Il convegno (2023). Uno slasher in piena regola

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Locandina de Il convegno

Il convegno

Titolo originale: Konferensen

Anno: 2023

Nazione: Svezia

Genere: Commedia, Horror

Casa di produzione: SF Studios

Distribuzione italiana: Netflix

Durata: 100 minuti

Regia: Patrik Eklund

Sceneggiatura: Patrik Eklund, Thomas Moldestad, Mats Strandberg

Fotografia: Simon Rudholm

Montaggio: Robert Krantz

Musiche: Andreas Tengblad

Attori: Adam Lundgren, Maria Sid, Claes Hartelius, Katia Winter, Christoffer Nordenrot, Cecilia Nilsson, Eva Melander, Marie Agerhäll, Amed Bozan, Robert Follin, Martin Lagos, Jimmy Lindström, Bahar Pars

Trailer de Il convegno

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Il numero 13 è considerato particolarmente sfortunato nella cultura occidentale, una credenza che ha radici in vari miti e tradizioni. Nella mitologia norrena, la maledizione del 13 ha origine dal mito di Loki, il dio truffaldino che non era stato invitato a una cena di 12 dei nel Valhalla. Loki si presentò come il tredicesimo ospite, portando sfortuna: fece uccidere Baldr con una freccia dalla punta di vischio, portando l’oscurità sulla Terra. Nella tradizione cristiana, il 13 è associato all’Ultima Cena di Gesù, dove al cenacolo erano presenti 13 persone il giorno 13 di nisan, il Giovedì Santo, la sera prima della sua morte il Venerdì Santo. La paura del Venerdì 13 potrebbe anche derivare da eventi storici come la cattura dei Cavalieri Templari il Venerdì 13 ottobre 1307, ordinata dal re di Francia Filippo IV il Bello. Questa data nefasta è stata anche utilizzata nella letteratura e nel cinema dell’orrore, come nella saga “Venerdì 13” (Friday the 13th), che presenta il personaggio di Jason Voorhees. In questa tradizione di sfortuna legata al numero 13 e al Venerdì 13, Netflix ha rilasciato il film “Il Convegno” il 13 ottobre 2023. Questo lungometraggio svedese di genere slasher, diretto da Patrick Eklund e basato sull’omonimo romanzo di Mats Strandberg, attinge all’immaginario della maledizione del “Venerdì 13”, portando “il brivido della superstizione” nelle case degli spettatori.

Trama de Il convegno

Un gruppo di dipendenti municipali si trova di fronte a un progetto importante: costruire e aprire un centro commerciale nella cittadina di Kolarangen, con l’intenzione di creare anche un nuovo villaggio all’avanguardia nei dintorni del grande magazzino, basato su valori come sicurezza e armonia. Tuttavia, il piano edilizio non è privo di controversie: pochi degli abitanti del luogo sono favorevoli alla creazione del centro e la maggior parte delle persone non vede l’ora di boicottarlo. Il progetto è guidato dalla manager Ingela (Maria Sid-Achrén) e dal leader Jonas (Adam Lundgren), colui che ha reso tutto possibile. Due giorni prima dell’inizio dei lavori di costruzione del centro commerciale, il gruppo si reca in un villaggio vacanze (l’unico che li ha accettati) sulle rive del lago Kolarsjön per un weekend di attività di gruppo, al fine di creare un team unito ed efficiente.

Il gruppo è composto da persone eterogenee, sia per personalità che per età: Eva (Eva Melander), Kaj (Christoffer Nordenrot), Torbjorn (Claes Hartelius), Nadja (Bahar Pars) e Lina (Katia Winter). Lina, dopo un periodo di malattia da stress, è tornata nel gruppo, ma al suo arrivo percepisce che qualcosa non va e sospetta che Jonas possa essere un truffatore. Durante le attività di gruppo, i problemi tra i partecipanti emergono sempre di più, creando una tensione emotiva, soprattutto tra Lina, Jonas e Ingela. La situazione peggiora ulteriormente quando nel villaggio vacanze appare una figura inquietante, che comincia a uccidere tutte le persone presenti, iniziando dallo staff e procedendo con il gruppo. Chi riuscirà a salvarsi?

The Conference. (L to R) Christoffer Nordenrot as Kaj, Claes Hartelius as Torbjörn, Cecilia Nilsson as Anette, Bahar Pars as Nadja, Amed Bozan as Amir, Eva Melander as Eva, Adam Lundgren as Jonas, Katia Winter as Lina a
The Conference. (L to R) Christoffer Nordenrot as Kaj, Claes Hartelius as Torbjörn, Cecilia Nilsson as Anette, Bahar Pars as Nadja, Amed Bozan as Amir, Eva Melander as Eva, Adam Lundgren as Jonas, Katia Winter as Lina a

Recensione de Il convegno

Il film “Il Convegno” offre una dose sana di intrattenimento nel tipico stile slasher, perfetto per una serata durante il mese di Halloween. Si ispira chiaramente a classici del genere come la saga di Jason Voorhees in “Venerdì 13”, Ghostface di “Scream“, Leatherface di “Non aprite quella porta” e il killer mascherato di “Auguri per la tua morte”. Tuttavia, non porta nulla di veramente innovativo e manca di riprodurre l’angoscia e la tensione che caratterizzano i film slasher più iconici, specialmente quelli delle prime uscite.

A livello di design e idee, il film aveva il potenziale per spaventare profondamente gli spettatori. La costruzione della maschera e del costume è affascinante, rappresentando una sorta di boscaiolo macabro e folle. Sebbene la maschera fosse inizialmente pensata per diventare la mascotte del centro commerciale, il killer la trova e la indossa, trasformandola in un simbolo omicida. Interessante denotare il modo in cui è stato scritto il killer, più come una presenza alla Ghostface che non appartenente a una reale identità. Il killer non possiede nessun tipo di “personalità”, diventando, nel corso del lungometraggio, un’unica entità con la maschera che indossa. La maschera del serial killer in “Il Convegno” è indubbiamente accattivante, creando un’aura di mistero intorno all’identità del assassino. Tuttavia, la messa in scena degli omicidi non riesce a creare il senso di angoscia e tensione che ci si aspetterebbe in un film del genere. Nonostante alcune scene possano risultare fastidiose, manca l’impatto viscerale che avrebbe potuto far storcere lo stomaco agli spettatori, considerando il potenziale narrativo presente. La causa principale di questa mancanza di tensione risiede nella regia, che, sebbene competente, non riesce a sollevare la storia a un livello più elevato. Le uccisioni avrebbero potuto essere presentate in modo più raccapricciante, ma la mancanza di intensità visiva limita l’impatto emotivo delle scene.

La scrittura è un’altra area in cui il film pecca. Sebbene la sceneggiatura sia interessante, manca di profondità e resta troppo in superficie. Non esplora adeguatamente le tematiche narrative, come il lavoro, l’armonia di gruppo e i problemi ambientali. Inoltre, la caratterizzazione dei personaggi, specialmente quella della protagonista Lina, interpretata abilmente da Katia Winter, è superficiale. Il background e i problemi psicologici di Lina non vengono mai sviluppati in modo soddisfacente, rendendo difficile per il pubblico provare empatia nei suoi confronti. Senza empatia, manca anche l’ansia che dovrebbe derivare dalle sue situazioni, dato dal fatto che noi non temiamo mai per la sua sorta. Il personaggio di Lina per certi versi tenta d’immettere il racconto entro il genere del revenge movie visto che il personaggio all’apparenza più debole deve trovare la forza per sopravvivere alla follia omicida del momento. Anche gli altri personaggi risultano stereotipati e privi di profondità, specialmente Jonas. Tuttavia, nonostante questi difetti, il film intrattiene grazie a un ritmo narrativo efficace e alla potenza visiva della maschera. La vena ironica e da commedia, immessa dentro il lungometraggio, funziona bene all’inizio del film, ma nel corso della pellicola, sembra che il film oscilli troppo tra l’horror e l’umorismo (quasi da parodia del genere) senza trovare una direzione chiara e netta. Nonostante tutto, il film rimane sopra la media grazie a questi elementi, ma non riesce a raggiungere il potenziale che avrebbe potuto offrire con una regia più intensa e una scrittura più approfondita.

Il cattivo de Il Convegno
Il cattivo de Il Convegno

In conclusione

“Il Convegno” si presenta come un omaggio al genere slasher, attingendo da iconici film come “Venerdì 13” e “Scream”. Tuttavia, manca di innovazione e non riesce a catturare l’angoscia e la tensione dei suoi predecessori. La maschera del killer, inizialmente intrigante, perde la sua forza simbolica nel corso del film, e la mancanza di profondità nella scrittura dei personaggi, specialmente nel caso di Lina, impedisce agli spettatori di provare empatia. Sebbene ci siano momenti ironici da parodia del genere ben inseriti e un ritmo narrativo efficace, il film oscilla tra l’horror e il tono ironico senza raggiungere pienamente né l’uno né l’altro.

Note Positive:

  • Omaggio al genere slasher con riferimenti a film iconici.
  • Maschera del killer intrigante e misteriosa all’inizio del film.
  • Momenti comici e ritmo narrativo efficace.

Note Negative:

  • Mancanza di innovazione e originalità nel genere slasher.
  • Assenza di tensione e angoscia durante le scene di omicidio.
  • Superficialità nella scrittura dei personaggi, con particolare attenzione a Lina, impedendo agli spettatori di provare empatia.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 885

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