The Lost King (2022). Alla ricerca di Riccardo III

Recensione, trama e cast del lungometraggio The Lost King (2022), un film biografico sul ritrovamento della tomba di Riccardo III.
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Trailer di The Lost King

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Il film biografico britannico del 2022, diretto da Stephen Frears (conosciuto per lavori come “The Queen – La regina” del 2006 e “Philomena” del 2013), intitolato “The Lost King”, si basa sul libro autobiografico “The King’s Grave: The Search for Richard III” scritto da Philippa Langley e Michael Jones. Questo libro narra la scoperta e la riesumazione dei resti di re Riccardo III, l’ultimo sovrano della casata York, avvenuta nel settembre 2012. Riccardo III salì al trono d’Inghilterra il 26 giugno 1483 dopo la morte del fratello Edoardo V e morì in battaglia per mano di Enrico Tudor il 22 agosto 1485.

La pellicola, una combinazione di commedia e dramma, è stata prodotta da Pathé, Baby Cow, BBC Film e Ingenious Media, con una sceneggiatura firmata da Steve Coogan (“Notte al museo – Il segreto del faraone” del 2014; “Stanlio & Ollio” del 2018) e Jeff Pope (“Philomena” del 2013; “Stanlio & Ollio” del 2018). Il cast principale vede la partecipazione di Sally Hawkins (“La felicità porta fortuna – Happy Go Lucky” del 2008; “Blue Jasmine” del 2013; “La forma dell’acqua – The Shape of Water” del 2017), lo stesso Steve Coogan, e Harry Lloyd (“The Iron Lady” del 2011; “La teoria del tutto” del 2014).

“The Lost King” ha debuttato in anteprima mondiale al 47º Festival Internazionale del Cinema di Toronto il 10 settembre 2022 e ha avuto la distribuzione cinematografica da parte della Warner Bros il 7 ottobre 2022. In Italia, il film è stato presentato alla 17ª Festa del cinema di Roma e sarà disponibile direttamente il 6 dicembre 2023 su Sky Cinema Due alle 21:15 e in streaming su Now, anche in versione 4K per i clienti Sky Q o Sky Glass con pacchetto Sky Cinema.

Trama di The Lost King

Philippa Langley, madre di due figli e divorziata, affronta la sua vita con determinazione nonostante l’encefalomielite mialgica (“ME”), una malattia che non ha mai compromesso il suo impegno lavorativo. Nonostante le sue capacità, però, non riceve il riconoscimento che meriterebbe dal suo superiore, perdendo persino una promozione a favore di una collega meno esperta, ma più giovane e attraente. Questa delusione la sconvolge profondamente, ma le circostanze finanziarie la costringono a conservare quel lavoro.

Tutto cambia per Philippa quando assiste a una rappresentazione teatrale di “Richard III” di William Shakespeare. Dopo la pièce teatrale, Philippa Langley sviluppa un’intensa e quasi ossessiva fascinazione per l’antico re scomparso da oltre cinquecento anni, il cui corpo non è mai stato recuperato. Inizia a percepire e a interagire con ciò che crede essere lo spirito o un’immagine di Richard III, stabilendo una sorta di connessione o identificazione con questa presenza. Convinta che il re sia stato ingiustamente dipinto come gobbo, assassino di bambini e usurpatore, si determina a scoprire a tutti i costi dove potrebbe essere sepolto. Individua il possibile sito di sepoltura nell’area del coro del priorato di Leicester Greyfriars, ma per perseguire questo obiettivo, ha bisogno di risorse finanziarie e di trovare qualcuno disposto a credere nella sua singolare convinzione.

Sally Hawkins e Harry Lloyd in THE LOST KING
Sally Hawkins e Harry Lloyd in THE LOST KING

Scopri anche: Stephen Frears: “Cambiare la storia è compito degli storici, non dei cineasti.” Il regista presenta “The Lost King” alla Festa del Cinema di Roma 2022

Recensione di The Lost King

Una storia alquanto bizzarra da risultare inverosimile, folle e pazzesca, nonostante si basi interamente su un evento storico avvenuto nel 2012 quando Philippa Jayne Langley, distante dal mondo della storiografia e dell’archeologia, individuò, mossa da una fervente passione, il luogo di sepoltura di Riccardo III all’interno della Greyfriars Church a Leicester, una chiesa demolita nel 1538, un ipotesi che andava in contrasto con le teorie di illustri storici che ritenevano che il corpo del sovrano fosse stato gettato nel fiume Soar, vicino a Bow Bridge, ritenendo, dunque, che non esistesse nessun luogo di sepoltura contenente le spoglie di Riccardo III.

Questa storia racconta l’improbabile trasformarsi in realtà, la storia di una persona comune, mossa da una straordinaria passione e determinazione, che raggiunge il suo obiettivo nonostante le sfide. Tuttavia, il risultato lascia un sapore amaro. L’Università di Leicester, nonostante il contributo significativo di Philippa Langley, ha oscurato la sua parte, accaparrandosi tutti i meriti in modo ingiusto. Inoltre, il ritrovamento dei resti di Riccardo III non ha restituito adeguatamente il giusto posto storico al sovrano. Langley ha sempre creduto che la storia di Riccardo III sia stata narrata in modo distorto, dipingendo il re in modo ingiusto come un mostro o un brutale assassino a causa della sua deformità fisica, una grave scoliosi che lo ha reso “mostruoso” agli occhi della gente dell’epoca. Questa scoperta avrebbe potuto porre fine a queste percezioni distorte, ma la storia non ha offerto una completa redenzione al sovrano, nonostante gli sforzi di Langley.

Il film narra il percorso di Philippa, partendo da una condizione di lavoro infelice fino alla trasformazione in una figura “folle” che, guidata dalle emozioni e dalle allucinazioni, riesce a fare una scoperta impensabile. Quest’opera, oscillante tra dramma e commedia, si distacca dalla storia reale della scoperta di Riccardo III per reinventare, nel nome dell’arte cinematografica, alcuni aspetti narrativi. La caratterizzazione di Philippa diventa audace, con il personaggio descritto attraverso la sua malattia cronica, l’encefalomielite mialgica, e un profondo stato di follia che confina quasi con la pazzia. Contrariamente alla realtà, la protagonista vive non solo sensazioni che la spingono verso la scoperta, ma ha delle vere e proprie visioni e allucinazioni legate a Riccardo III, con il quale si ritrova a conversare più volte. Una scena interessante mostra il figlio più piccolo osservare la madre impegnata in una conversazione con un’entità invisibile a lui, mentre Philippa crede di conversare con Riccardo II un’entità forse generata dalla sua momentanea follia, con cui la donna trova un profondo conforto emotivo nel dialogare con questa presenza. La pellicola non risolve completamente questo elemento, lasciando allo spettatore l’enigma: Philippa parla da sola o con Riccardo III? Alcuni elementi narrativi suggeriscono la seconda ipotesi, considerando il ruolo chiave che ha avuto questo “spirito” nell’indicare la sua ubicazione, mentre altri dettagli si portano a optare la prima ipotesi, che la donna sia vittima di allucinazioni, soprattutto denotando una notevole somiglianza tra l’attore che interpretava Riccardo III nello spettacolo teatrale e il Riccardo III che vede la protagonista del film.

La brillante interpretazione di Sally Hawkins, che porta sulle sue spalle l’intera pellicola, rende il rapporto tra Philippa e Riccardo III intrigante. Riccardo diviene l’unico vero amico della donna, aiutandola a superare la tristezza e a ritrovare entusiasmo e gioia di vivere. Sebbene questa invenzione di sceneggiatura possa sembrare eccessiva e ridicolizzare Philippa, il legame tra i due personaggi risulta affascinante e offre spunti di riflessione. È interessante, a livello narrativo, denotare come il regista abbia effettuato la scelta di non cercare un’attrice che somigli fisicamente a Philippa, ma di distaccarsi dalla figura reale, costruendo intorno a lei e alla sua avventura un personaggio nuovo, difatti le due donne non differiscono solo a livello narrativo di caratterizzazione del personaggio ma anche nell’aspetto fisico. Il regista non ha voluto adottare l’uso del trucco e del parrucco per rendere Sally Hawkins più simile a Philippa

Il film, in tutti i suoi ruoli, offre interpretazioni eccellenti e intrattiene il pubblico, ma non raggiunge pienamente le sue ambizioni sceneggiative, risultando più adatto alla visione casalinga on-demand che alla sala cinematografica, difatti la scelta fatta dalla distribuzione italiana di trasmettere la pellicola direttamente su Sky appare più che giusta e adatta a un film di questo tipo. “The Lost King” presenta una regia non eccezionale e un approccio narrativo talvolta didascalico. La storia soffre di una certa superficialità nell’approfondimento di alcune tematiche che restano in superficie senza essere esplorate a fondo. Ad esempio, la connessione tra Philippa e Riccardo III non viene esplorata approfonditamente, non evidenziando pienamente la necessità della protagonista di scoprire l’ubicazione del sovrano e il suo desiderio di restituirgli onore e giustizia, liberandolo dall’etichetta di usurpatore e mostro crudele conferitagli da Shakespeare e dalla storiografia.

Philippa, in questa ricerca, agisce principalmente per motivi egoistici, cercando anche di definire se stessa. È un tentativo di dimostrare che la malattia non è sinonimo di mostruosità e che, come Riccardo III, lei e tutte le persone non dovrebbero essere giudicati per l’aspetto fisico o i problemi genetici, ma per le loro azioni e le loro qualità umane. Tuttavia, la pellicola risulta essere maggiormente interessante nello scontro tra l’università e Langley, evidenziando un’ottica di profitto, crudeltà e una narrativa anti-maschilista, entro le dinamiche aziendalistiche di un mondo che schiaccia i più deboli, non dando il meritato rispetto a chi ha realmente i meriti.

Sally Hawkins è Philippa Langley in THE LOST KING
Sally Hawkins è Philippa Langley in THE LOST KING

In conclusione

“The Lost King” racconta la straordinaria storia di Philippa Jayne Langley, il cui ardente desiderio di rintracciare la tomba di Riccardo III sfida le convenzioni storiche. Tuttavia, il film offre un’interpretazione eccessivamente sopra le righe della protagonista, non approfondendo completamente la connessione tra Philippa e Riccardo III. Pur vantando interpretazioni brillanti, pecca per una regia didascalica e una narrazione superficiale.

Note positive:

  • Interpretazioni eccellenti, soprattutto di Sally Hawkins nel ruolo di Philippa
  • Affronta tematiche di identità e pregiudizio in modo tangibile

Note negative:

  • Eccessiva enfatizzazione della protagonista, rendendo il film sopra le righe
  • Superficialità nella narrazione, mancando approfondimenti su alcune tematiche, come la connessione tra Philippa e Riccardo III
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 923

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