The Great 2 – seconda stagione (2021): donne, uomini e potere

The Great – seconda stagione

Titolo originale: The Great

Anno: 2021

Paese: Australia, Regno Unito

Genere: Commedia (Dramedy)

ProduzioneCivic Center MediaMRC

Distribuzione: HuluStarz Play

Ideatore: Tony McNamara

Stagione: 2

Puntate: 10

Attori: Elle FanningNicholas HoultPhoebe FoxSacha DhawanGwilym LeeAdam GodleyCharity Wakefield, Douglas Hodge

Trailer ufficiale della seconda stagione di The Great

The Great è una serie tv ideata da Tony McNamara, già sceneggiatore del film di Yorgos Lanthimos La Favorita, liberamente basata sull’ascesa al trono dell’imperatrice Caterina II di Russia. E’ una commedia televisiva con protagonisti Elle Fanning e Nicholas Hoult cui prime due stagioni, prodotte da Hulu, sono presenti sulla piattaforma streaming Starzplay.

Trama di The Great – seconda stagione

La seconda stagione segue le vicissitudini di Caterina la Grande che, in seguito al colpo di Stato e alla detronizzazione del marito, Pietro III di Russia, dovrà far fronte alle problematiche legate al suo essere donna e imperatrice, nell’attesa di dare alla luce l’erede al trono. Pietro intanto, imprigionato in una stanza del palazzo, realizza con sempre maggior convinzione il suo amore per Caterina, e tenterà di conquistare il suo cuore e la sua fiducia, scontrandosi con diverse difficoltà.

Una scena di The Great – seconda stagione

Recensione di The Great – seconda stagione

La nuova stagione ci accoglie con una nuova sigla, rinnovata nella sua estetica, esilarante e originale come continua a essere la serie stessa: la qualità e la cura riservata a The Great è sempre molto alta. Recitazione, scenografia e costumi continuano a brillare particolarmente in questa seconda stagione, come anche i dialoghi arguti e divertenti, dai tempi comici a dir poco perfetti. La narrazione continua a porre il riflettore sui lati negativi del potere, sulla moralità e l’integrità che rischia di sfaldarsi di fronte a un ruolo di grande responsabilità. Si invertono i ruoli: come vediamo nelle foto promozionali di questa stagione, adesso Pietro è quello in gabbia, colui che è sottomesso al potere di colei che è seduta sul trono. Se c’è un personaggio che vive una notevole crescita divenendo così il più interessante è proprio il suo: si continua a mettere in discussione la mascolinità tipica dell’epoca in cui la serie è rappresentata.

Elle Fanning e Nicholas Hoult in una scena di The Great – seconda stagione

Pietro in questa stagione dovrà far fronte ai drammi del passato, legati alla figura prepotente e invasiva del padre, e al legame sicuramente tossico con la madre; nella terza puntata i problemi irrisolti con la figura materna vengono sublimati nella violenza che egli riverserà sullo scheletro della madre, che va in frantumi, liberandosene simbolicamente; nell’ottavo episodio invece avviene, nell’immaginazione di Pietro, un confronto con il padre, metafora dello scontro tra due generazioni, tra l’antica visione dell’uomo e la volontà di cambiare priorità, nel rifiuto della sete del potere e il desiderio di essere solo un bravo padre.

Pietro in questa stagione diventa un uomo, quasi abbandonando i gesti eccessivamente puerili che lo caratterizzavano nella stagione precedente, senza mai abbandonare completamente la sua esuberanza: la scoperta del suo amore profondo nei confronti di Caterina accende in lui un profondo mutamento. Viene raccontato come un padre amorevole alla fine della stagione, attento e presente, e lo vediamo interagire col neonato molto più di quanto non faccia Caterina, capovolgendo i tipici clichè. La rivoluzione di questo personaggio sta nella sua epifania: realizza di non voler ricoprire davvero il ruolo d’imperatore e di non essere davvero adatto, a differenza di lei. Realizza di aver ricoperto questa veste solo per dei casi fortuiti, favoriti dal sistema sociale che non guarda alla meritocrazia.

Una scena di The Great – seconda stagione

Il periodo che precede la nascita dell’erede, la gravidanza di Caterina, viene narrato nella modalità tipica della serie, sempre spumeggiante ed ironica, sfruttando gli eccessi che una situazione simile offre: i cambiamenti umorali, le voglie incontrollabili, la libido sessuale. Ma anche questa stagione si concentra principalmente sulla lotta tra Caterina e il popolo e, in generale, coloro che la circondano, e il suo affermarsi in quanto donna al potere; viene continuamente discussa la visione che tutti hanno di lei, ed è rappresentata nella sua grande frustrazione la difficoltà nell’essere presa sul serio proprio in quanto donna. Una lotta al patriarcato che prevede dei compromessi, l’uso della violenza che Caterina tenta di evitare, ma che sarà costretta, pure contro il suo profondo volere, a usare: la corruzione del potere e fragilità del sistema la condurranno verso un punto di non ritorno. Ed è proprio la critica a questo sistema malsano, che vede come unica risposta quella più primordiale, che rimane uno dei temi più interessanti della serie. Le tematiche che vedono come nucleo centrale una forte critica sociale sono molteplici e interessanti: si narra il classismo, la superficialità della nobiltà e delle apparenze, l’appiattimento culturale del popolo difficile da stimolare verso un futuro più florido intellettualmente.

Elle Fanning in una scena di The Great – seconda stagione

La seconda stagione, dopo le primissime puntate, vede però come una sorta di stallo che non fa procedere mai davvero in avanti la narrazione, che riesce a esplodere solo nelle ultime tre puntate. Gli episodi centrali della stagione, pur rimanendo godibili, raccontano molto poco della narrazione principale, girando intorno i temi prima citati, senza arrivare davvero al punto, rischiando di risultare eccessivamente ripetitivi. Questa stasi non colpisce solo la narrazione ma anche alcuni personaggi, che a tratti appaiono poco più che funzioni o figuranti come, ad esempio, il personaggio della dama di Caterina, Marial, che appare quasi trascurata rispetto alla prima stagione.

Il personaggio della madre di Caterina, Joanna, interpretata da una sempre divina Gillian Anderson, è fondamentale nelle ultime puntate di questa seconda stagione poiché è grazie a lei che iniziano a smuoversi le acque, che parevano stare per stagnarsi. Anche tra Caterina e Joanna avviene uno scontro analogo a quello tra Pietro e il padre: una lotta simbolica, anche questa generazionale, tra la tipica femminilità sottomessa ad un ruolo, la femme fatale che tramite il suo fascino tenta di ottenere il potere, e un nuovo tipo di donna che affida il suo valore interamente alle sue forze, e al suo intelletto, volenterosa di emanciparsi dal ruolo sociale.

Gillian Anderson in una scena di The Great – seconda stagione

Alla fine di questa stagione la sigla recita “una storia quasi completamente falsa”: gli eventi reali divengono qui in effetti solo una vaga ispirazione ma la delusione che Caterina subirà nell’ultimo episodio la renderà sempre più spietata, natura che appare lontana ma che lentamente sembra impossessarsi di lei (caratteristica che l’avvicina alla Caterina realmente esistita). L’ultimo episodio la descrive sul campo di guerra, in un modo mai visto prima durante la serie.

Una scena di The Great – seconda stagione

The Great continua a offrire, anche in questa nuova stagione non esente da alcuni difetti, riflessioni e rappresentazioni interessanti, profonde e complesse ma risultando sempre leggere nelle sue modalità di narrazione, date da un linguaggio fresco e intelligente. Pare che la serie sia stata rinnovata per una terza stagione e, anche questa volta, la attendiamo trepidanti.

Note positive

  • Scenografie e costumi
  • Recitazione convincente
  • Scrittura dei dialoghi

Note negative

  • Episodi centrali della stagione che appaiono a tratti lenti e ripetitivi
  • Alcuni personaggi trascurati nella loro caratterizzazione

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