20 film drammatici assolutamente da vedere per ogni appassionato di cinema

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Il dramma è il genere principale e più raccontato all’interno della settima arte, abbracciando e toccando le nostre corde emotive più profonde. Non tutte le pellicole però riesco a entrare in contatto con il nostro spirito come vorrebbero. Qui un breve elenco di venti film che, per chi scrive questo articolo, vanno assolutamente visti, sia per la qualità tecnica sia per la loro forza espressiva ed emotiva, che le rende pellicole indimenticabili.

I film non vengono messi in ordine di bellezza, ma di data di uscita dunque, questo articolo, non è una classifica dei più belli lungometraggio del genere drammatico, ma solo dei consigli. Se volete consigliare anche voi dei film, scriveteceli nei commenti, in fondo all’articolo.

La passione di Giovanna d’Arco (1928, Carl Theodor Dreyer)

Accusata di eresia, Giovanna d’Arco compare davanti al tribunale ecclesiastico, e al termine d’interrogatori e torture, cede e firma l’abiura, ma ritratta e viene perciò condannata al rogo. Ma quando le fiamme si alzano, la folla insorge.

Via col vento (1939, Victor Fleming)

Una ragazza del Sud sopravvive alla guerra di Secessione e a due mariti, ma perderà il solo uomo di cui era innamorata. Dramma per eccellenza, Via col vento è un film che ha fatto epoca, capace di ridefinire le caratteristiche del suo genere e di offrire passioni in un modo estremamente intenso come mai si era visto prima. Vincitore di otto premi Oscar, è ancora oggi, se adattato all’inflazione monetaria, il film con il maggior incasso nella storia del cinema.

Viale del tramonto (1950, Billy Wilder)

Un noir con una sceneggiatura spettacolare. Una storia folle che racconta in maniera ottimale la fine delle vecchie star del cinema muto che non hanno retto il passaggio al sonoro. Che cosa fareste per riottenere la celebrità?

viale del tramonto
Gloria Swanson e William Holden 1950 – Il viale del Tramonto

La strada (1954, Federico Fellini)

L’ingenua Gelsomina viene venduta a Zampanò, rozzo girovago che si esibisce nei paesini con giochi di forza e che abusa di lei. Quando incontrano il Matto, equilibrista filosofo, Zampanò lo uccide. Gelsomina lo abbandona.

I quattrocento colpi (1959, Francois Truffaut)

Un classico del cinema e il capolavoro della nouvelle vague, vincitore nel’59 come miglior film a Cannes. Narra la storia di un bambino di 12 anni a Parigi che non riceve nessun tipo di affetto dai genitori e ciò lo porterà a compiere azioni errate. Il finale è una corsa infinita verso la salvezza.

Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975, Miloš Forman)

Jack Nicholson interpreta un delinquente che per non scontare la pena in prigione deciderà di farsi internare in un manicomio per tentare la fuga, ma al contatto con i “pazzi” capirà che deve fare qualsiasi cosa per salvarli e per farli sentire come degli esseri umani. Il finale è uno dei più strazianti della storia del cinema.

The Elephant Man (1980, David Lynch)

Lynch è famoso per i suoi film misteriosi e incomprensibili ma The Elephant man è una storia semplice, girata con inquadrature didattiche ma piena di una forza d’amore unica, che lo rende un cult del cinema mondiale.

The elephant man recensione film lynch
Fotogramma del film The elephant man

Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (1981; Uli Edel)

Tratto dal romanzo di Christiane Vera Felscherinow, che narra la sua vita nel periodo della sua adolescenza e della tossicodipendenza iniziata a causa di un amore. Un film che non prende scorciatoie sull’argomento ma inchioda lo spettatore a guardare ogni attimo, angosciandolo. Proviamo pietà ma non possiamo fare niente per aiutare la protagonista. Un capolavoro del cinema Tedesco con una incredibile interpretazione di Natja Brunckhorst . La musica dà una marcia in più al film.

Full Metal Jacket (1987, Stanley Kubrick)

In verità è un film di guerra ma racchiude in se molteplici aspetti drammatici, partendo dai suoi personaggi fino al tema centrale del film. Un opera perfetta che va contro alla guerra e al conflitto del vietnam. La regia poi è incredibile.

L’attimo Fuggente (1989, Peter Weir)

L’American Film Institute lo ha messo al 52º posto nella 100 Cheers e la frase: “Carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita” ha ottenuto il 95º posto nella classifica AFI’s 100 Years… 100 Movie Quotes. Un film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta, non un film ma un insegnamento di vita.

A spasso con Daisy (1989, Bruce Beresford)

Nell’Atlanta dei primi anni 50, un autista viene assunto da una burbera anziana e riesce a costruire con lei un rapporto molto speciale.

Risvegli (1990, Penny Marshall)

Storia straziante, con due dei più grandi attori del cinema moderno: Robin Williams e Robert De Niro. Un dottore riesce a scoprire la cura al Parkisson, e inietta a dei pazienti affetti da catatonia la medicina. I pazienti sembrano riprendersi ritrovando una loro normalità, ma cosa accade quando l’effetto svanisce? I pazienti riusciranno ad accettare di ritornare catatonici e malati dopo aver trovato la normalità e la bellezza del vivere?

Schindler’s List – La lista di Schindler (1993, Steven Spielberg)

Tratto dal romanzo La Lista di Schindler di Thomas Keneally, basato sulla vita di Oskar Schindle, il lungometraggio Schindler’s List di Spielberg entra di diritto tra i cult del cinema, un film che nessuno uomo e donna può perdere essendo sia un cinema di altissimo livello cinematografico, sia una storia piena di umanità e di critica contro ciò che è avenuto durante la seconda guerra mondiale.

La bambina di Schindler's List
La bambina di Schindler’s List

Il miglio verde (1999, Frank Darabont

Tratto dall’omonimo romanzo di S. King, si narra di un uomo di colore rinchiuso al miglio verde, il carcere che ti conduce alla sedia elettrica. Una storia unica piena di riflessioni e d’emozioni dove piangere è d’obbligo.

Requiem for a dream (2000, Darren Aronofsky)

Un pugno dello stomaco. Non un attimo di bontà ma una discesa negli incubi umani. Nessuno riesce a salvarsi. Questo è il capolavoro di Aronosfsky.Il film è diviso in tre sottosezioni, riferibili a tre stagioni, che a loro volta sono corrispondenti rispettivamente all’ascesa, al declino e alla caduta dei protagonisti. Manca, volutamente, la primavera, stagione simbolo della rinascita e della vittoria della vita sulla morte, come a sottolineare l’ineluttabilità del destino dei personaggi.

The Dreamers – I sognatori (2003, Bertolucci)

Un film di formazione, che analizza ottimamente l’epoca storica del 1968 mossa dalle rivoluzioni sociali giovanili che vogliono cambiare il mondo, mischiando i sogni e la realtà. Ottime le interpretazioni in special modo quella di Eva Green, la vera scoperta di Bertolucci. La storia analizza la vita di tre ragazzi appassionati di cinema nella Parigi del’68, narrando il loro triangolo amoroso sotto degli aspetti nuovi e mai visti nel cinema. Le emozioni e l’analisi sessuale e politica rendono il film un oggetto da vedere.

L’uomo delle stelle (1995, Giuseppe Tornatore)

Tornatore è famoso per Nuovo cinema paradiso o per La leggenda del pianista sull’oceano, ma L’uomo delle stelle è il suo capolavoro. Emozionante, toccante, straziante. Joe Morelli negli anni 50 gira i paesi riprendendo i volti degli individui fingendo di essere alla ricerca di volti nuovi per il cinema, ma in realtà è un ladro, un imbroglione. Un giorno incontra una giovane ragazza che si innamora di lui, da quel momento tutto cambia.

Departure (2008, Yōjirō Takita)

Non è tecnicamente il film più bello di sempre ma la storia è unica, narrando della persona che ci accompagna alla partenza per la nuova vita nel paradiso, il nostro becchino per intendere. Un film semplice in grado di toccarci nel profondo.

Shame (2011, Steve Mcqueen)

Angosciante, un film che ti porta nel tormento dell’animo umano. Brandon (Michael Fassbender) è dipendente dal sesso passando da una donna all’altra. La storia non è niente di che, ma il modo in cui il regista la racconta è originale e sconvolgente. La sceneggiatura e la regia investigando in questa malattia crea un personaggio di un fascino incredibile e pieno di sfumature. La musica dà il tocco finale.

Scena del film Shame
Scena del film Shame

Melancholia (2011, Lars Von Trier)

Lars Von trier è il nuovo regista dannato che ha toccato il suo apice con Melancholia, il film sulla depressione; tema a lui caro. Il regista analizza il senso di depressione attraverso la metafora della fine del mondo terrestre in una maniera incantevole. Kirsten Dunst riesce a interpretare il personaggio in maniera eccezionale.

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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 890

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