La caduta della casa degli Usher (2023). L’amore di Mike Flanagan per Edgar Allan Poe

Recensione, trama e cast de “La caduta della casa degli Usher” (2023), una storia di eredità, male e follia che esplora le tenebre dell’animo umano.
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Trailer de La caduta della casa degli Usher

Informazioni sulla serie e dove vederla in streaming

La serie “La Caduta della Casa degli Usher” è l’ultima miniserie realizzata per Netflix del regista Mike Flanagan, noto per le sue precedenti opere come “Hill House” (2018), “The Haunting of Bly Manor” (2020) e “Midnight Mass” (2021). Ispirata ai racconti dell’autore del XIX secolo Edgar Allan Poe, principalmente al racconto breve del 1839 intitolato “The Fall of the House of Usher“, originariamente pubblicato sulla rivista The Graham’s Lady and Gentleman’s Magazine e successivamente incluso nella raccolta “Racconti del grottesco e dell’arabesco” nel 1840, la serie si focalizza sulla storia di Roderick Usher, un ambizioso amministratore delegato di una multinazionale farmaceutica corrotta, e sua sorella Madeline Usher, dotata e determinata direttrice operativa dell’azienda. La miniserie esplora gli eventi che portarono alla tragica fine dei sei figli di Roderick, un mistero che si intreccia con oscure forze e oscuri segreti familiari. Il cast eclettico è guidato da Carla Gugino, che interpreta una misteriosa figura che affligge gli Usher, mentre Bruce Greenwood assume il ruolo dell’anziano Roderick.

La serie ha fatto il suo debutto mondiale presentando in anteprima i suoi primi due episodi al Fantastic Fest nel settembre 2023, prima di essere distribuita su Netflix con tutti gli otto episodi il 12 ottobre 2023. La regia è stata condivisa tra Flanagan e Michael Fimognari, quest’ultimo coinvolto anche come direttore della fotografia per l’intera serie, garantendo uno sguardo visivo unico e coinvolgente.

Trama de La caduta della casa degli Usher

Nel novembre del 2023, Roderick User, il potente e influente CEO della corrotta azienda farmaceutica Fortunato Pharmaceuticals, è stato colpito da una serie di tragedie inimmaginabili. In un breve lasso temporale, ha perso tutti i suoi figli, segnando il tragico e repentino declino della sua progenie. Frederick, Tamerlane, Victorine, Napoleon, Camille e Prospero sono venuti a mancare nel corso di soli quattordici giorni, lasciando un’ombra di dolore e mistero dietro di sé. In seguito ai funerali, visibilmente provato e sconvolto, Roderick invita Auguste Dupin, assistente procuratore degli Stati Uniti, nella sua vecchia dimora d’infanzia, un’abitazione da tempo abbandonata e avvolta nel mistero. È qui che un Roderick, tormentato e affranto, inizia a rivelare oscuri segreti e intricati intrecci familiari a Dupin, il quale si trova di fronte al compito arduo di discernere la verità dietro le parole di un uomo segnato dalla perdita e da una malattia che lo conduce verso un delirio disperato. Il racconto si dipana dalla gloriosa ascesa della casata degli Usher alla sua caduta, lasciando trapelare segreti oscuri e terribili. Che cosa è realmente successo ai discendenti della casata?

La caduta della casa degli Usher. Carla Gugino as Verna in 1x02 Cr. Eike SchroterNetflix © 2023
La caduta della casa degli Usher. Carla Gugino as Verna in 1×02 Cr. Eike SchroterNetflix © 2023

Recensione de La caduta della casa degli Usher

La serie “La caduta della casa degli Usher” segna una svolta nella carriera seriale di Mike Flanagan, concludendo la sua fruttuosa collaborazione con Netflix, iniziata nel 2017 con il film “Il gioco di Gerald“, e dirigendosi verso una nuova avventura artistica con Prime Video. I progetti realizzati per Netflix dall’autore, regista e sceneggiatore mantengono un legame tematico comune, evidenziando un’affinità nel reinterpretare testi letterari classici, rielaborandoli e adattandoli per creare storie che si appoggiano sui capisaldi della letteratura, pur distinguendosi dalla loro incarnazione originale, espandendoli in un ottica attualistica e di svecchiamento narrativo, concettuale e visivo.

Se “Midnight Mass” si basa su un’originale storia concettuale ispirata a versi biblici, le antologiche “The Haunting” e “The Midnight Club” offrono reinterpretazioni di celebri testi dell’orrore letterario. “La caduta della casa degli Usher” si inserisce perfettamente in questo schema, poiché attinge in modo deliberato ed accurato agli elementi narrativi dell’autore statunitense Edgar Allan Poe, vissuto tra il 1809 e il 1849. A differenza delle produzioni precedenti, Flanagan non si limita a trarre ispirazione da un singolo racconto di Poe per la trama della serie. Al contrario, costruisce le situazioni, i personaggi e gli eventi horror sfruttando l’ampio bagaglio narrativo dell’autore, che comprende racconti, romanzi e poesie, ricchi di atmosfere grottesche e oscuramente suggestive.

La serie si immerge nelle opere di Poe con un’accuratezza straordinaria, adottando titoli di episodi che si collegano direttamente ai suoi celebri racconti e poesie. Tra i richiami troviamo “La maschera della morte rossa” (1842), “I delitti della Rue Morgue” (1841), “Il gatto nero” (1843), “Il cuore rivelatore” (1843), “Lo scarabeo d’oro” (1843) e “Il pozzo e il pendolo” (1842), oltre alla poesia “Il corvo” (1845). Flanagan trae ispirazione da queste opere, utilizzando i loro elementi per caratterizzare ogni figlio della famiglia Usher, assegnando loro le morti descritte da Poe in chiave attualistica. Ad esempio, “La maschera della morte rossa” sia nella versione cartacea che visiva, vede protagonista Prospero, uno dei discendenti degli Usher, e la sua morte nella serie riflette, in modo attualizzato, quella della sua controparte cartacea. Questo modello si ripete per ciascun figlio del magnate farmaceutico, con ogni episodio dedicato a un singolo discendente, ad eccezzione della prima puntata. Altri richiami includono la presenza del detective Auguste Dupin nel racconto “I delitti della Rue Morgue“, il nome “Lenore“, presente in varie poesie di Poe, e il riferimento a “Storia di Arthur Gordon Pym” attraverso la reinterpretazione del personaggio di Arthur Gordon Pym, qui rappresentato come un avvocato degli Usher. Questo personaggio, interpretato in modo magistrale da Mark Hamill, offrendo forse una delle migliori performance attoriali della carriera di Hamill.

Il punto di partenza della miniserie è senza dubbio, però, il celebre racconto dell’orrore “The Fall of the House of Usher”, che costituisce il fondamento dell’intera narrazione. Qui, Roderick Usher invita “lo straniero” (qui nei panni di C. Auguste Dupin) nella sua antica dimora. Sebbene la serie presenti una trama drammatica e ambienti che richiamano l’idea di “casa infestata”, sono pochi gli elementi in comune tra la versione seriale e il racconto originale del 1839. Flanagan attinge solo alcuni dettagli, reinterpretando la storia in chiave contemporanea e ridefinendo i personaggi. La storia originale di Poe segue un narratore senza nome invitato da Roderick Usher nella sua casa decadente. La tenuta degli Usher, un luogo cupo e malinconico, simboleggia il declino della famiglia stessa. Roderick è tormentato da malattie misteriose e dalla paura di una maledizione sulla sua famiglia. Durante la visita, la sorella di Roderick, Madeline, viene erroneamente sepolta viva nelle catacombe della casa. Dopo essersi liberata dalla tomba, irrompe nella stanza in cui si trovano il narratore e il fratello. Madeline muore poco dopo, e Roderick, sconvolto, confessa di aver seppellito viva la sorella e rivela che ora sono entrambi condannati. La storia culmina con il crollo della casa degli Usher mentre il narratore fugge, lasciando il destino dei fratelli incerto. Il racconto è permeato da un senso di inquietudine e decadimento, offrendo un’analisi profonda delle forze oscure e distruttive che agiscono all’interno delle dinamiche familiari. Questo tema dell’oscurità interiore e della distruzione delle relazioni familiari rappresenta il fulcro della narrazione originale di Poe.

Tra nuovi temi e vecchie tematiche di Flanagan

Flanagan, come nelle sue altre serie horror prodotte per Netflix, esplora nuovamente il concetto di “casa infestata”, ma questa volta lo sviluppa in un modo diverso, più concentrato sulla “maledizione” che affligge la stirpe piuttosto che sull’edificio in sé. Come nelle serie precedenti, come “Hill House”, l’autore pone al centro della narrazione un edificio e una famiglia disfunzionale, che si erge a fulcro narrativo degli eventi. La trama esplora i problemi e l’oscurità che circondano i membri di questa famiglia, ponendo in primo piano un profondo interrogativo sul significato della vera ricchezza: è qualcosa di materiale o emotivo? La risposta a questa domanda si trova nel dialogo tra Auguste Dupin e Roderick Usher.

La “La Caduta della Casa degli Usher” offre uno sguardo approfondito sulla famiglia Usher mostrataci come una casata pur potente e ricca, che si trova in una condizione di rovina morale. Nonostante la loro posizione sociale e le ricchezze materiali, i figli di Roderick Usher vivono una realtà distorta, caratterizzata da mancanza di gioia e profonda disperazione e assenza di empatia. Questa mancanza di felicità diventa ancor più evidente se confrontata con la vita di Frederick, l’unico membro della famiglia che sembra aver trovato una qualche forma di contentezza, fino a un certo punto però. L’analisi dell’autore su cosa significhi essere “veramente” ricchi non riguarda solo i beni materiali, ma sottolinea l’importanza dell’equilibrio emotivo e spirituale. La ricchezza non è solamente legata ai possedimenti o al prestigio sociale, ma al benessere interiore. Flanagan, attraverso questa narrazione, solleva interrogativi profondi sulla natura stessa della felicità e del successo. Si tratta di un’esplorazione delle dimensioni più intime della prosperità umana, indicando che l’abbondanza materiale da sola non garantisce una vita soddisfacente o appagante. Il contrasto tra la ricchezza esteriore e la povertà interiore tra i membri della famiglia Usher evidenzia la disconnessione tra possedere ricchezza materiale e godere di felicità autentica. Ciò stimola spettatori e personaggi a riflettere su quali siano le vere fonti di contentezza e realizzazione nell’esistenza umana.

La miniserie di Mike Flanagan, ambientata all’interno della potente azienda farmaceutica “Fortunato”, mette in evidenza un tema centrale: l’avidità e l’indifferenza delle grandi corporazioni nei confronti della salute e del benessere delle persone. La narrazione svela una famiglia apparentemente distante dal coinvolgimento diretto, ma che, in realtà, è macchiata di azioni che vanno dalla manipolazione al traffico di farmaci, portando alla luce una verità spietata e oscura: la distribuzione di medicinali come il Ligodone, che, pur alleviando il dolore, genera una dipendenza pericolosa e mortale. La rappresentazione del mondo farmaceutico in “La Caduta della Casa degli Usher” non è lusinghiera, mostrando imprenditori disposti a sacrificare la salute dei consumatori pur di ottenere profitti. La serie si pone come uno specchio riflettente sulla società contemporanea, evidenziando il conflitto tra il perseguimento del lucro e il benessere delle persone, un tema ancora più attuale considerando il contesto post-pandemico e le tensioni legate alle campagne vaccinali. È innegabile il riflesso critico verso il sistema delle grandi aziende farmaceutiche come Pfizer e Moderna, evidenziando come alcuni operatori del settore possano priorizzare il guadagno personale sulla sicurezza e la salute dei consumatori.

La casa infestata de La caduta della casa degli Usher. Cr. Eike SchroterNetflix © 2023
La casa infestata de La caduta della casa degli Usher. Cr. Eike SchroterNetflix © 2023

Alcuni problemi di sceneggiatura

La serie, nonostante la sua trama intrigante e l’atmosfera tesa e oscura, potrebbe mancare di un elemento cruciale per un’opera horror: il fattore spavento. Mentre si immerge in temi inquietanti e affronta questioni etiche rilevanti, potrebbe mancare quel colpo di scena o quell’intenso senso di terrore che caratterizza molte produzioni del genere. Una delle ragioni di ciò potrebbe essere la struttura narrativa che si snoda tra passato e presente. Sebbene questo approccio offra un’analisi approfondita dei personaggi e delle loro vicende, il costante alternarsi temporale potrebbe rendere la trama più prevedibile. Il continuo susseguirsi di flashback o racconti sul passato potrebbe diluire l’impatto delle rivelazioni, facendo sì che il pubblico possa anticipare alcuni sviluppi della storia. Inoltre, l’ambientazione nel 2023 con un uomo che racconta frammenti della sua vita potrebbe, in qualche modo, fornire un’idea precoce dei risvolti della trama. L’elemento della narrazione dall’interno potrebbe diminuire l’effetto sorpresa, poiché alcune informazioni vengono divulgate direttamente dal protagonista stesso, riducendo così la suspense o l’elemento di inaspettato. La serie pur presentando una storia complessa e coinvolgente, potrebbe peccare nella capacità di generare paura e sorpresa, principalmente a causa della struttura narrativa che potrebbe rendere alcuni eventi più prevedibili, limitando l’impatto emotivo che spesso caratterizza le opere del genere horror.

In conclusione

“La caduta della casa degli Usher” rappresenta la chiusura simbolica della collaborazione di Mike Flanagan con Netflix, offrendo una serie che attinge profondamente al repertorio letterario di Edgar Allan Poe. Sebbene mantenga un legame concettuale con i testi originali, la serie si discosta notevolmente dalla versione cartacea, fondendo abilmente elementi narrativi provenienti da diversi racconti dell’autore. I titoli degli episodi evidenziano il costante richiamo alla letteratura di Poe, ma la serie non riesce a spaventare in modo significativo e talvolta la trama risulta prevedibile, specialmente nel costante andare avanti e indietro nel tempo tra il 2023 e il passato, svelando e rendendo troppo prevedibili alcuni momenti cruciali della storia dei personaggi.

Note positive:

  • Abile fusione di elementi narrativi provenienti da diversi racconti di Poe
  • Approccio critico al mondo delle aziende farmaceutiche, riflesso attuale dopo l’esperienza post-pandemica

Note negative:

  • Mancanza di effettivi momenti spaventosi, nonostante il contesto horror
  • Narrazione a tratti prevedibile, specialmente nel continuo alternarsi tra il 2023 e il passato dei personaggi
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 929

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