Speak No Evil (2022). Mossi da pura crudeltà e follia 

Condividi su

Trailer di Speak No Evil

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Grazie a Midnight Factory, dal mese di agosto 2023, il pubblico italiano ha l’opportunità di fruire di un interessante thriller psicologico danese intitolato “Speak No Evil” in edizione home video o tramite il servizio streaming offerto da Midnight Factory, disponibile su Prime Video a pagamento. Diretto da Christian Tafdrup, il film è stato presentato in anteprima mondiale al Gothenburg Film Festival nel 2021 e successivamente ha fatto parte della sezione Midnight al 38° Sundance Film Festival il 22 gennaio 2022. La pellicola è stata insignita del Premio Best Director Choice al Bucheon International Fantastic Film Festival e del riconoscimento come Miglior Film Europeo al Best European Feature Film. Distribuito nelle sale cinematografiche danesi il 17 marzo 2022 e nei Paesi Bassi il 21 luglio 2022, ha ottenuto un incasso al botteghino pari a circa $631,249.

Trama di Speak No Evil

Durante una vacanza toscana nei dintorni di Volterra, Bjørn e Louise, una coppia danese, insieme alla loro figlia Agnes, si incrociano con una coppia olandese, Patrick e Karin, anch’essi in vacanza con il piccolo Abel. Le due famiglie iniziano a trascorrere molto tempo insieme, sviluppando un rapporto amichevole che si trasforma quasi in un’amicizia. In seguito, Bjørn, Louise e Agnes tornano alla loro vita quotidiana, ma ricevono un invito da Patrick e Karin per trascorrere un weekend nella loro casa in Olanda. Inizialmente, Louise è titubante perché non conosce bene la coppia, ma accetta grazie alle insistenze di Bjørn. Durante il viaggio in macchina verso la modesta casa di Patrick e Karin, immersa nella natura e isolata, la situazione cambia rapidamente: Abel sembra spaventato e inizia a piangere incessantemente, mentre Patrick e Karin mostrano un atteggiamento poco caloroso e a tratti inquietante verso i loro ospiti. Questa sensazione di disagio cresce di giorno in giorno, tanto che Bjørn e Louise decidono di andarsene il prima possibile. Tuttavia, il terrore che li aspetta è inaspettato e ben diverso da quello che potevano immaginare all’inizio di quella vacanza.

Frame di Speak No Evil
Frame di Speak No Evil

Recensione di Speak No Evil

Il regista e sceneggiatore Christian Tafdrup, con il contributo nella scrittura del fratello Mads Tafdrup, presenta con “Speak No Evil” un gioiello del genere, un film che si dipana come un thriller psicologico intrecciato con il dramma familiare, esplorando al massimo le paranoie dei due protagonisti di fronte a un’esperienza inaspettata e atipica. La prima parte del film getta le basi per il dramma successivo, rivelando il lato oscuro e la natura nascosta delle persone che pensavamo di conoscere, specialmente quando le incontriamo durante una vacanza, lontano dalle loro normali routine quotidiane. I coniugi danesi instaurano un forte legame con Patrick e Karin durante la loro permanenza in Toscana, creando momenti piacevoli e una sintonia di coppia. Tuttavia, quando Bjørn, Louise e Agnes arrivano in Olanda, tutto ciò che credevano di sapere su quella famiglia viene ribaltato, trasformando il film in un dramma familiare dalle sfumature psicologiche.

Christian Tafdrup

La storia si basa su mie esperienze, perché ho viaggiato parecchio, sono una persona socievole e amo le chiacchiere. Nei miei viaggi ho incontrato gente che non conoscevo. Ho incontrato individui che pensavo fossero fantastici e ho poi dovuto scoprire che non lo erano affatto. Così, ho pensato di fare un film su questa semplice idea. Per molto tempo mi sono chiesto se potesse essere una commedia, sulle coppie e sulle incomprensioni. Ma era troppo facile. Mi piace immergermi in acque profonde, con generi che non conosco, e l’ultima cosa che pensavo di dover fare era azzardarmi a confezionare un film dell’orrore. […] Ho pensato che se avessi potuto combinare la satira sociale e il dramma familiare con le convenzioni del genere, sarebbe diventato più interessante. 

La paranoia

Fin dalla sequenza d’apertura, immergendoci nell’oscurità della notte all’interno di un’auto in viaggio, la macchina da presa esplora la strada dall’interno del veicolo, accompagnata da una musica classica dai tamburi incalzanti che immediatamente ci trasporta in un’atmosfera di inquietudine, paranoia e pericolo. L’arrivo dei coniugi olandesi, mostrato all’inizio del film, assume un tono sinistro, suggerendo con sottile ironia drammatica che questi personaggi nascondono una natura più oscura di quanto sembrino. La colonna sonora, prevalentemente composta da brani di musica classica con forti timpani e un’atmosfera cupa, riflette i tormenti interiori dei personaggi, soprattutto di Bjørn, e alimenta una costante sensazione di imminente pericolo e paranoia interiore, elementi fondamentali che permeano l’intera pellicola. “Speak No Evil” è in molti aspetti l’opposto di “Funny Games“: mentre nel secondo la follia emerge fin da subito, in questa pellicola del 2021 tutto si sviluppa nei momenti finali. L’intero film funge da preparazione per il suo atto conclusivo, dove ogni dettaglio, ogni evento e ogni difficoltà comunicativa tra i coniugi assume un nuovo e inquietante significato, culminando in una pura follia che emerge in un dialogo narrativo carico di tensione.

– Perché fai questo?
– Perché me lo lasci fare. 

La pellicola, a eccezione del finale crudo e sanguinoso, ruota principalmente attorno alla creazione della paranoia. I protagonisti, i coniugi danesi, si trovano ad affrontare un’esperienza inquietante, dalle sfumature difficili da comprendere, sia per gli spettatori che per i personaggi stessi. Bjørn e Louise ospiti di Patrick e Karin, vengono costantemente messi a disagio dai padroni di casa in vari modi: Patrick insiste nel proporre carne a Louise, vegetariana, mentre Karin si comporta con Agnes come se fosse sua figlia. Patrick, inoltre, si comporta in modo invadente, spiando i coniugi durante momenti privati ed entrando in bagno senza permesso, mentre Louise o Bjørn si trovano lì. La domanda che sorge durante la pellicola è: sono Patrick e Karin dei pessimi ospiti o nascondono un piano? La loro condotta non convenzionale supera i limiti del buonsenso o è parte di un disegno più ampio? Sono i danesi le vittime prescelte di un piano machiavellico?

Queste domande turbano la mente di noi pubblico e dei due protagonisti mentre osserviamo la difficoltà dei danesi nell’interagire civilmente con gli olandesi, capaci di rovesciare la situazione e dipingere i danesi come i veri cattivi. La forza della sceneggiatura risiede nell’intenso scontro tra le due coppie, dove ogni personaggio appare tridimensionale ma al contempo misterioso: Bjørn e Louise vengono descritti più a fondo, mentre i coniugi olandesi rimangono ambigui, mutevoli come il giorno e la notte. Una scelta che può far storcere il naso ma in fin dei conti appare adatta, poiché il film si sorregge sulla natura ambigua di questa coppia, di cui non comprendiamo la logica per l’intera pellicola. Detto ciò, il finale poteva approfondire maggiormente Patrick e Karin, spiegando il motivo del loro gesto, sempre se questo gesto ha realmente un senso logico o se è tutta pura follia, proprio come in “Funny Games“.

Fotogramma di Speak No Evil
Fotogramma di Speak No Evil

In conclusione

“Speak No Evil” di Christian Tafdrup si rivela un’opera che si muove sui confini del thriller psicologico e del dramma familiare, portando alla luce paranoie e inquietudini dei protagonisti in un’esperienza inaspettata e atipica. Il film si basa sull’idea delle esperienze personali del regista, esplorando la difficoltà di comprendere veramente chi incontriamo fuori dalla nostra routine quotidiana. L’opera sfida le convenzioni del genere, mescolando satira sociale e dramma familiare con elementi di suspense e paranoia.

Note positive:

  • Creazione di un’atmosfera di inquietudine fin dalla sequenza d’apertura, usando la musica e l’ambientazione per anticipare un senso di pericolo e paranoia.
  • Utilizzo efficace della colonna sonora di musica classica, con timpani forti, per enfatizzare i turbamenti interiori dei personaggi e l’imminente senso di pericolo.
  • La pellicola costruisce la tensione gradualmente fino a uno straziante e inaspettato finale, sviluppando una trama che ruota attorno alla paranoia.

Note negative:

  • La pellicola si focalizza principalmente sulla creazione e lo sviluppo della paranoia, tralasciando approfondimenti maggiori sui personaggi olandesi e lasciando alcune domande senza risposta definitiva, il che potrebbe risultare frustrante per alcuni spettatori
Condividi su
Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 890

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.