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The Long Walk
Titolo originale: The Long Walk
Anno: 2025
Nazione: Stati Uniti d’America
Genere: horror, fantascienza, drammatico
Casa di produzione: Vertigo Entertainment, about:blank, Lionsgate, Media Capital Technologies
Distribuzione italiana: Adler Entertainment
Durata: 108 minuti
Regia: Francis Lawrence
Sceneggiatura: JT Mollner
Fotografia: Jo Willems
Montaggio: Mark Yoshikawa
Musiche: Jeremiah Fraites
Attori: Cooper Hoffman, David Johnson, Garrett Wareing, Tut Nyuot, Charlie Plummer, Ben Wang, Roman Griffin Davis, Jordan Gonzalez, Joshua Odjick, Josh Hamilton, Judy Greer, Mark Hamill
Trailer di “The Long Walk”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King The Long Walk (in italiano, La lunga marcia) uscito nel 1979 sotto lo pseudonimo di Richard Bachman. Il romanzo fu il primo a essere scritto da Stephen King attorno al 1966/67, ma fu pubblicato solo in seguito. Il film è diretto da Francis Lawrence, il quale si professa grande estimatore del romanzo che ha appassionati molti giovani. La Lionsgate gli ha assegnato il progetto dopo diversi rimandi della produzione. In principio, il romanzo doveva essere adattato da George A. Romero già negli anni Ottanta, ma non vide mai la luce. Negli ultimi anni la New Line Cinema aveva ottenuto i diritti per adattare il romanzo, ma il progetto passò in mano successivamente alla Lionsgate. Cambiò così anche il regista del film, da André Øvredal a Francis Lawrence. Lawrence fu chiamato anche per la sua capacità di raccontare storie violente, crude, ma al tempo stesso con una visione che accoglie diversi tipi di spettatori. Il caso tipico è la saga di Hunger Games di cui lui è regista. Sono storie anche adatte ai più giovani, nonostante le tematiche forti. Alla sceneggiatura troviamo JT Mollner, noto per aver scritto e diretto Strange Darling.
Nel cast troviamo attori giovani di età che sono assolutamente adatti per interpretare i personaggi che vediamo sullo schermo. Il protagonista è Cooper Hoffman che interpreta Raymond Garraty (Licorice Pizza) e il suo amico fidato nella competizione è David Jonsson (Alien: Romulus). Inoltre troviamo Garrett Wareing come Stebbins (Ransom Canyon), Charlie Plummer come Gary Barkovitch (Itaca – Il ritorno), Judy Greer come Ginnie Garraty (Che fine ha fatto Bernadette) e Mark Hamill come Il Maggiore (Star Wars, Il Robot Selvaggio).
Il film ha avuto la sua premiere a settembre 2025, ottenendo un buon successo di critica negli Stati Uniti. Successivamente è stato distribuito in diversi paesi nel corso dell’anno, per poi arrivare anche in Italia grazie a Adler Entertainment. The Long Walk è possibile vederlo nelle sale italiane dal 23 aprile 2026.
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Trama di “The Long Walk”
In un mondo distopico, negli Stati Uniti, annualmente viene indetta una competizione chiamata “The Long Walk”, dove un gruppo di uomini deve camminare senza sosta per ambire a un lauto premio in denaro. Nella competizione sono permessi tre ammonimenti, assegnati a coloro che non mantengono il passo, dopodiché si procede all’eliminazione che equivale alla morte. Il vincitore della competizione è colui che rimane l’ultimo in vita.
Recensione di “The Long Walk”
Un percorso lungo, impervio, pieno di difficoltà. Questo è ciò che affrontano i concorrenti della competizione che vediamo nel film. Una prova disumana, ma il bottino finale è altissimo, in grado di cambiare la vita di una persona disperata. Perché, in effetti, partecipa a questa competizione colui che non ha niente da perdere. È una storia di ostacoli da superare simile a quella che vediamo in Squid Game, ma Stephen King la elaborò diversi anni prima. The Long Walk non si focalizza unicamente sulla competizione, ma ci dà modo di conoscere i vari personaggi che legano durante tutto il cammino. C’è chi ha un animo più sensibile, che prova ad aiutare l’altro, chi invece pensa solo a sé stesso entrando nello spirito del gioco. La varietà dei personaggi ci dà modo di apprezzare maggiormente il contesto e, inoltre, richiama all’attenzione anche coloro che non sono avvezzi a questo genere di film. Certo, bisogna avere i nervi saldi nel vedere i personaggi che piano piano faticano ad andare avanti e rischiano la loro vita. Per lo spettatore è inevitabile legarsi a loro dopo essere venuto a conoscenza delle loro backstory. Senza dubbio Ray Garraty, il protagonista, è il personaggio che ha una storia più appariscente, che viene raccontata più nel dettaglio. Sin dal principio, infatti, conosciamo la madre Ginnie che lo accompagna alla competizione. In effetti, Ray non ha grandi ambizioni, non gli interessa la fama, ma il motivo per cui vuole vincere la competizione sarà rivelato all’amico Peter durante il percorso. Ed è un motivo privato, personale, che va a toccare il suo passato.
Il legame che si crea tra Ray e Peter è sicuramente un collante del film, il quale altrimenti sarebbe solo una lunga camminata verso il traguardo, ma c’è di più. I due scoprono di avere una certa sinergia, utile per proseguire la gara e superare i pericoli. Anche se il motto della competizione è “ognuno per sé stesso”, i due ormai amici preferiscono spalleggiarsi e condividere i loro pensieri. Questo ci dà modo anche di conoscere meglio gli altri personaggi, ognuno con la sua storia, ognuno con la sua attitudine. Per esempio, capita più di una volta che Ray e Peter si scontrano con Barkovitch, un altro concorrente della Lunga marcia, il quale ha un atteggiamento antipatico e volto a mettere gli uni contro gli altri.
Come ogni storia che si rispetti troviamo un antagonista, il quale non è Barkovitch, bensì un tiranno che sappiamo avere il nome di “Il Maggiore”, colui che organizza questa crudele competizione per il divertimento del popolo, ma soprattutto per divertimento personale. Durante il film non lo vediamo spesso, preferendo godersi lo spettacolo dalla distanza, al riparo da potenziali pericoli, ma di tanto in tanto si mostra dando ordini e impartendo perle di saggezza. La Lunga marcia deve avere uno stile militaresco, infatti sono sempre presenti soldati che non solo fanno rispettare le regole, ma devono mostrare al mondo intero l’imposizione che Il Maggiore ha dato alla competizione.
Un altro aspetto rilevante del film è come le persone siano interessate alla sofferenza degli altri, come esse non provino sensibilità nel vedere gli altri patire o, peggio, morire. Sembra come che siano abituati alla violenza, andando a fare un parallelismo con la società odierna. Anche noi, nel mondo moderno, non proviamo pudore e siamo troppo avvezzi alla crudeltà. Non ci spaventa l’orrore, perché immagini di dolore estremo sono spesso e volentieri mostrate ai nostri occhi. Ed è lo stesso che succede quando ci sono spettatori lungo le strade americane. L’unica eccezione è la madre di Ray, chiaramente in pensiero per il figlio. Nel senso che se ci tocca personalmente sentiamo qualcosa nel nostro animo, in caso contrario non ci interessa. È qualcosa che riguarda altri esseri umani, andando a alimentare un senso di indifferenza.
The Long Walk è un film intenso, capace di non far mai perdere l’attenzione allo spettatore, nonostante sia un film di quasi due ore che ha una struttura abbastanza monotona. Non per questo risulta noioso, grazie alle trovate precedentemente analizzate. È un film su una lunga camminata, un percorso fatto di pericoli, ma quel che ci rimane sono le emozioni che esso ci regala grazie ai valori umani che non si disperdono del tutto. C’è dell’indifferenza, ma questa viene spodestata in alcune occasioni dal buon senso e dai legami di solidarietà.
In conclusione
The Long Walk è un film intenso, crudele, che ci porta all’interno di una competizione in cui i partecipanti danno tutto. Il film, nonostante la staticità della storia, non risulta noioso o pesante, trovando degli stratagemmi per far appassionare lo spettatore e domandarsi cosa succederà alla fine.
Note positive
- Regia
- Fotografia
- Scrittura dei personaggi e individualità espresse
Note negative
- Finale un po’ sbrigativo
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| Sceneggiatura |
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| Colonna sonora e sonoro |
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| Interpretazioni |
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| Emozione |
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SUMMARY
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4.0
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