Old Man (2022). Come creare la tensione

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Locandina di Old Man - Film (2022)

Old Man

Titolo originale: Old Man

Anno: 2022

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: thriller

Casa di produzione: Paper Street Pictures, Blood Oath, Rubicon Entertainment, Title Media

Distribuzione italiana: Midnight Factory

Durata: 93 minuti

Regia: Lucky McKee

Sceneggiatura: Joel Veach

Fotografia: Alex Vendler

Montaggio: Zach Passero

Musiche: Joe Kraemer

Attori: Stephen Lang, Marc Senter, Patch Darragh, Liana Wright-Mark

Trailer di Old Man

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Dal 15 luglio 2023 arriva in Italia, direttamente in home video, Dvd e Blu-ray, grazie a Midnight Factory, il lungometraggio thriller psicologico Old Man (2022) per la regia di Lucky McKee, cineasta che ha fatto dell’horror il suo genere prediletto dirigendo pellicole come Il mistero del bosco (2006), The Woman (2011) e Tales of Halloween (2015). Il film, basato sulla sceneggiatura di Joel Veach, alla sua prima esperienza in un lungometraggio, vede nel cast Stephen Lang (Avatar, 2009; Man in the Dark, 2016; Macchine mortali, 2018; The Lost City, 2022) e Marc Senter (Starry Eyes, 2014;  Alleluia! The Devil’s Carnival, 2016). In America il film è stato distribuito in alcune sporadiche sale il 14 ottobre 2022 per poi venire distribuito da RLJ Entertainment direttamente su alcune piattaforme  on-demand

Trama di Old Man

In una piccola baita, nel bel mezzo di un bosco innevato, vive un anziano con un pessimo carattere. Svegliatosi la mattina si arrabbia per l’assenza del suo fide compagno Rascal, imprecando e maledicendolo per la sua mancanza. Mentre borbotta e si arrabbia ode bussare alla porta, un evento più unico che raro per lo scorbutico anziano. Impugnando un fucile in mano, l’uomo si accinge ad aprire il portone di casa ritrovandosi dinanzi un giovane escursionista che afferma di aver smarrito il sentiero e di essersi, completamente, perso. Il giovane, di nome Joel, si dimostra bisognoso di aiuto ma l’anziano è alquanto sospettoso, faticando a credere alla versione del giovane, nonostante ciò però lo fa entrare e accomodare, senza distaccarsi, però, dal fucile. Joel si trova così invischiato entro una situazione alquanto inquietante, con un anziano armato e pronto a sparargli a qualsiasi dubbio. Tra i due, ben presto, prende vita un intenso e incessante dialogo, in cui l’anziano cerca di capire la vera natura del suo ospite. Joel è solo un povero escursionista sperdutosi nel bosco o nasconde un terribile segreto? Oppure è Joel che deve temere il fare dell’anziano solitario?

Marc Senter e Stephen Lang in Old Man - Film (2022)
Marc Senter e Stephen Lang in Old Man – Film (2022)

Recensione di Old Man

Non è semplice recensire questo lungometraggio, ci corre il rischio di svelare troppo, di andarvi a raccontare momenti chiave per la comprensione tematica e narrativa della pellicola andandovi così a rovinare la visione stessa del lungometraggio. Old Man è un film che si poggia interamente sull’atmosfera, forgiata entro le corde di una tensione che appare fin dalla primissima scena e che non ci abbandona mai, fino al finale, tenendoci incollati alla visione per tutti i suoi novantatré minuti. Il climax della pellicola viene costruito con estrema attenzione, grazie a un’abilissima padronanza lessicale presente nei dialoghi, ottimamente scritti dall’esordiente Joel Veach che riesce a scegliere i giusti lemmi e le giuste frasi al fine di donarci dei dialoghi alquanto credibili e verosimili che ci trasmettono, immediatamente, la natura introspettiva dei due protagonisti. Accanto a questo uso straordinario della scrittura dialogica troviamo delle gigantesche prove attoriali. Stephen Lang sale indiscutibilmente in cattedra, risultando l’essenza stessa del lungometraggio. La sua interpretazione detta i ritmi, i respiri narrativi. Il suo modo di pronunciare le frasi, la sua postura e la sua abilità espressiva e di mimica facciale ci permettono di viaggiare entro un ventaglio di sentimenti, dal terrore fino all’umorismo più macabro, senza dimenticare, però, un senso di profonda tristezza e nostalgia, due emozioni che abbandonano nel finale, in un finale alquanto azzeccato e assolutamente originale e imprevedibile. Il tutto è innalzato di livello dall’abile capacità registica di Lucky McKee che riesce bene a padroneggiare la macchina da presa e scegliere le giuste inquadrature a seconda del ritmo narrativo, intuendo quando era il momento di stare più accanto agli attori e quando distaccarsi da loro tramite dei totalini e campi medi. La regia e la fotografia, per narrare questa storia non scelgono, però, uno chalet già esistente ma ricostruiscono un set su un palcoscenico. 

Lucky McKee – Regista

Abbiamo girato in un set ricostruito su un palcoscenico, in studio, quindi questo ci ha dato molta più flessibilità che se stessimo effettivamente lavorando in una piccola baita di montagna. La mia scenografa, Lili Teplan, è stata fondamentale in questo. Abbiamo guardato un sacco di dipinti di Andrew Wyeth, e alcune aree della nostra baita, sembrano uscite direttamente da un dipinto di Wyeth. Racchiudere un significato in quell’ambiente, in parte palese, scoperto, e in parte da un punto di vista più inconscio, faceva parte di ciò che mi entusiasmava del film. 

Il lungometraggio si muove dentro una sorta di non-luogo, non sappiamo dove ci troviamo, non vediamo mai l’esterno dello chalet, ma rimaniamo sempre al suo interno. Dall’esterno vediamo solo il clima, il bianco della nave, il temporale, l’arrivo della notte e del temporale e il giungere della mattina. Non sappiamo però cosa ci sia là fuori. Old Man si sviluppa interamente dentro una location sviluppandosi come una sorta di piacé teatrale. Per quasi la totalità della pellicola abbiamo in scena due personaggi che intrattengono un intenso e sofisticato dialogo frenetico, che non si interrompe mai e che fa da padrone. I nostri due personaggi si muovono dentro l’ambiente spostandosi e cambiandosi di ruolo. L’attenzione dello spettatore si muove sulla ricerca del cattivo, a volte dubitiamo dell’uomo anziano e in altri momenti dubitiamo del giovane Joe. Il primo è una persona rude, un solitario con modi non aggraziati che tendono a spaventare, soprattutto per il suo modo di parlare all’interlocutore e il suo modo di raccontare le storie, dall’altra parte abbiamo Joe, un ragazza apparentemente normale ma che ha l’aria di un serial killer, di una persona che può farti del male da un momento all’altro. La sceneggiatura e la regia mostrano difatti alcuni elementi per farci dubitare di entrambi, come quando l’anziano rinviene un coltello da caccia nello zaino di Joe, presagio di oscurità. L’intero primo atto e secondo gioca su questo paradigma, in cui i due dialogano scambiandosi di ruolo, dandoci la sensazione a tratti di essere vittime o carnefici, il terzo atto però rovescia tutta, donando un nuovo senso alla vicenda, conducendola entro elemento più riflessivi e filosofici di quanto ci si poteva aspettare. 

Old Man - Film (2022)
Old Man – Film (2022)

In conclusione

Su Imbd e su varie testate cinematografiche americane si tende a parlare malamente di questo film, io invece ritengo che sia una pellicola di tutto rispetto, con un ottima sceneggiatura e scrittura dei dialoghi (Joel Veach è uno sceneggiatore da tenere d’occhio, a mio avviso) e delle intense performance attoriali. Indubbiamente non è un film per tutti, ci sono dei momenti in cui può risultare un attimo lento, ma, all’interno della pellicola tutto funziona e il finale assume un suo senso metafisico dal sapore circolare alquanto accattivante e in linea con ciò che abbiamo visto. Che siamo all’Inferno? Che l’uomo deve scontare una sua pena? Tutto ciò è a vostra libera scelta. 

Note positive

  • Regia
  • Performance attoriale di Stefano Lang
  • Scrittura dei dialoghi
  • Finale non scontato

Note negative

  • Troppo netto e rapido il cambio filmico tra il secondo atto e il terzo, magari si poteva creare qualche scena in più. 
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 886

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