarla quasi ad abbandonare la città. A farla tornare sui suoi passi è l’incontro con Osono, una gentile fornaia che decide di ospitarla in un piccolo monolocale adiacente il Forno in cambio di un aiuto con il lavoro: ed ecco che per Kiki comincia una nuova vita. Sapendo solo volare sulla scopa, Kiki apre una piccola ma fiorente attività di consegne a domicilio e riesce a scoprire così sempre un po’ di più, la città e i suoi abitanti. Durante la permanenza conosce Tombo, un ragazzino suo coetaneo amante del volo che rimane affascinato proprio dal fatto che Kiki sia in grado di volare sulla scopa e riesce a starle vicino, nonostante i continui e repentini sbalzi d’umore della strega. Un giorno però le cose prendono una piega inaspettata: Kiki perde la capacità di volare sulla scopa gettando la strega nella disperazione e sembra che anche il gatto Jiji sia più interessato a una gattina bianca che ai suoi problemi.

Ad aiutarla ad uscire da questa situazione sarà Ursula, una ragazza pittrice conosciuta tempo prima durante una consegna, e dalla quale Kiki andrà a stare per un brevissimo periodo. Rinfrancata da Ursula, Kiki apprende dalla televisione che un dirigibile su cui si era imbarcato Tombo, ha rotto gli ormeggi per il forte vento e ne è ora in balia; il ragazzino si trova ora appeso ad una fune, preda del vento, fuori bordo e a decine di metri d’altezza. Per riuscire a salvarlo Kiki dovrà mettere da parte tutte le proprie paure ed insicurezze e riuscire a trovare dentro di sé quella forza che le permetta di salvare l’amico. La riuscita dell’impresa avrà però un costo inaspettato.

Recensione di Kiki – Consegne a domicilio

Kiki – Consegne a domicilio è il 4° film dello studio Ghibli, uscito poco più di un anno dopo Una tomba per le lucciole di Isao Takahata, e aiuta indubbiamente gli ammiratori dello studio a risollevare gli animi del pubblico con questa storia fatta con leggerezza senza che questa sia toccata però da una frivolezza scadente; il film di Miyazaki è fresco, snello, frizzante e allo stesso tempo riesce a portare messaggi positivi senza che questi risultino pesanti.

La storia basata sul romanzo di Eiko Kadono (che criticò la rappresentazione di Kiki) è sapientemente raccontata nel personalissimo stile di Miyazaki, con un immancabile presenza di qualcosa o qualcuno alle prese con il volo; il personaggio di Tombo incarna perfettamente questa passione di Miyazaki – passione complessa che ci aveva già fatto notare in Nausicaä della Valle del Vento, nel primo film Ghibli Laputa – Castello nel cielo e arriverà ad articolarla al meglio nel 2013 con il capolavoro Si alza il vento (per favore linkare il mio articolo al titolo) – con dei riconoscibilissimi tratti e modi di rappresentare i personaggi che tanto ci fanno amare il suo stile.

La regia di Miyazaki qui, sa ben spaziare fra le ampiezze di sguardo che si creano durante le varie scene di volo, in cui possiamo ammirare la bravura degli addetti alla creazione degli scenari, e le scene ambientate nei più ristretti spazi a terra in cui la ricchezza di particolari (specie al forno di Osono) la fa da padrone. Particolarmente ben realizzata è la scena del salvataggio di Tombo, in cui Seyama – immancabile al montaggio – da ritmo e la giusta attenzione all’azione.

Kiki – Consegne a domicilio è una storia di crescita personale, di confronto con le proprie aspettative infrante, in cui il coraggio di sapersi adattare senza però perdere se stessi, è il miglior modo per affrontare la vita.

Note positive

  • Il personaggio di Kiki
  • Il soggetto della storia
  • La bellezza degli scenari
  • Il clima generale del racconto

Note negative

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