Shahmaran – prima stagione (2023): gli uomini non sono padroni della Terra

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Locandina di Shahmaran

Shahmaran

Titolo originale: Shahmaran

Anno: 2023

Paese: Turchia

Genere: fantastica, mistero

Casa di Produzione: Tims & B Productions

Distribuzione italiana: Netflix

Ideatore: Pınar Bulut

Stagione: 1

Puntate: 8

Regia: Umur Turagay

Sceneggiatura: Pinar Bulut

Fotografia: Yon Thomas

Montaggio: –

Musica: –

Attori: Serenay Sarikaya, Burak Deniz, Mert Ramazan Demir, Ebru Özkan, Mustafa Ugurlu, Mahir Günsiray, Nil Sude Albayrak, Berfu Halisdemir, Mehmet Bilge Aslan, Elif Nur Kerkük, Nilay Erdönmez, Ayşe Lebriz Berkem, Ece Ertez

Trailer della prima stagione di Shahmaran

La Turchia e la sua mitologia si fondono insieme e prendono vita nella serie Netflix Shahmaran, creata da Umur Turagay che ci conduce dentro otto puntate dal sapore fantasy leggendario con una venatura marcatamente mystery. Affidata a un cast di prim’ordine: la giovane attrice classe ’92 Serenay Sarıkaya, nei panni della protagonista Sahsu e Burak Deniz, conosciuto in Italia per la sua partecipazione nella serie Disney Plus “Le fate ignoranti”. La serie televisiva turca è disponibile sulla piattaforma on demand dal 20 gennaio 2023.

Trama di Shahmaran

Tempo dopo la morte della madre, la giovane Sahsu deve recarsi ad Adana per una docenza semestrale. Ad Adana però vive anche suo nonno, un uomo che non ha mai conosciuto e che, una notte, ha deciso di abbandonare, senza nessuna spiegazione, sua figlia, quando ancora era una bambina, creando una profonda frattura nella psiche della madre di Sahsu, una donna, che in seguito, ha iniziato a soffrire di problemi mentali e di sonnambulismo. La ragazza, essendo dovuta recarsi proprio in quella città turca, non esita a far visita al suo anziano parente, per informarlo della morte della madre e per cercare di comprendere il motivo delle sue azioni: perché ha abbandonato sua figlia? Perché non l’ha più voluta vedere? Perché è scappato da tutti e da tutto? Al fine di portare a galla la verità e per ricercare un contatto con l’unica persona a lei legata di sangue, Sahsu decide di trasferirsi a vivere in casa dell’uomo, un’abitazione isolata e che confina con una strana famiglia, che crede in una profezia e che ritiene Sahsu un tassello fondamentale per la sua attuazione. Difatti, come la rivelazione asserisce, Maran e la ragazza d’Istanbul, pur contro il loro volere e le varie resistenze reciproche, entreranno sempre di più in contatto, come se la loro unione fosse obbligata dal destino.  

Fotogramma di Shahmaran Ep. 1x04
Fotogramma di Shahmaran Ep. 1×04

Recensione di Shahmaran

È dall’origine del mondo che l’umanità tradisce ciò che ama. E noi stiamo a guardare. In attesa che tu capisca. Perché il mondo non è tuo, umano. Perlomeno, non solo tuo. Migliaia di anni fa lo Scià dei serpenti disse: “Tu, umano! Non amarmi mai!”. Ma l’umano non ascoltò.  Si innamorò di Shahmaran e la fece innamorare di sé. E poi uccise il suo amore. Rimase solo la morsa del suo senso di colpa, il suo rimorso infinito. E una serie di domande senza risposta: Il mondo prospera senza l’uomo? L’umanità non fa che distruggere e tradire? O c’è qualche speranza per noi? Abbiamo commesso un errore. Poi ce ne siamo dimenticati. Ma alcuni di noi lo sentono ancora. Perciò non appartengono a questo mondo, sono degli estranei. Ciò che provano è “il dolore del mondo”

In Iran, nell’Anatolia, negli altopiani armeni, in Iraq e nel mondo curdo e turco esiste una leggenda folkloristica denominata Shahmaran, lemma che deriva dal nome composto Şah-ı Meran, significante scià dei serpenti nella lingua persiana. La storia mitologica narra di un uomo di nome Camasb, che un giorno, nel tentativo di rubare del miele da un albero, insieme a degli amici, cade dentro una grotta. Nessuno dei suoi compagni d’avventura però lo aiutarono a uscire da quella caverna e così l’uomo rimase bloccate al suo interno. Non potendo uscire dalla fessura in cui è entrato, Camasb decide di esplorare la grotta e durante la sua perlustrazione del luogo trova un misterioso passaggio per una camera fatata, un luogo che assomiglia a un giardino incantato in cui un essere metà serpente e metà donna, di nome Shahmaran, vive in armonia con migliaia di serpenti color bianco. Tra i due, l’uomo e la Mar (la donna serpente), nasce un profondo amore che li renderà felici per anni, anni in cui Shahmaran insegnerà all’amato delle straordinarie medicine ed erbe magiche alquanto miracolose. Dopo molto tempo però Camasb sente la necessità di tornare alla luce e così decide di lasciare la propria amata e di far ritorno sulla Terra, promettendo però che non rivelerà a nessuno della sua esistenza e di quel posto incantato. L’uomo però tradirà l’amata rivelando la sua esistenza al re della città di Tarso, quando il visir si amala. Questo evento causerà la morte della donna per mano di Camasb, dando vita a un profondo tradimento tra Mar e umani, coloro che hanno infranto le loro promesse. Proprio sul tradimento di Camasb viene eretta la serie, che prende spunto dalla diatriba che questo evento, la morte di Shahmaran causerà nel mondo, con due frazioni, i Mar e gli umani, in profonda combutta tra di loro. Noi spettatori, conosceremo la leggenda e le ripercussioni che questa vicenda ha avuto nel mondo, man mano la storia procede, entrando, puntata dopo puntata, sempre più dentro al mistero dei Mar. La serie tv ci rifà alla versione folkloristica dell’Adana, la terra del Sud della Turchia, in cui si crede che la casa della donna serpente sia Yılankale, un elemento che ottiene un’elevata importanza all’interno della narrazione seriale.

Sahsu - Shahmaran Ep. 1x03
Sahsu – Shahmaran Ep. 1×03

Tra mistero e romanticismo

Shahmaran ricorda, nelle sue prime puntata, la serie cult di Netflix Dark per le sue atmosfere mystery dal sapore biblico e per gli elementi musicali adottati entro la colonna sonora, udibile già nell’incipit di questa prima stagione. La musica, proprio come i prodotti del cineasta Baran bo Odar, ci rifà a un suono inquietante, fatto di respiri e di voci, che ci trascinano dentro un’aurea di mistero che ci attacca a noi. Il senso di tensione e di mistero biblico è onnipresente anche in Shahmaran fin dai primi istanti, attraverso una voce narrante che ci dona parole di difficile comprensione, immettendoci dentro una leggenda che verrà sviscerata per tutte le puntate, donandoci, proprio come Dark, la sensazione d’impossibilità di sfuggire al proprio destino, un destino crudele cui non possiamo fuggire. I due protagonisti, Maran e Sahsu, non vogliono far parte della loro famiglia e del loro destino, a cui ci sentono imprigionati, soprattutto Maran, ma allo stesso tempo non riescono a negarlo, venendo avvinghiato a questo. La serie dunque ci pone un interrogativo: quando veniamo al mondo abbiamo già una vita predeterminata? Abbiamo la possibilità di cambiare il nostro percorso e di scegliere la nostra vita? Oppure tutte le nostre scelte sono dettate da un destino più grande? Queste sono le domande che possiede Maran, un uomo che sente sulle spalle la vita dei Mar, un uomo che porta su di sé troppe aspettative, essendo per tutti colui che darò vita alla profezia, ma a che costo?

La serie possiede indubbiamente un mistero alquanto intrigato e contorto che ci terrà incollati sullo schermo, ma proprio a causa di questo intrigo criptico gran parte dei personaggi non riescono a venire a galla, rimanendo appena accennati nella sceneggiatura come i familiari di Maran, personaggi fondamentali del racconto audiovisivo ma che rimangono assolutamente sconosciuti al pubblico nei loro caratteri vedendo di loro solo un’immagine superficiale e bidimensionale. Stesso discorso lo possiamo asserire per il nonno di Sahsu, uno dei personaggi più interessanti della pellicola ma che non trova un reale arco di evoluzione e di redenzione per l’intera stagione. Più interessanti risultano invece i due protagonisti, che vengono narrati e mostrati dentro una storia d’amore avvincente ma con un epilogo a tratti fin troppo banale soprattutto nel triangolo amoroso che la serie tenta di creare senza però un reale successo. Sahsu e Maran possiedono un loro arco narrativo che li porta a cambiare durante la stagione. Maran dovrà accettare l’amore e comprendere il suo ruolo del mondo, mentre Sahsu dovrà comprendere e capire come convivere con i suoi problemi familiari – psicologici e, allo stesso tempo, dovrà imparare a lasciarsi andare all’amore altrui. Va detto però che non è del tutto comprensibile se il suo cambiamento è dovuto alla profezia o a un viaggio introspettivo cui ci immergerà.

In conclusione

Una serie carina che possiede un finale assolutamente aperto, in grado di donarci un interesse per la seguente stagione. Il mistero in queste otto puntate regge bene, tanto che la serie mostra qualche sbavatura solo negli effetti speciali, alquanto mediocri, e in una scrittura dei personaggi non sembra buona, ricadendo in troppi personaggi secondari narrati in maniera eccessivamente bidimensionale.

Note positive

  • Interpretazioni
  • Il mistero

Note negative

  • Personaggi troppo bidimensionali
  • La fotografia e gli effetti speciali non sempre convincono.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 892

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