X & Y – Nella mente di Anna (2018): la ricerca provocatoria della Odell

X & Y – Nella mente di Anna (2018): la ricerca provocatoria della Odell 1

X & Y – Nella mente di Anna

Titolo originale: X E Y

Anno: 2018

Paese: Svezia, Danimarca

Genere: Drammatico, sperimentale

Produzione: B-Reel Films, Film i väst, Sveriges television, Avenyfamiljen, Fasad produktion, Nimbus Film, Svenska Filminstitutet, Det Danske Filminstitut, Danmarks Radio

Distribuzione: Trent Film

Durata: 112 minuti

Regia: Anna Odell

Sceneggiatura: Anna Odell

Fotografia: Daniel Takács

Montaggio: Kristin Grundström, Hanna Lejonqvist

Musiche: Gustaf Berger, Markus Hasselblom, Stefan Levin

Attori: Anna Odell, Mikael Persbrandt, Trine Dyrholm, Thure Lindhardt, Shanti Roney, Vera Vitali, Jens Albinus, Sofie Gråbøl

Trailer italiano di X e Y

É uscito il 24 giugno 2021 il film provocazione della controversa artista svedese Anna Odell. Il suo obiettivo con la realizzazione di questa opera è mettere in discussione il rapporto tra i due sessi attraverso un esperimento sociale dalle tinte forti e molto particolari, scrutare le dinamiche di genere, provando a immergersi nell’altro fino a provare ciò che sente, soprattutto nell’atto più primitivo e semplice di sempre: il sesso.

Trama di X & Y – Nella mente di Anna

Anna Odell è la protagonista assieme all’attore Mikael Persbrandt. L’uomo si presta a realizzare l’opera della Odell rilevando un certo genio nella sua idea, almeno in fase iniziale. Il set è costruito in un teatro di posa che ricorda Dogville di Lars Von Trier a cui indubbiamente la Odell si è ispirata. La sceneggiatura si costruirà nel tempo attraverso la relazione tra la Odell e Presbrant, scelto per le sue qualità di sciupafemmine e maschio alfa, ma non solo. L’interazione avverrà tra i due ed altri 7 attori di livello, Trine, Jens, Vera, Shanti, Sofie e Thure, che vivranno con loro h24, fisicamente nello stesso letto, interpretando i loro alter ego, o meglio le sfaccettature del loro carattere che li rendono fragili, sfacciati, paurosi, prepotenti. Ognuno di loro reagirà a suo modo agli avvenimenti e quando lo faranno sarà come vedere le reazioni di Anna e Mikael. Anche i produttori e le maestranze principali hanno una parte nel film. Non si esce mai dal personaggio, si interpreta sempre una parte, o forse no?

Recensione di X & Y – Nella mente di Anna

Il gioco ha inizio ed ecco subito la mescolanza dei piani narrativi, non riusciamo più a capire quando si tratti di finzione e quando di realtà, sono tutti alla ricerca di qualcosa che Anna inserirà in un copione che di fatto sembra non arrivare mai, mentre comunque tutto viene ripreso e documentato. Attenzione però, non siamo di fronte a un reportage, ma a un vero e proprio film. Le inquadrature sono studiate, la luce perfetta, gli attori in sinergia. Quando Mikael e Anna si trovano di fronte ai loro alter ego che rappresentano i lati del carattere da cui cercano di fuggire spesso, fanno fatica ad entrarci in sintonia, li rifiutano o li compatiscono, sembra che ne prendano quasi le distanze.

É opportuno parlare di linguaggio metatestuale, raccontare la realtà del lavoro di ricerca che precede un film girando un film! Anna e Mikael rappresentano gli archetipi della “donna pazza” e del “maschio alfa”, che di fatto sono molto di più. I loro alter ego lo rappresentano bene. La Odell è reduce da un altro suo film che pure a suo tempo fece discutere “The Reunion”, in cui la regista già studiava le dinamiche interpersonali a una riunione tra vecchi compagni di scuola. La ricerca è alla base anche di questo film per quanto a volte possa apparire incomprensibile.

Quando faccio un film” – spiega la regista Anna Odell – “voglio scoprire qualcosa della nostra realtà. Voglio andare a svelare le verità delle altre persone – non solo la mia – ed essere il più libera possibile di scoprire come pensano gli altri. La caratteristica che accomuna i film ‘The Reunion’ e ‘X & Y – Nella mente di Anna’  è il mio modo di indagare certi temi, ma stavolta mi sono concessa di scherzare di più.

Anna Odell in un intervista su XeY

Sulla scorta di queste riflessioni, la Odell dice di aver rilevato in Mikael i suoi stessi problemi derivanti dal rapporto con il padre, interessante vedere come lo affrontano in punto di morte i vari alter ego e come Mikael risulti infastidito da questo approfondimento, dando di fatto ragione ad Anna. Interessante anche ciò che emerge dai colloqui con lo psicologo personale dei protagonisti principali, come ad esempio il fatto che il “maschio alfa” soffra di ansia da prestazione verso le aspettative di Anna e vuole che gli venga riconosciuta la sua parte sensibile.

Ogni tanto ho forti dubbi su quello che stiamo facendo.

Citazione di Trine in X eY

La Odell non è di certo nuova a queste provocazioni, basti pensare che il suo saggio di diploma alla scuola d’arte svedese a suo tempo fece scalpore: una performance provocatoria in uno spazio pubblico, in cui Anna Odell aveva organizzato un attacco psicotico sul ponte di Stoccolma ed è stata portata dalla polizia in un ospedale psichiatrico e trattata come paziente.

Alla fine del film le dinamiche interpersonali hanno ormai preso il sopravvento sulle aspettative di Anna che da artista apprezzata e onorata, finisce per essere considerata una pazza incompresa, tornando di fatto al preconcetto iniziale con cui si era classificata e in questo continuo fluire di performance che fagocita la realtà diventando essa stessa la realtà, ci lascia con un dubbio, Anna ha davvero avuto un figlio d’arte?

Note positive

  • Avvincente
  • Controverso
  • Interessante

Note negative

  • Confuso in alcuni punti

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