Spriggan – Prima stagione (2022): Yu Ominae e l’Arcam, gli ultimi protettori del mondo?

Spriggan locandina promozionale

Spriggan

Titolo originale: Spriggan

Anno: 2022

Paese: Giappone

Genere: Animazione, spionaggio

Casa di Produzione: David Production, Netflix

Distribuzione: Netflix

Stagione: 1

Puntate: 6

Regia: Hiroshi Kobayashi

Sceneggiatura: Ryoji Minagawa, Hiroshi Seko, Hiroshi Takashige

Musica: Taisei Iwasaki

Doppiatori in lingua originale: Chiaki Kobayashi, Mariya Ise, Kenji Hamada, Yôhei Azakami

Trailer italiano di Spriggan

Era il 1989 quando fu pubblicato, da Shōgakukan sulle riviste mensile e settimanale di manga Weekly Shōnen Sunday e Shōnen Sunday Super, Spriggan, saga a fumetti scritta da Hiroshi Takashige e disegnata da Ryoji Minagawa. La serie manga fece compagnia ai lettori delle riviste fino alla sua conclusione avvenuta nel 1996, in seguito Spriggan fu raccolto in undici volumi tankōbon.  Nel 1998 fu realizzata una trasposizione filmica dal titolo omonimo diretta da Norihiko Sudo animata da Studio 4°C e sceneggiata Takashige, colui che ha creato e sceneggiato il manga.  Nel 2019 fu annunciato che lo studio d’animazione giapponese David Production avrebbe realizzato una trasposizione seriale del manga diretto da Hiroshi Kobayashi, il prodotto televisivo era inizialmente previsto per il 2021, ma a causa Covid-19 i tempi di produzione ci sono allungati, viene rilasciata in sei episodi, il 18 Giugno 2022 sulla piattaforma di streaming Netflix.

Trama di Spriggan

Yu Ominae ha diciassette anni e frequenta, come tutti i ragazzi della sua età, il liceo, anche se lo studio non gli va tanto bene, anzi tende, frequentemente, a dormire in classe e a fare molte settimane di assenze, tanto da rischiare di non riuscire a prendere il diploma e a terminare l’ultimo anno di studio. Yu Ominae però non è un ragazzo svogliato che non intende studiare o fa le ore piccole, lui è un agente secreto dell’ARCAM, ma non un semplice soldato, bensì fa parte dei loro agenti segreti d’élite noti come Spriggans (o Strikers). Ma qual è il compito dell’ARCAM? Salvare il mondo.

Sulla Terra esisteva un tempo una grande civiltà con conoscenze e tecnologia di gran lunga superiori a quelle dell’uomo moderno. Alcuni reperti di quel mondo antico si nascondono ancora in tutto il pianeta. In un presente in cui reti di comunicazione ad alta velocità coprono il globo e lo sguardo penetrante dei satelliti è in grado di smascherare qualsiasi segreto, gli eserciti di grandi nazioni lottano per scoprire e studiare questi artefatti dal “potere” inimmaginabile. Un membro di questa antica civiltà ha inciso un messaggio in una piastra per l’eternità: “Proteggi la nostra memoria dai malvagi”. Prendendo il messaggio alla lettera, un’organizzazione vuole sigillare per sempre questo passato. Gli agenti segreti scelti che ne fanno parte sono chiamati Spriggan.

Fotogramma di Spriggan
Fotogramma di Spriggan

Recensione di Spriggan

Un canovaccio fa da traino ai sei episodi, che pur con alcuni lievi modifiche sul tema, si dimostrano impostati nella medesima struttura narrativa. In ogni episodio Yu Ominae si trova in missione segreta per l’ARCAM, al fine di recuperare o trovare un antico manufatto proveniente da una gloriosa e decaduta civiltà antica. Il suo compito è di evitare che quei reperti archeologici di un’altra epoca e di un altro mondo non cadano nelle mani di uomini o organizzazioni malvagie, che potrebbero usarli, così, per i loro scopi militari causando morte e distruzione.  In ogni episodio, partendo dal pilot “Il serpente di fuoco” ci vengono introdotti dei nuovi personaggi al fine di arricchire l’universo narrativo in cui ci troviamo, universo ambientato negli ultimi anni della Guerra Fredda, non a caso troviamo all’interno della serie un clima da thriller/horror spionistico tipico degli anni settanta. All’interno delle sei puntate facciamo la conoscenza del protagonista Yu Ominae e dei suoi amici, la cacciatrice di tesori Yoshino, lo Spriggan francese Jean Jacquemonde, in grado di mutarsi in lupo mannaro, la professoressa ed ex bambina prodigio, Rie Yamabishi, e dei suoi nemici: il colonello McDougal, un ragazzino psicocinetico che aspira al controllo del mondo, l’istruttore Bowman, il neonazista Bo Brantz, il cyborg spetsnaz Viktor Stolov, l’agente del Kgc Koichi Moroha e il maestro di arti marziali Oboro, colui che lavorava in passato per l’ARCAM e che era il maestro di lotta del protagonista. Lo scontro armato tra Oboro e Yu Ominae è uno dei momenti di maggior forza della vicenda, anche se si poteva analizzare maggiormente il legame tra i due. Proprio questo scontro mette allo spettatore, ma anche a Ominae, un dubbio: l’ARCAM è veramente l’organizzazione altruistica e buona che Yu ritiene? Oppure è come tutte le altre organizzazioni mondiali, interessate solo al potere?

In Spriggan, in ogni puntata, lo spettatore si pone una domanda: esistono veramente i buoni, in questo mondo? Difatti tutti lottano e si scontrano per ottenere le reliquie, per usare a loro vantaggio per creare eserciti e armamenti indistruttibili. Anche l’ARCAM, colei che si erge a protettrice del mondo, usa le reliquie che trova, basti pensare all’armatura degli Spriggan costruita con quei materiali provenienti da quell’antica società e che dona all’armatura una maggiore forza distruttiva. I creatori dello show inoltre non fanno nessun tipo di distinzione tra comunisti o occidentali, ma tutti vengono mostrati come uomini che ardono il potere e di ergersi a capi indiscussi del mondo. Il tutto ci viene raccontato con una sana dose d’ironia che viene ben mischiata a un genere horror di spionaggio dove le missioni di Osimane sono al centro della narrazione, peccato però per l’animazione che seppur buona (seppur molto tradizionale) non riesce a raggiungere il livello delle produzioni realizzate dallo studio MAPPA.

Yu Ominae in un combattimento
Yu Ominae in un combattimento

In conclusione

Per come la serie è strutturata non si ha la sensazione di trovarsi dinanzi a una miniserie (non abbiamo certezze se ci sarà una seconda stagione) poiché i sei episodi a cui si troviamo dinanzi donano solo uno sguardo introduttivo su questo universo narrativo, il quale appare interessante e meritevole di essere approfondito. In questa prima stagione conosciamo solo alcuni personaggi, sia buoni sia cattivi, impariamo a conoscere il mondo dell’ARCAM e di questa pietra archeologica ma non troviamo nessun tipo di risposte a nessuna domanda. Dunque la speranza che la storia continui è indubbiamente presente.

Note positive

  • Tematica
  • Struttura degli episodi

Note negativa

  • Alcuni personaggi come Oboro avrebbero meritato maggior approfondimento, invece di essere immessi nella storia solo per essere uccisi e per svelare leggermente il passato del protagonista.

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