Il Primo Giorno della Mia Vita (2023): quando il dolore non lascia altra scelta

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Trailer de Il Primo Giorno della Mia Vita

Il Primo Giorno della Mia Vita, il nuovo film scritto e diretto da Paolo Genovese, esce al cinema il 26 gennaio. Prodotto da Lotus Production e Medusa Film, distribuito da Medusa Film, il progetto vede un cast artistico di altro livello: Toni Servillo, Margherita Buy, Valerio Mastandrea, Sara Serraiocco, Gabriele Cristini, Giorgio Tirabassi, Vittoria Puccini, Elena Lietti e Lino Guanciale.

Tratto dall’omonimo romanzo di Genovese del 2018 edito da Einaudi, Il Primo Giorno della Mia Vita racconta una storia di vita e di morte, che intende riflettere sulle scelte drastiche, quando il mondo là fuori fa troppa paura per trovare qualcosa per cui lottare.

Trama de Il Primo Giorno della Mia Vita

Un uomo misterioso si presenta a quattro persone che hanno toccato il fondo e vogliono farla finita per proporre loro un patto: una settimana di tempo per farle rinnamorare della vita. Il suo intento è quello di offrire la possibilità di scoprire come potrebbe essere il mondo senza di loro e aiutarle a trovare un nuovo senso alle proprie esistenze. Una storia sulla forza di ricominciare quando tutto intorno sembra crollare.

Fotogramma de Il Primo Giorno della Mia Vita (2023)
Fotogramma de Il Primo Giorno della Mia Vita (2023)

Recensione di Il Primo Giorno della Mia Vita

Cosa spinge una persona a una scelta così estrema come togliersi la vita? Serve davvero un motivo eclatante per arrivare a un malessere così profondo tale da non sostenere l’esistenza su questo mondo?

Il Primo Giorno della Mia Vita mostra senza troppi filtri quanto si possa scendere in basso e quanto la disperazione non lasci molta scelta. Paura, dolore, tristezza: tutti sintomi di una profonda depressione che – se non trattata o minimizzata – porta a decisioni sofferte e definitive. Nel film vengono trattati quattro esempi ben diversi tra loro ma che hanno generato comunque lo stesso risultato: Napoleone, Arianna, Emilia e Daniele hanno deciso nella stessa sera di togliersi la vita. Una donna che ha perso la giovane figlia in un modo ingiusto e impensabile, una ragazza nel fiore della vita con una tragedia alle spalle a cui aggrapparsi, un bambino sfruttato e bullizzato e infine un uomo senza problemi apparenti ma con mostri interni a cui neanche lui sa dare un nome. È proprio questo che un film come Il Primo Giorno della Mia Vita vuole mettere in luce: il tormento può avere un motivo oggettivo e tangibile ma può essere anche innato e per questo non è meno grave. Il personaggio di Valerio Mastandrea, Napoleone, infatti è colui che porta questo fardello tutto il tempo.

Ottime interpretazioni per un gruppo sulla carta sconclusionato ma in realtà ben assortito e che riesce a tirare il meglio l’uno dall’altro: la coppia Servillo/Mastandrea ha quel “non so che” che permette a due grandi attori di star vicino senza che uno scavalchi l’altro perché è insieme che rendono il loro lato migliore.

Genovese decide di cavalcare l’onda dei sentimenti, delle paure e delle frustrazioni iniziato con Perfetti Sconosciuti – film dei record – proseguito in maniera più lirica con The Place poi Supereroi che inizia a indagare la morte sino ad arrivare ora con Il Primo Giorno della Mia Vita che sembra un po’ chiudere un cerchio.

Il Primo Giorno della Mia Vita (2023)
Il Primo Giorno della Mia Vita (2023)

In conclusione

Una regia mai sopra le righe, che delicatamente accompagna lo spettatore per immergersi in un contesto difficile e doloroso ma pieno di significato. Questa organicità delle emozioni fa trascorrere il tempo in un lampo, tra grandi verità, silenzi, gioie, prese di coscienza. Ancora una volta un film che riflette in maniera efficace sul significato della vita.

Usciti dalla sala si ha la sensazione di voler abbracciare tutti, per sentire che non siamo soli, che la sofferenza appartiene a tutti anche se in maniera diversa.

Note positive

  • Interpretazioni
  • Scrittura dei personaggi
  • Emozione

Note negative

  • /
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Oriana Apuzzo
Oriana Apuzzo

Due sono le caratteristiche che mi contraddistinguono: l'erre moscia e la passione per il cinema. Sono laureata al DAMS di Roma Tre, indirizzo Cinema Televisione e Nuovi Media ma mi sono avvicinata alla Settima Arte sin da bambina, quando vedevo e rivedevo film che mi erano piaciuti per cercare una sfumatura, un particolare che mi era sfuggito. Il cinema è "il mio tesssoro".

Articoli: 33

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